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Piste ciclabili

 

Percorso ciclabile Tevere



L'itinerario sul Tevere rappresenta una delle dorsali principali di supporto al sistema di rete locale di mobilità all'interno dei quartieri cittadini. Alternativo all'uso dell'auto, si affianca al "Progetto Tevere" di navigazione sperimentale di linea e turistica del fiume, in particolare da Ponte Duca d'Aosta alla Calata degli Anguillara e da Ripa Grande a Ponte Marconi. I tratti di interferenza del percorso ciclabile con gli approdi presenti sulla riva destra sono quelli di Ponte Risorgimento, Calata degli Anguillara e Ripa Grande.
Parte del percorso costruito in occasione dei Campionati mondiali di Calcio risale al 1990, mentre quello che va da Ponte Risorgimento a Ponte Sublicio, tracciato sulle banchine del fiume, è di recente costruzione.

Scheda tecnica
Accessi: Via di Ponte del Castel Giubileo, Saxa Rubra, Tor di Quinto, Ponte Milvio, Viale Angelico, Piazza Maresciallo Giardino, Lungotevere Oberdan, Ponte Matteotti, Calata degli Anguillara (cordonata), Ponte Sublicio (Ripa Grande), Ponte Testaccio, Lungotevere Pietra Papa, Via della Magliana, Ponte della Magliana, Via del Cappellaccio, Tor di Valle.
Le scale di accesso alla banchina dei Ponte Cavour, Ponte Umberto, Ponte Sisto, della Calata degli Anguillara (cordonata), sono munite di canaline.
Dislivello: prevalentemente pianeggiante
Lunghezza totale: Km 34,8

Descrizione del percorso
Partendo da nord il percorso inizia all'altezza dell'edificio della Fornace Mariani nella piana di Labaro. Poco più avanti, dove il Tevere forma un'ampia ansa, scendendo lungo un sentiero sulla sinistra è possibile raggiungere la riva del fiume; sulla sponda opposta in alto si vede la borgata Fidene. Superati gli studi televisivi della RAI (diramazione sulla destra), è visibile il ponte-canale diretto agli impianti di depurazione di Roma Nord. Da questo punto la pista si discosta dal Tevere e si avvicina alle alture di Saxa Rubra e compaiono i primi impianti sportivi di Tor di Quinto; si supera quindi il ponte della Ferrovia Roma-Nord e si giunge in prossimità dell'Ippodromo di Tor di Quinto.
Proseguendo si passa sotto Via del Foro Italico e, se si svolta a destra, si può raggiungere il Parco di Tor di Quinto con il suo bel laghetto, che potrebbe valere una sosta. Poco più avanti sulla destra si incontra un curioso castelletto pseudomedievale, che segna l'inizio della pista nell'area urbana.
Scendendo lungo una prima rampa si passa sotto il monumentale Ponte Flaminio, per poi risalire più in alto del Lungotevere e del suo traffico, sulla struttura originaria dei muraglioni, fino a scorgere Ponte Milvio. Si prosegue verso il Foro Italico costeggiando due scalinate sulla destra, si passa accanto al Porto Fluviale Capoprati, continuando per Via Capoprati; dopo un breve tratto si giunge nei pressi dello Stadio Olimpico e Piazza Maresciallo Giardino. A questo punto, dopo aver incrociato quella proveniente da Viale Angelico, la pista prosegue sul marciapiede del Lungotevere della Vittoria fino ad arrivare a Lungotevere Oberdan e a Ponte Risorgimento.
Costruito in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia, questo è il primo ponte in cemento armato. La banchina, pavimentata in cemento con ricorsi di travertino, è caratterizzata dalla presenza di circoli sportivi e galleggianti storici.
Proseguendo si arriva all'altezza di Ponte Matteotti, così chiamato in ricordo di Giacomo Matteotti, deputato socialista che nel 1924 fu rapito nelle vicinanze per poi essere ucciso.
Il tratto in banchina, caratterizzato da una notevole presenza di vegetazione spontanea, ha una rampa di risalita sul Lungotevere che passa sotto il ponte. Proseguendo si passa sotto il Ponte Nenni per arrivare fino a Ponte Margherita. Il tratto, in banchina ampia, costeggia alcuni galleggianti storici, e un pontile di attracco in legno. Da questo punto la pavimentazione delle banchine mantiene il carattere originario in sampietrini con ricorsi di travertino.
Proseguendo si passa sotto i ponti Cavour e Umberto I. In entrambe le banchine si scorgono numerosi galleggianti, alcuni dei quali anche storici.
Si incontra, quindi, Ponte S. Angelo, costruito nel 126 d.C. dall'imperatore Elio Adriano per permettere l'accesso alla Mole Adriana. Nel 600 sia il ponte che la mole cambiarono nome, assumendo quelli attuali di Ponte e Castel Sant'Angelo. Tale cambiamento fu imposto da Papa Gregorio Magno che, secondo la leggenda, vide sulla mole un angelo nell'atto di rinfoderare la spada, a significare la fine della peste che aveva decimato il popolo romano.
Si passa poi sotto Ponte Vittorio, Ponte Principe Amedeo Duca d'Aosta (caratterizzato da un pontile di attracco in legno) e Ponte Mazzini, fino ad arrivare a Ponte Sisto, uno dei più antichi di Roma, restaurato più volte nel corso dei secoli. Anticamente era usato come idrometro durante le piene del fiume per la sua particolare struttura caratterizzata dalla presenza del grande foro centrale.
Proseguendo si arriva a Ponte Garibaldi, costruito nel 1888 su progetto di Angelo Vescovali. Ristrutturato negli anni '50, porta raffigurate, sulle colonne di marmo, le imprese di Giuseppe Garibaldi. Dalla pista, si può accedere ad una scalinata, che conduce alla stazione fluviale. Continuando si arriva al Ponte Cestio che, insieme al Ponte Fabricio, fu costruito intorno al 50 a.C. per collegare l'Isola Tiberina alla terra ferma. Il Ponte Cestio unisce l'isola alla riva destra. Da questo punto si può ammirare in tutta la sua bellezza l'Isola Tiberina: un tratto di terra in mezzo al fiume, con la caratteristica forma di una nave.
Percorso il tratto che costeggia l'edificio del San Michele si arriva al Ponte Sublicio, dove scende una rampa di accesso lungo il Porto di Ripa Grande. Il Ponte, costruito poco più a sud del Ponte Palatino, fu progettato dall'architetto Marcello Piacentini e, inaugurato nel 1918, porta il nome dell'antico ponte che sorgeva nei pressi, fatto costruire da Anco Marzio nel VI secolo a.C.
Si prosegue lungo il fiume dove, sulla sponda opposta, si scorgono i resti dell'antico porto romano. Dopo un lungo tratto che costeggia la zona di Porta Portese si passa sotto il Ponte di Testaccio, quello ferroviario ed infine a quello (di ferro) dell'Industria, sotto il quale confluisce una rampa proveniente dal Lungotevere degli Artigiani. Da questo punto si vede l'ex gasometro con la vecchia area industriale.
Una ripida rampa porta al Lungotevere di Pietra Papa. Si continua sulla pista ciclabile, che segue il marciapiede del Lungotevere dove la vegetazione si dirada, e compare la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Più avanti, quando il fiume è in secca, si vedono affiorare resti romani.
Superato il semaforo di Viale Marconi, la pista prosegue sulle banchine del Lungotevere degli Inventori sino a Piazza Meucci. Si continua verso sinistra sul marciapiede accanto a Via della Magliana. Oltre un semaforo pedonale, a destra, c'è una fontanella e la chiesetta paleocristiana di Santa Passera.
Si scende ancora in falsopiano fino al quartiere della Magliana. Qui la pista si stacca dalla strada per salire sull'argine costeggiando il borghetto di Santa Passera dove c'è la Torre del Giudizio. Continuando sull'argine, si aggira la Magliana (panorama verso l'EUR) e si raggiunge il Ponte della Magliana. Si percorre il ponte e subito si scende su Via del Cappellaccio sull'argine sinistro. Si torna a pedalare sul percorso ciclabile e si affrontano due saliscendi per superare il Fosso di Vallerano. Prima di risalire, s'incontra un ponte romano a tre archi. Ci si avvicina all'Ippodromo di Tor di Valle. In corrispondenza del secondo di due vecchi casali, scendendo a sinistra, si possono raggiungere sia l'Ippodromo che la fermata omonima della ferrovia Roma-Ostia. La pista principale supera le scuderie e si avvicina ai due ponti di ferro dei collettori ACEA; in fondo al rettilineo è visibile il G.R.A., che segna il termine del percorso ciclabile con una area di sosta attrezzata. 


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