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Data__01/06/2016
Data__2016

Centrale Montemartini

Novità, a partire dal 1° giugno, alla Centrale Montemartini di via Ostiense, spazio industriale riconvertito a sede museale, dove giganteschi macchinari si mescolano ai mosaici policromi e alle sculture in un riuscitissimo allestimento che ha il pregio di esaltare gli uni come gli altri.

 

Da giugno vengono portati fuori dai depositi ed esposti nelle sale, a cominciare dal pianoterra, il prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena; poi, nell’adiacente Sala Colonne, tre mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura; al piano superiore, in Sala Caldaie, trova adeguata collocazione un altro mosaico che racconta il ratto di Proserpina. Accanto a queste opere, appartenenti alle Collezioni Capitoline, l’iniziativa Capolavori da scoprire consente di presentare al pubblico anche un prezioso ritratto in basanite dell’imperatrice Agrippina Minore, concesso in prestito alla Centrale Montemartini dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. 

 

Il corredo funerario di Crepereia Tryphaena fu rinvenuto alla fine dell’Ottocento durante i lavori di scavo per realizzare le fondazioni del Palazzo di Giustizia. Apparteneva a una fanciulla morta prima delle nozze ed è costituito da una serie di raffinati gioielli in oro e pietre preziose e da altri pregevoli oggetti da toeletta.  Il reperto più straordinario è certamente la deliziosa bambola di avorio con arti snodabili, vero capolavoro di intaglio di probabile manifattura egiziana, databile intorno alla metà del II secolo d.C.

 

Il mosaico in Sala Colonne ha un’iconografia molto particolare raffigurante un labirinto all’interno di una cinta muraria. Scoperto a Roma nel 1958 presso piazza San Giovanni in Laterano, è datato tra il 100 e l’80 a.C. Lo affiancano altri due piccoli e raffinatissimi mosaici: un leone circondato da amorini, scoperto ad Anzio nel 1749 e una scena ambientata lungo le sponde del Nilo, opera della seconda metà del I sec. a.C. rinvenuta nel 1882, durante la costruzione del Palazzo delle Esposizioni.

 

Nella Sala Caldaie un grande mosaico pavimentale della media età imperiale raffigura il rapimento di Proserpina da parte di Plutone, dio dell’oltretomba: su intercessione della madre Cerere, alla fanciulla fu concesso di tornare sulla terra per sei mesi all’anno, alternando in tal modo la sua esistenza tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Per questo motivo la raffigurazione ben si adatta al repertorio funerario: il mosaico fu infatti scoperto a Roma in una tomba della via Portuense nel 1885. Rimasto a lungo in deposito, ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva alla Centrale Montemartini.

 

La preziosa testa-ritratto di Agrippina Minore, moglie di Claudio e madre di Nerone, è esposta in Sala Macchine accanto alla statua femminile di “Orante” delle Collezioni Capitoline, realizzata nella stessa preziosa pietra scura di origine egiziana, alla quale apparteneva in origine. La pertinenza della testa di Copenaghen al corpo della statua capitolina è stata dimostrata nel corso di complessi studi scientifici condotti negli anni Novanta del Novecento che hanno consentito di individuare un preciso punto di attacco tra le due opere.

 

Centrale Montemartini

via Ostiense 106

Martedì -domenica 9-19; 24 e 31 dicembre 9-14

Ingresso 7,50 euro (ridotto 6,50)

 

Informazioni 060608 (tutti i giorni 9-21), www.centralemontemartini.org  



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