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Data__07/01/2016
Data__2016

Acque di Roma, tutte in una mappa

Roma città dell’acqua, Roma regina aquarum ha ora una mappa dettagliata delle sue falde acquifere e dei suoi corsi d’acqua. La nuova Carta Idrogeologica di Roma, frutto di un’inedita sinergia tra Roma Capitale e un ampio ventaglio di istituti accademici e scientifici, è stata presentata a settembre nella sala capitolina della Protomoteca, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio e con la partecipazione di oltre 350 tra esperti, funzionari pubblici e cittadini. La mappa è ora scaricabile in alta definizione, con ampie "note integrative" che descrivono puntualmente la falda acquifera romana in ogni porzione del territorio, dalla news nelle pagine dell'Ambiente.



E' il frutto di un anno di lavoro che ha visto all’opera cinque enti universitari e di ricerca – Dipartimento di Scienze dell’università Roma Tre, Servizio Geologico d’Italia (ISPRA-SGI), Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (CNR-IGAG), Centro di Ricerca Previsione Prevenzione e Controllo dei Rischi Geologici (CERI – Sapienza), Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – con il coordinamento del Campidoglio (Dipartimento Tutela Ambientale, coadiuvato dal Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica). Il tutto, in base a un protocollo d’intesa a titolo gratuito: il risultato è stato raggiunto senza gravare economicamente su nessuno dei partner.

 

Con la Carta Idrogeologica la città ha sotto gli occhi le sue risorse idriche: un fondamentale repertorio di informazioni, che si vanno a incrociare con quelle fornite dalla neo-costituita “rete di monitoraggio delle acque sotterranee di Roma Capitale” (al momento oltre 100 pozzi pubblici, aumentabili nel tempo, che consentono di controllare e studiare le falde acquifere).

 

Molteplici le potenzialità che la nuova mappa dischiude, su più fronti: programmazione della tutela ambientale e delle risorse idriche, resilienza (capacità di adattamento di un ambiente ai cambiamenti), energie rinnovabili. Ecco alcune delle possibili applicazioni: controllo degli inquinanti nelle falde (prevenendone la propagazione ed elaborando provvedimenti più ponderati, in tempi rapidi); ausilio alla progettazione, specialmente per i lavori sotterranei; pianificazione di interventi e progetti per gestire le acque che si accumulano con le piogge (si può arrivare a controllare e favorire l’infiltrazione d’acqua per ricaricare le falde – managed aquifer recharge, MAR – ed evitare nel contempo allagamenti).

 

Tra le implicazioni più promettenti, l’impiego delle risorse geotermiche: la carta dà conto delle temperature medie delle acque di falda (un elemento decisamente innovativo) e i dati mostrano valori termici spesso elevati, tali da prefigurare un alto rendimento energetico. Una vera manna per il riscaldamento e il condizionamento di case e palazzi. Roma può così aspirare a divenire una delle capitali europee della geotermia, riscaldandosi con il calore della terra, risparmiando denaro e abbattendo le emissioni di CO2.

 

La Carta Idrogeologica viene distribuita in forma cartacea e ora, come detto, è in forma digitale qui nel nostro portale. Se n'è parlato anche in un meeting internazionale a settembre alla Sapienza, Aqua2015, con i ricercatori dell’International Association of Hydrogeologists, il gotha mondiale del settore. Tema, Hydrogeology: back to the future. In quel titolo inglese c’è tutta la parabola del legame tra l’uomo e l’acqua: millenni di rapporto indissolubile (e Roma ne è davvero un’icona universale); e oggi le grandi e complesse sfide che ci attendono nella gestione d'una risorsa fragile, essenziale alla vita ma non illimitata.
 



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