Luceverde

Infomobilità

Numero Unico Taxi

URC - Ufficio per i Rapporti con i cittadini

060606

Partecipazione Popolare

Sistema informativo procedura negoziata

Protezione Civile

Statuto Roma Capitale

Roma Statistica

Open Data

Cambio di Residenza in tempo reale

Turismo

Bibliotu

Linea Amica

Suap

Suar

Home / Municipi
Categoria1__Municipi
/ Municipio II
Categoria2__Municipio II
/ Storia e Territorio

Storia e Territorio

Limiti del Municipio (nuova articolazione del territorio di Roma Capitale in 15 Municipi, introdotta dallo Statuto e dalla deliberazione di Assemblea Capitolina n.11/2013 – (ex Municipio II - ex Municipio III)


Fiume Tevere - Fiume Aniene - Fosso di S. Agnese - Ferrovia Roma/Orte – Via Masaniello – Ferrovia Stazione Tiburtina – Via Tiburtina – Ferrovia Roma/Orte – Ferrovia Roma/Sulmona – Ponte ferroviario Scalo San Lorenzo - Mura Urbane – Porta San Lorenzo - Mura Urbane - Attraversamento del cavalcavia del Pincio - Mura Urbane - Porta del Popolo - Mura Urbane - Via Luisa di Savoia – Linea d’aria in asse con Via Luisa di Savoia fino al Fiume Tevere - Fiume Tevere

 

I QUARTIERI: Villaggio Olimpico - Parioli - Flaminio - Salario - Trieste - Villa Borghese - Villa Ada - Nomentano - San Lorenzo - Università - Verano

 


Tra il 1909 ed il 1911 furono realizzate Piazza Pitagora, piazza Ungheria, piazza Regina Margherita, mentre via Monti Parioli e viale Maresciallo Pilsudski si sovrapponevano agli antichi tracciati romani. Nel quartiere Flaminio fu realizzato proprio nel 1911 lo stadio Nazionale e furono costruite le case di viale Tiziano.
Il viale, oggi denominato viale Bruno Buozzi, mise in comunicazione tutta la zona costruita intorno a piazza Pitagora e piazza Ungheria con via Flaminia.
Con il piano edilizio, redatto da Sanjust, approvato con R.D. del 30 marzo 1912, si poterono salvare le aree verdi previste dal piano stesso: villa Borghese, villa Chigi, villa Savoia e dei Monti Parioli.
Tra il 1908 e il 1926 fu costruito il quartiere Coppedè, il cui nome deriva dall’omonimo architetto fiorentino Gino Coppedè, che lo progettò per civili abitazioni. Il cuore del quartiere è
segnato dalla originale prospettiva della via Diagonale (oggi via Doria).

Sotto un massiccio arco ribassato tra due palazzi, detto "arco Ambasciatori", serrato tra due torri cariche di ornamenti eclettici, si può ammirare un enorme lampadario di ferro battuto.

Nel 1922 fu realizzato viale delle Belle Arti: la zona fu poi urbanizzata con vie scalinate destinate a rimanere per la pubblica utilità.

Tra via Nomentana e Corso Trieste si sviluppò un’edilizia fatta di palazzine borghesi, nascoste nel verde; più tardi fu realizzata viale Eritrea.
Gli anni ’50 videro il grande boom edilizio soprattutto nella zona dei Parioli.

Comunque tutta l’edilizia degli anni fra il 1942 e il 1960 procedette con la tecnica dei saldamenti, quartiere con quartiere, attraverso strade ed infrastrutture urbanistiche primarie.
Si salvò Villa Ada che, con il piano del 1931, venne vincolata a parco privato in quanto residenza della famiglia reale. Villa seicentesca, fu fatta costruire lungo l’antica via consolare come sede del Collegio Irlandese in un territorio ricco di siti archeologici e di catacombe. Risistemata agli inizi dell’800 con gusto neoclassico da Luigi Pallavicini, il parco presentava viali regolari nei pressi del Casino nobile (Casino Pallavicini).

Nel 1872 la villa fu acquistata dal re Vittorio Emanuele II, che la destinò a riserva di caccia facendovi costruire vari immobili, al fine di accogliere la famiglia reale e la corte, tra cui la residenza reale e una torre di stile neogotico (con un’abbondanza di decorazioni, teste di cavallo in stucco e stemmi Savoia), che doveva mascherare un serbatoio, mentre altri edifici rurali vennero ampliati e trasformati per ospitare le scuderie, costruite da Emilio Richter, direttore dei parchi reali. La tenuta è stata trasformata, sotto Vittorio Emanuele II, in un grandioso parco all’inglese, arricchito da numerose piante ed alberi, con l’inserimento di due laghi, poi prosciugati, di voliere e serre per le piante esotiche. La villa fu ceduta al conte svizzero Tellfner, che le diede il nome della moglie Ada. Fu riacquistata nel 1904 dai Savoia, che ne fecero la residenza privata fino a Vittorio Emanuele III.
In tempi più recenti, con l’apertura al pubblico, sono stati costruiti viali per il passeggio ed un lago e sono state inserite molte specie arboree, quali i salici, completamente estranee al modello romano di giardino. Nel 1957 c’è stata una divisione consensuale tra il demanio statale e gli stessi Savoia. Nel 1987 sono rinati i timori di riedificazione della parte privata, poiché gli eredi Savoia hanno ceduto la loro parte a privati. Il Comune ha avviato lunghe e complesse procedure per l’esproprio.
Le olimpiadi del 1960 sono strettamente collegate al progetto olimpico che prevede l’edificazione di un intero quartiere: il Villaggio Olimpico.
Il 16 novembre 1994, il Municipio consegna l’area di parcheggio del Villaggio Olimpico all’amministrazione comunale affinché fossero iniziati gli interventi preliminari alla costruzione dell’Auditorium. Durante i lavori per la realizzazione dell’Auditorium sono venuti alla luce i resti di una grande villa suburbana che è stata adeguatamente inserita nel complesso moderno dell’Auditorium, grazie ad una variante del progetto che prevede la valorizzazione degli scavi e la creazione di un piccolo museo archeologico.
Nel 1995, nella zona di Monte Antenne, viene inaugurata la Moschea e il Centro Culturale Islamico progettato dall’Arch. Paolo Portoghesi che costituisce il centro islamico più grande di Europa.

Nomentano - Italia

Il quartiere si sviluppa a ridosso di Via Nomentana; le sue ville costituiscono un vero e proprio patrimonio: Villa Mirafiori nasce nel 1874.
Oggi è sede del Dipartimento di Lingue e Letteratura Straniera dell'Università "La Sapienza". è particolare per essere stata realizzata con serre, uccelliere, un giardino cinese, un lago con al centro un isolotto.
Villa Torlonia, adiacente a Villa Mirafiori, è una delle grandi ville nobiliari romane. Iniziata sotto la direzione dell'Architetto Valadier intorno al 1805, è stata oggetto di modifiche ed ampliamenti affidati a G. Cesaretti. Al suo interno sono famose la Casina delle Civette, la Serra Moresca, la Limonaia. I giardini sono impreziositi da folta vegetazione e dalla presenza di piante pregiate e rare.
Di notevole pregio architettonico sono: il Villino Ximenes di Piazza Galeno; il grande blocco "convenzionale" in Via XXI Aprile; l'Ufficio Postale di Piazza Bologna; Villa Patrizi; Villa Blanc.
Nel 1902 furono conclusi i lavori per la realizzazione del Policlinico, ancora oggi importante struttura ospedaliera della città.
Nel 1935 venne inaugurata la Città Universitaria che, destinata a diventare l'istituzione pubblica di maggior peso della città, influenzerà in maniera determinante la vita dei quartieri limitrofi. Attualmente è frequentata da oltre 150 mila studenti.

San Lorenzo

Il quartiere si sviluppa a ridosso di Via Tiburtina. Nasce alla fine del 1800 con l'insorgenza di attività industriali periferiche ormai inesistenti (Birra Roma, Vetreria Sciarra, Pastificio Cerere, Fabbrica del ghiaccio Pizzamiglio, Fabbrica Farmaceutica in Via dei Salentini, Fabbrica del Legno in Via degli Enotri). Notevole sarà anche lo sviluppo di attività artigianali, legate alla presenza del Cimitero del Verano.
Il quartiere rappresenta il primo esempio a Roma di insediamento periferico in senso moderno. Gli edifici sono rifiniti con intonaci e stucchi pregiati e con particolari decorativi di tipo neoclassico. La destinazione prettamente popolare ne fa (fin dalle prime abitazioni per ferrovieri del 1907) il quartiere di Roma con la più alta offerta di abitazioni a basso costo.
Le costruzioni realizzate da imprenditori privati seguirono standard che puntavano principalmente alla razionalizzazione nelle tipologie "a ballatoio".
Una prima trasformazione avviene con la realizzazione dell'Università e con la sua espansione. Alla fine del 1920 si avvia un piano di risanamento che interesserà la parte nord del quartiere: le FS realizzano un piccolo nucleo di città giardino denominato "Quieta Domus" e la Cooperativa Risorgente realizza numerosi edifici.
Nello stesso tempo vengono costruiti due piccoli villini "stile Coppedè" in Via dei Ramni, su progetto di E. Del Fa.
Il 19 luglio 1943 il quartiere è duramente colpito da bombardamenti. Sono stati circa 3000 i morti e oltre 11.000 i feriti; molti gli edifici distrutti; alcuni portano ancora il segno di quel tragico evento.
Il quartiere è caratterizzato inoltre dalla presenza di reperti archeologici e monumenti storici: le Mura Aureliane, Porta Valeria, Largo Talamo, la Villa Gentili-Dominici, la Basilica di San Lorenzo (risalente all'epoca Costantiniana), il Cimitero del Verano, il cui primo nucleo fu progettato dal Valadier nel 1911/1913. L'attuale parco dedicato ai Caduti del 19 luglio 1943 era il crocevia delle antiche vie Valeria e Collatina e nel 1876 era attraversato dalla ferrovia Roma-Tivoli.
Oggi nel quartiere trovano sistemazione numerosi studenti universitari e artisti.
 

 

Aggiornato al 14.7.2014