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Disciplina dell autotutela sugli atti emessi


(Del. G.C. n. 131 del 25 02 2000) ART. 1 - 2 - 3

(Deliberazione di Giunta Comunale n. 131 del 25 febbraio 2000)



Articolo 1

Fonti, oggetto, definizioni e finalità

1. La presente disciplina, adottata in attuazione dell'articolo 3, comma 2, del regolamento generale delle entrate e in base all'articolo 2-quater, comma 1-ter, del decreto-legge 30 settembre 1994, n. 564, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n. 656, e aggiunto dall'articolo 27 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, riguarda i principi, i criteri, le competenze, le procedure e le modalità per l'esercizio dell'autotutela sugli atti emessi in materia di tributi e altre entrate.

2. Ai fini della presente disciplina, valgono le seguenti definizioni:

a) per "entrata" si intende un tributo o un'entrata di natura non tributaria, che sono propri del comune di Roma;

b) per "funzionari responsabili", oppure più semplicemente "responsabili", si intendono i funzionari responsabili delle entrate;

c) per "atto originario", oppure più semplicemente "atto", si intende un provvedimento di liquidazione, accertamento o riscossione dell'entrata;

d) per "atto di autotutela" si intende un provvedimento di sospensione, annullamento o revoca, totale o parziale, dell'atto originario;

e) per "parte" si intende il soggetto destinatario degli atti.

3. L'autotutela è esercitata in funzione del pubblico interesse, per cui la presentazione di un'istanza non produce di per sé diritti per la parte richiedente, né determina nei suoi confronti un obbligo dell'ufficio di procedere o provvedere.





Articolo 2

Autotutela doverosa

1. I funzionari responsabili delle entrate hanno il potere-dovere di annullare per ragioni di pubblico interesse, in tutto o in parte, gli atti recanti uno dei seguenti vizi, qualunque ne sia stata la causa e fatta salva l'irrinunciabilità alla prescrizione del rimborso:

a) errore di persona;

b) errore sui presupposti dell'entrata;

c) errore materiale di verifica o calcolo;

d) duplicazione degli atti;

e) omessa considerazione di regolari pagamenti.

2. Le fattispecie possono essere integrate con apposite direttive del dipartimento competente o dei funzionari responsabili, prevedendo casi analoghi di portata generale o specifici della singola entrata.

3. L'autotutela è ammessa anche sugli atti divenuti definitivi, per effetto della mancata impugnazione o in forza di una sentenza di mera natura processuale passata in giudicato.

4. Le istanze di parte, complete di tutta la documentazione e delle notizie necessarie per l'esercizio dell'autotutela, sono esaminate secondo l'ordine cronologico di consegna o arrivo, fatti salvi i casi urgenti oppure di rilevanza generale che ne giustifichino la priorità.

5. L'esito del procedimento di autotutela, compreso l'annullamento dell'atto, può essere trasmesso alla parte con una comunicazione anche per via telematica.

6. Nelle more del procedimento di autotutela, i funzionari responsabili possono sospendere gli effetti dell'atto che appaia illegittimo o infondato, dandone comunicazione alla parte anche per via telematica.

7. In pendenza di giudizio, la sospensione ha durata fino alla pubblicazione della sentenza, fatta salva l'emissione dell'atto di annullamento.

8. Prima dell'azione giudiziaria di parte, la sospensione è disposta fino alla notificazione di un nuovo atto e il procedimento di autotutela viene concluso di regola entro trenta giorni, fatto salvo un maggior termine fino a centottanta giorni reso necessario dalla particolare complessità della fattispecie.

9. Il nuovo atto dà conto dell'esito del procedimento di autotutela, richiamando le motivazioni dell'atto originario in caso di conferma, e indica in calce la facoltà di proporre l'azione giudiziaria anche nei confronti dell'atto originario confermato o modificato.




Articolo 3

Autotutela discrezionale


1. Fuori dai casi di cui all'articolo 2 e sempre per ragioni di pubblico interesse, i funzionari responsabili delle entrate hanno il potere discrezionale di annullare o revocare, in tutto o in parte, gli atti illegittimi o infondati, previo riesame complessivo della fattispecie attraverso una revisione dei dati in possesso dell'ufficio, l'acquisizione di nuovi elementi e l'approfondimento della giurisprudenza.

2. Il procedimento di autotutela è disciplinato dalle disposizioni di cui all'articolo 2, commi 4 e seguenti.




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(Del. G.C. n. 131 del 25 02 2000) ART. 4 - 5 - 6 - 7

Articolo 4

Autotutela d'ufficio

1. A prescindere dall'istanza di parte, l'autotutela può essere esercitata anche d'ufficio, ove sia doverosa e dando priorità ai casi urgenti o di rilevanza generale.

2. In caso di riesame di un atto produttivo di effetti positivi per la parte, questa viene preavvisata dell'avvio del procedimento di autotutela per l'eventuale richiesta di un contraddittorio preventivo a mezzo di audizioni, osservazioni e memorie scritte documentate.


Articolo 5

Autotutela in pendenza di giudizio

1. L'autotutela può essere esercitata anche in pendenza di giudizio, previo possibile accordo sulla compensazione delle spese.

2. L'autotutela non ha luogo se sia stata pronunciata, in uno dei gradi di giudizio, una sentenza di merito favorevole al comune.

3. L'autotutela può essere tuttavia esercitata anche se sia stata emessa una pronuncia favorevole al comune in una controversia già di competenza in prime cure delle commissioni comunali per i tributi locali, purchè il processo riattivato ai sensi dell'articolo 78 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modifiche ed integrazioni, sia ancora pendente dinanzi alla commissione tributaria provinciale.

4. L'annullamento o la revoca dell'atto sono comunicati ai giudici presso i quali pende il processo, richiedendo la dichiarazione di cessata materia del contendere e, in ogni caso, la compensazione delle spese di giudizio.




Articolo 6

Indirizzi, monitoraggio e coordinamento

1. Il direttore del dipartimento competente può istituire un ufficio di coordinamento per gli indirizzi e il monitoraggio dell'autotutela, secondo i criteri e le modalità previsti dal regolamento sull'ordinamento generale degli uffici e dal regolamento sul decentramento amministrativo.

2. Tale ufficio può svolgere tra l'altro i seguenti compiti:

a) formula pareri consultivi con la collaborazione dell'avvocatura comunale o di professionisti esterni, laddove la fattispecie sia di complessa interpretazione oppure risultino contrasti giurisprudenziali;

b) elabora criteri generali per la gestione delle varie casistiche, al fine di realizzare un'uniformità di comportamento tra gli uffici;

c) organizza riunioni periodiche per un'analisi di confronto tra le diverse esperienze operative e i risultati ottenuti;

d) riferisce e propone al direttore del dipartimento le iniziative mirate ad un corretto e puntuale esercizio dell'autotutela, nonché ad una maggiore efficienza delle attività di liquidazione, accertamento e riscossione delle entrate.




Articolo 7

Disposizioni finali


1. Nell'ambito delle rispettive attribuzioni e con il coordinamento del dipartimento competente, i funzionari responsabili delle entrate adottano ogni misura necessaria, utile e opportuna per un esercizio corretto e puntuale dell'autotutela, anche adeguando le procedure e modalità di applicazione concreta della presente disciplina.

2. L'esercizio corretto e puntuale dell'autotutela può essere considerato ai fini della valutazione dei funzionari responsabili delle entrate e degli uffici.




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