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/ ICI / Istituti a tutela del contribuente ed interpello / Circolare Interpello

Circolare Interpello


INDICE E PREMESSA

"Chiarimenti in ordine alle disposizioni contenute nel Regolamento concernente la disciplina dell'esercizio del diritto di interpello approvato con delibera C.C. n. 253 del 19/12/2003."

INDICE

Parte I^

- 1 Ambito e presupposti del diritto di interpello

1.1 La riferibilità a casi concreti

1.2 Il carattere preventivo dell'istanza

1.3 Le obiettive condizioni di incertezza

- 2 L'istanza d'interpello

2.1 I soggetti legittimati alla presentazione dell'istanza

2.2 Le modalità di presentazione dell'istanza

2.3 I requisiti e il contenuto dell'istanza

- 3 La risposta dell'Amministrazione all'istanza d'interpello

3.1 Il computo dei 120 giorni

3.2 La risposta collettiva

3.3 Le modalità di comunicazione della risposta


Parte II^

- 4 Gli effetti dell'interpello

4.1 risposta tempestiva

4.2 silenzio assenso

4.3 risposta rettificativa

- 5 Gestione delle istanze d'interpello

Premessa

La legge 212 del 27 luglio 2000, recante "Disposizioni in materia di statuto del contribuente" ha dettato le linee guida sulle quali conformare rapporti tra il fisco e i contribuenti, ampliando e rafforzando il dialogo tra l'Amministrazione e questi ultimi.

Tra le novità di maggior rilievo va sicuramente annoverata la previsione dell'art. 11 concernente la disciplina dell'istituto dell'interpello del contribuente, ossia la facoltà di richiedere all'Amministrazione una valutazione, in ordine all'applicazione al caso concreto, della norma tributaria al fine di conoscerne preventivamente l'indirizzo interpretativo.

L'art. 1, comma 4, della citata legge 212 del 2000, stabilisce che gli enti locali debbono provvedere ad adeguare i propri statuti e atti normativi ai principi dettati dalla stessa legge.

Il Comune di Roma nell'esercizio della propria potestà regolamentare generale, in materia di entrate, di cui all'art. 52 del Decreto Legislativo del 15 dicembre 1997 n. 446, con delibera di Consiglio n. 253 del 19 dicembre 2003 ha approvato il regolamento concernente la " Disciplina delle modalità di esercizio del diritto di interpello" (di seguito definito Regolamento), relativamente ai tributi di propria competenza.

Si precisa che tale Regolamento a seguito della sua pubblicazione è divenuto esecutivo in data 10 gennaio 2004.

Con la presente circolare vengono fornite istruzioni in merito alla corretta applicazione dell'istituito dell'interpello disciplinato dal Regolamento.
 



Inizio pagina

PARTE I^

1. Ambito e presupposti del diritto di interpello

L'art. 2, comma 1, del Regolamento delimita l'ambito applicativo dell'istituto dell'interpello, stabilendo che la richiesta di parere deve riguardare l'esatta interpretazione dei regolamenti in materia di tributi locali, intendendosi per tali gli atti di normazione secondaria che regolano i tributi la cui potestà impositiva è demandata al Comune di Roma.

Rientrano, pertanto, nell'ambito oggettivo dell'interpello, le istanze concernenti la disciplina degli aspetti sostanziali e formali del rapporto tra Amministrazione e contribuente, relativamente ai tributi, attualmente, gestiti dalla medesima, quali ad esempio l'Imposta comunale sugli immobili.

Stante il carattere preventivo dell'interpello, lo stesso non può trovare applicazione per i tributi soppressi da precedenti norme ( es.: I.A.F. – I.F. – I.C.I.AP. – Contributo di miglioria – Contributo di fognatura – Imposta di licenza), così come l'interpello non trova applicazione per quei tributi che hanno perso i requisiti dell'obbligazione tributaria per assumere il carattere di corrispettivo specifico a fronte di uno specifico servizio, quali la TOSAP divenuta COSAP in quanto il Comune ha adottato con delibere C.C. n.339/98-35/99 successivamente modificate con delibera C.C. n. 27/02, in luogo della tassa il canone di cui all'art. 62 del D.Lgs. 446/97, e la TARSU divenuta Ta.Ri. in quanto il Comune ha adottato con delibera C.C. n. 24/03, in luogo della tassa la tariffa di cui al D.P.R. n. 158 del 1999.

Come in precedenza specificato l'ambito operativo dell'interpello, disciplinato del Regolamento, è rivolto alle sole disposizioni contenute in atti di normazione secondaria, conseguentemente, va esclusa la possibilità di ottenere una pronuncia dell'Amministrazione su atti privi di contenuto normativo, quali circolari, istruzioni e note.

L'esclusione di tali provvedimenti dall'ambito oggettivo dell'interpello deriva dal fatto che circolari, istruzioni e note non costituiscono fonti del diritto ma solo atti amministrativi interni inidonei ad incidere sul rapporto tributario.

Lo stesso art. 2 comma 4, precisa, che l'interpello non può essere proposto con riferimento ad accertamenti tecnici considerando che in relazione agli accertamenti di natura tecnica, non si configura un'attività interpretativa.
I presupposti fondamentali dell'interpello sono individuati nei commi 2 e 3 dell'art. 2 del Regolamento, da cui si desume che l'istanza d'interpello deve contenere a pena di inammissibilità quanto segue:

il riferimento ad una difficoltà interpretativa connessa all'applicazione di una disposizione normativa tributaria ad un caso concreto e personale;

l'istanza deve essere proposta prima di porre in essere il comportamento giuridicamente rilevante ovvero prima di dare attuazione alla norma oggetto dell'interpello;

devono sussistere obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione della disposizione tributaria ritenuta applicabile al caso concreto e personale prospettato dal contribuente.

La ricorrenza congiunta delle suesposte condizioni rileva ai fini dell'esplicazione degli effetti tipici previsti dall'istituto dell'interpello.


1.1 La riferibilità a casi concreti e personali

Quanto al primo dei requisiti sopra evidenziati, il necessario riferimento dell'istanza di interpello ad un caso concreto e personale dell'istante medesimo si pone in stretta relazione con la ratio dello strumento consultivo in esame: l'interpello, infatti, deve servire al contribuente, non già per ottenere pareri o consulenze di carattere generale, ma per risolvere specifici problemi riguardanti atti, comportamenti ed operazioni concrete direttamente riconducibili alla sfera di interessi dell'istante.

Ne deriva che eventuali esigenze, proprie di associazioni di categoria o di enti rappresentativi di interessi diffusi che intendano conoscere l'interpretazione di norme applicabili da parte dei propri associati o rappresentanti, potranno essere soddisfatte nell'ambito della più generale attività di consulenza giuridica o assistenza dei contribuenti nell'applicazione delle norme tributarie, attraverso la presentazione di istanze che non producono gli effetti propri dell'interpello previsto dall'art. 11 legge 212 del 2000.

1.2 Il carattere preventivo dell'istanza

L'art. 2 comma 2 del Regolamento, espressamente prevede che il contribuente deve presentare l'istanza prima di porre in essere il comportamento (ad es. prima di applicarsi un'aliquota agevolata nel versamento ICI) o di dare attuazione alla norma oggetto di interpello.

Va precisato che il carattere preventivo dell'interpello risponde al fondamento dell'istituto concepito in funzione dell'interesse dei contribuenti a conoscere l'indirizzo interpretativo dell'Amministrazione.

Eventuali istanze "non preventive" potranno comunque ottenere una risposta, ma l'istanza non potrà essere trattata, sul piano degli effetti, come interpello del contribuente.

1.3 Le obiettive condizioni di incertezza

L'istanza è da ritenere inammissibile qualora concerna questioni sulle quali non sussistono obiettive condizioni di incertezza. Si evidenzia che ai sensi dell'art. 2 comma 3 del Regolamento, non ricorrono le condizioni di incertezza nel caso di ignoranza o d'errore sulla norma, compiuto dal contribuente o qualora l'Amministrazione abbia compiutamente fornito la soluzione interpretativa di fattispecie corrispondenti a quella prospettata dall'istante, mediante circolare, istruzione o nota, portata a conoscenza del contribuente attraverso la pubblicazione nel sito "tributi" del Comune di Roma. Lo stesso regolamento dispone, inoltre, che l'Amministrazione deve comunque comunicare al contribuente, nelle forme di cui all'art. 4 comma 3, l'eventuale inammissibilità dell'istanza con l'indicazione dell'atto contenente la soluzione interpretativa richiesta.

Si reputa, in via generale, che, le condizioni di obiettiva incertezza, in assenza di una interpretazione ufficiale dell'Amministrazione, ricorrono in presenza di previsioni normative equivoche, tali da ammettere interpetazioni diverse e da non consentire in un determinato momento l'individuazione certa di un significato della norma.

2 L'istanza d'interpello

2.1 I soggetti legittimati alla presentazione dell'istanza

L'istanza di interpello può essere presentata dal contribuente (anche residente all'estero) ovvero dai soggetti legittimati a porre in essere gli adempimenti tributari per conto del contribuente, o obbligati a ciò in base a specifiche disposizioni di legge.

Tra i soggetti ai quali è consentito accedere a tale forma di consultazione dell'Amministrazione, possono senz'altro essere annoverati, inoltre, gli eredi, i curatori fallimentari, le società incorporanti e le società beneficiarie nell'ipotesi, rispettivamente, di fusione o scissione per le società estinte.

Mentre sono esclusi i soggetti portatori di interessi collettivi, quali le associazioni sindacali e di categoria e gli ordini professionali, fatta eccezione ovviamente per le istanze che affrontano questioni riferite alla loro posizione fiscale e non a quella degli associati, iscritti o rappresentati.

2.2 Le modalità di presentazione dell'istanza

L'art. 3 comma 1 del regolamento dispone che l'istanza d'interpello è redatta in carta libera, quindi non è soggetta all'imposta di bollo, ed indirizzata: al Direttore del Dipartimento II – Politiche delle Entrate, mediante una delle seguenti modalità:

consegna a mano, nel qual caso verrà rilasciata apposita ricevuta;

spedizione a mezzo del servizio postale, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento;

Non sono ammessi altri mezzi di comunicazione quali il fax o la posta elettronica, in considerazione dell'importanza che nell'ambito del procedimento di interpello assume la data di ricezione dell'istanza, ai fini della decorrenza dei 120 giorni per la risposta.

Ai sensi dell'art. 5 comma 1 del Regolamento la presentazione dell'istanza d'interpello non ha effetto sulle scadenze previste dalle norme tributarie, né sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione.

Pertanto nel caso di adempimenti periodici (es. versamento del saldo ICI), il contribuente non potrà rinviare il relativo adempimento alla data in cui l'Amministrazione avrà fornito risposta all'interpello.

Va precisato però che le istanze di interpello sono soggette all'applicazione della sospensione della feriale giudiziaria (1° agosto – 15 settembre).

2.3 I requisiti e il contenuto dell'istanza

L'istanza d'interpello deve contenere a pena di inammissibilità:

i dati identificativi del contribuente ed eventualmente del suo legale rappresentante;

la circostanziata e specifica descrizione del caso concreto e personale da trattare ai fini tributari sul quale sussistono concrete condizioni di incertezza;

indicazione del domicilio del contribuente o dell'eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni dell'Amministrazione;

la sottoscrizione del contribuente o del suo legale rappresentante.

Relativamente alla sottoscrizione l'art. 3 lett. d del Regolamento afferma che la mancata sottoscrizione può essere sanata se il contribuente provvede alla regolarizzazione dell'istanza entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito da parte dell'ufficio. A tale proposito si precisa che l'ufficio competente a trattare l'istanza dovrà invitare il contribuente anche a mezzo fax o posta elettronica.

Al fine di calcolare la decorrenza dei termini per la risposta dell'Amministrazione, l'istanza originariamente non sottoscritta deve intendersi come presentata al momento della sua regolarizzazione

L'art. 3 comma 4, prevede che alla stessa sia allegata copia della documentazione, non in possesso dell'amministrazione o di altre amministrazione pubbliche indicate dall'istante, rilevante ai fini dell'individuazione e della qualificazione della fattispecie prospettata.

In ordine alla documentazione l'art. 4 comma 5 precisa che quando non sia possibile fornire risposta sulla base dei documenti allegati, l'ufficio può richiedere al contribuente di integrare la documentazione esibita quando ciò sia necessario ai fini dell'inquadramento corretto della questione e della compiutezza della risposta.Tale iniziativa può essere presa "una sola volta" per non pregiudicare a causa di più richieste, la tempestività del procedimento che deve concludersi entro 120 giorni dalla proposizione dell'istanza o dalla ricezione della documentazione integrativa.

Nell'istanza deve essere formulata, in modo chiaro ed univoco il comportamento e la soluzione interpretativa che si intendono adottare. Tale indicazione, pur non essendo richiesta a pena di inammissibilità, deve ritenersi indispensabile affinché possano prodursi gli effetti dell'interpello.

3. La risposta dell'Amministrazione all'istanza d'interpello

L'art. 4 comma 2 del Regolamento stabilisce che la risposta scritta e motivata dell'amministrazione sull'interpello proposto dal contribuente debba essere fornita entro 120 giorni dal ricevimento dell'istanza medesima.

3.1 Il computo dei 120 giorni

Il dies a quo per il calcolo del termine di 120 giorni per il pronunciamento dell'Amministrazione decorre:

dalla data di consegna dell'istanza ovvero di ricezione da parte dell'ufficio dell'istanza medesima quando è inoltrata a mezzo del servizio postale;

dalla data in cui il contribuente ha provveduto a regolarizzare l'istanza, in precedenza presentata priva di sottoscrizione;

dalla data di ricevimento della documentazione integrativa da parte dell'ufficio, nel caso in cui l'Amministrazione si sia avvalsa della facoltà di richiedere al contribuente l'integrazione della documentazione prodotta a supporto dell'istanza di interpello;

Si rammenta che nel caso in cui l'istanza d'interpello ricada nel periodo della sospensione feriale giudiziaria compreso tra il 1° agosto e 15 settembre, il calcolo del termine per la risposta rimane sospeso. (es.: per un'istanza prodotta in data 15/07/04 i 120 giorni scadranno il 27/12/04)

In virtù dell'importanza che la data di ricezione dell'istanza assume sugli effetti del procedimento d'interpello, occorrerà adottare rigorose cautele per la corretta rilevazione delle istanze e per il rilascio delle relative ricevute.

3.2 La risposta collettiva

Nel caso in cui l'istanza di interpello formulata da più contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l'Aministrazione può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o nota, da pubblicare nel sito sezione "tributi" del Comune di Roma.

In tale ipotesi rimane l'obbligo dell'Amministrazione di portare a conoscenza dei contribuenti interessati, secondo le modalità descritte nel precedente punto 4.2, gli estremi del provvedimento contenente la soluzione interpretativa richiesta, comunicando altresì che tale atto è disponibile sul sito internet dell'amministrazione, oltre che naturalmente presso i propri uffici.

3.3 Le modalità di comunicazione della risposta

Secondo quanto stabilito dall'art. 4 comma 3 del Regolamento la risposta scritta e motivata fornita dall'Amministrazione è comunicata all'interpellante con le seguenti modalità:

mediante servizio postale, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, presso il domicilio del contribuente o dell'eventuale domiciliatario all'uopo indicato nell'istanza

per via telematica, al recapito di telefax o di e-mail indicato nell'istanza. In tal caso l'ufficio competente conserverà agli atti la documentazione comprovante la data in cui la risposta si intende fornita, che coinciderà con la data di inoltro della comunicazione (rapporto attività –fax o ristampa e-mail).
 



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PARTE II^

4. Gli effetti dell'interpello

L'art. 5 comma 2 del Regolamento, stabilisce che la risposta fornita dall'ufficio esplica efficacia limitatamente alla questione oggetto di interpello ed esclusivamente nei confronti dell'istante il quale è libero di determinarsi in senso non conforme alla risposta. La risposta tempestiva fornita dall'Amministrazione estende i propri effetti anche in relazione ad eventuali comportamenti successivi posti in essere dal contribuente purchè riconducibile alla stessa fattispecie dell'interpello.

Ciò semprechè, ovviamente l'Amministrazione non abbia nel frattempo rettificato il proprio orientamento interpretativo.

Gli articoli 5 e 6 del Regolamento, individuano gli effetti giuridici correlati alla risposta dell'ufficio, tali effetti possono essere così riassunti:

4.1 risposta esplicita tempestiva

La risposta fornita dall'Amministrazione e pervenuta all'istante entro il termine di 120 giorni vincola l'attività degli uffici, i quali non potranno emettere atti a contenuto impositivo o sanzionatorio in contrasto con la soluzione interpretativa fornita.

4.2 Risposta omissiva

L'art. 5 comma 3 del Regolamento precisa che qualora la risposta dell'ufficio su istanze ammissibili e recanti l'indicazione della soluzione interpretativa, non pervenga al contribuente entro il termine di 120 giorni, si intende che l'Amministrazione concordi con l'interpretazione o il comportamento prospettato dal contribuente

. La disposizione regolamentare oltre a ribadire il carattere rilevante che ha l'elemento temporale sugli effetti procedimentali dell'interpello, conferma che, perché possa operare il meccanismo del silenzio assenso, l'istanza deve essere ammissibile e deve recare l'indicazione della soluzione interpretativa prospettata dal contribuente, in difetto della quale, naturalmente, non può essere individuata alcuna tacita approvazione dell'Amministrazione; infatti l'istanza non completa della soluzione prospettata dal contribuente, pur non essendo inammissibile non produce gli effetti propri dell'interpello.

In conseguenza del silenzio-assenso eventuali atti di accertamento emessi in difformità della soluzione prospettata dal contribuente ed implicitamente condivisa dall'Amministrazione sono nulli.

4.3 risposta rettificativa

L'art.6 , del Regolamento, prevede che l'Amministrazione può comunicare al contribuente una nuova risposta allo scopo di rettificare quella precedentemente resa in forma esplicita o implicita, stabilendo che, se il contribuente ha già attuato il comportamento indicato nella prima risposta o accettato tacitamente dall'Amministrazione, l'Amministrazione non può recuperare le imposte dovute né le sanzioni amministrative.

Qualora, invece, il contribuente non ha attuato il comportamento indicato nella prima risposta o accettato tacitamente dall'Amministrazione, l'Amministrazione può pretendere le maggiori imposte dovute, gli interessi relativi, con esclusione delle sanzioni amministrative.

La risposta rettificativa produce effetti anche su comportamenti successivi posti in essere dal contribuente con riferimento a fattispecie analoghe e riconducibili a quella prospettata nell'istanza. Configurandosi un effetto ultrattivo dell'interpello, la cui efficacia va oltre il caso specifico per il quale è stato proposto.

5. Gestione delle istanze di interpello

Per la gestione delle istanze di interpello, l'Amministrazione si avvarrà di un'apposita procedura informatica che consentirà di:

- monitorare le istanze prodotte;

- rilevare l'ammissibilità delle istanze;

- impostare lo scadenzario;

- produrre le comunicazioni di risposta ai contribuenti;

- esaminare la possibilità di fornire risposte collettive;

- pubblicazione delle risposte sul sito internet del Comune di Roma sezione "tributi".

 



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SCHEMA ISTANZA INTERPELLO

FAC-SIMILE DELL’ISTANZA DI INTERPELLO
(Articolo 11, Legge 27 luglio 2000, N. 212)

A ROMA CAPITALE
Dipartimento Risorse Economiche
Direzione per la Gestione dei
Procedimenti connessi alle Entrate Fiscali
Via Ostiense, 131/L
00154 ROMA


OGGETTO: Istanza di Interpello


_l_ sottoscritt _________________________________________________________
nat__ a___________________________________________ il __________________
residente a ____________________________________ Prov. ________
Via _________________________________________________ n. _____


C. F._______________________________

 

Telefono _____________________ e-mail _________________________________________

 

o in qualità di

Legale rappresentante della società denominata:

____________________________________________________________________

con sede in __________________________________________ Prov. ____________

Via ________________________________________________________ n. _______



C.F. _______________________________

 

 

 

ESPONE QUANTO SEGUE
_______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________

 

Il sottoscritto ritiene che il caso prospettato debba essere risolto nel modo seguente :
__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

e, pertanto, ritiene di dover adottare il seguente comportamento :
__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

E CHIEDE

ai sensi dell’articolo 11, Legge 27 luglio 2000, n. 212, che codesta spettabile Amministrazione voglia indicare, nei tempi e modi prescritti, il proprio parere riguardo la soluzione interpretativa ritenuta corretta rispetto al caso concreto sopra prospettato

______________, ________________
________________________
(Firma del richiedente)

 

 


AVVERTENZE

 

PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA DI INTERPELLO


L’istanza di Interpello può essere inviata a Roma Capitale, con i documenti necessari allegati tramite:

• consegna diretta al Dipartimento Risorse Economiche– Tributi – Via Ostiense, n. 131/L, 00154, – Corpo “D”, 1° Piano.
• raccomandata al Dipartimento Risorse Economiche;
• fax al numero 06/67103333 del Dipartimento Risorse Economiche;
• PEC indirizzata al protocollo.risorseeconomiche@pec.comune.roma.it;
• email al tramite e-mail indirizzata direzione.controllifiscali@comune.roma.it.

 

INFORMAZIONI

Le informazioni relative al presente atto possono essere richieste personalmente presso lo sportello Tributi del Dipartimento Risorse Economiche ubicato in Via Ostiense 131/L, corpo D, primo piano, nei giorni lun. mar. mer. ven. dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e il giovedì dalle ore 8.30 alle ore 17.00 -U.O. Fiscalità Immobiliare - Ufficio Coordinamento consulenza, assistenza al contribuente e attività di sportello (Fax 0667103333 - 0667109043).

 



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