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Il Parco Archeologico

Il Parco Archeologico, confinante con la via Marinetti, è ad oggi praticamente inaccessibile: in parte delimitato da una recinzione, manca di un progetto che lo metta in relazione con l'abitato. La mancanza di relazioni di fruizione con quelle che sono delle risorse di inestimabile valore (Riserva Naturale e Parco Archeologico), porta molti abitanti del quartiere a considerarle come "un'occupazione" del proprio territorio. Laddove poi la sistemazione degli spazi verdi è carente e non vi è manutenzione, l'invasione sembra avere il fine di lasciare questi terreni nello stato in cui si trovano - ovvero abbandonati e quindi fonte di degrado.

Risalendo la via Marinetti si arriva ad una zona residenziale e commerciale che - compreso l'accesso al Parco recentemente sistemato, che porta sino a via Gadda nel cuore del quartiere - si presenta come una delle parti più qualificate del quartiere.

La rotatoria dall'alto

Alla fine di via Marinetti arriviamo alla rotatoria che la mette in comunicazione con via Sapori e via Laurentina, presso la quale si verificano due problemi di accessibilità che incidono sulla funzionalità della circolazione ma anche sulla sua pericolosità. Il primo si riferisce all'area di parcheggi, residenze ed attività commerciali che situata sulla destra in corrispondenza della rotatoria. L'accessibilità, ad oggi consentita soltanto da via Laurentina danneggia pesantemente le attività commerciali, la maggior parte delle quali hanno già chiuso. Una strada di collegamento è già prevista. Il secondo si riferisce all'innesto di via Gatto sulla rotatoria: teoricamente impedito ma di fatto, per la conformazione delle due strade, consentito e praticato a prezzo di un'infrazione molto pericolosa.

Il Parco da Via Marinetti

Ma l'aspetto più critico che investe questo ambito è la costruzione che si trova esattamente sopra la rotatoria: uno degli edifici facenti parte del complesso dei casali della Massima. Lo stato di totale degrado ed abbandono dell'edificio, ad oggi ancora soggetto a vincolo dalla Sovrintendenza, e la sua sostanziale inaccessibilità, difficilmente recuperabile a meno di un intervento impegnativo per ridisegnare completamente la viabilità, hanno spinto molti abitanti a chiederne l'abbattimento per consentire una riqualificazione dell'area. Inoltre, l'idea di un ponte pedonale che permetta di attraversare la rotatoria (come previsto dal Piano di Recupero Urbano) e di raggiungere l'edificio, non trova sostenitori, probabilmente anche per la triste fama di cui godono "i ponti" nel quartiere.

Veduta del Parco