Luceverde

Infomobilità

Numero Unico Taxi

URC - Ufficio per i Rapporti con i cittadini

060606

Partecipazione Popolare

Sistema informativo procedura negoziata

Protezione Civile

Statuto Roma Capitale

Roma Statistica

Open Data

Cambio di Residenza in tempo reale

Turismo

Bibliotu

Linea Amica

Suap

Suar

Home  /  Sala Operativa
Categoria1__Notizie
Data__10/06/2016
Data__2016

Informazione alla popolazione

 

 

RISCHIO DI INCIDENTE CHIMICO RILEVANTE

(D.lgs 334/99 e ss-mm.ii.)

 

 

 

 

L’Incidente rilevante è “un evento quale un'emissione, un incendio o un'esplosione di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l'attività di uno stabilimento e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l'ambiente, all'interno o all'esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose”.

 

In generale possono verificarsi tre tipologie di eventi incidentali, classificati in base agli effetti dovuti ai rilasci di energia (incendi, esplosioni) e di materia (nube e rilascio tossico):

 

Incendio (sostanze infiammabili);

Esplosione (sostanze esplosive);

Nube tossica (sostanze tossiche che si liberano prevalentemente allo stato gassoso)

 

con effetti differenti sull’uomo, sull’ambiente, sulle strutture e gli edifici presenti sul territorio. Diversi fattori possono, inoltre, influenzare la gravità degli effetti come: l’esposizione, la distanza dal luogo dell’incidente, oltre che dalle misure di mitigazione e di protezione adottate.

 

Allo scopo di minimizzare le conseguenze provocate da incidenti di questo tipo è prevista, tra l’altro, per ogni stabilimento industriale, la redazione di appositi piani: il Piano di Emergenza Interna (PEI) a cura del gestore e il Piano di Emergenza Esterna (PEE) di competenza del Prefetto.

 

Il PEI definisce l’emergenza e la classifica, descrive i sistemi e le modalità di segnalazione e di allertamento, stabilisce il comportamento da adottare in caso di incidente all’interno dello stabilimento, l’organizzazione, le azioni da espletare con le relative procedure, la formazione e l’addestramento del personale e le procedure di evacuazione del personale.

 

Il PEE, invece, deve invece essere elaborato allo scopo di organizzare la risposta tempestiva ed efficace ad una emergenza scaturita dal verificarsi di un eventuale incidente e di limitarne i danni.

 

Vengono stabilite, sulla scorta delle indicazioni fornite dai gestori nelle “Schede di Informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini e i lavoratori” e dall’analisi delle istruttorie svolte dal CTR (Comitato Tecnico Regionale), le zone che potrebbero essere interessate dall’evento incidentale. Tali zone, la cui differenziazione è riconducibile all’intensità del danno che la popolazione potrebbe subire sono definite come:

 

Prima Zona “di sicuro impatto”: (soglia elevata letalità) immediatamente adiacente allo stabilimento. Caratterizzata da effetti comportanti una elevata letalità per le persone.

 

Seconda zona “di danno”: (soglia lesioni irreversibili) esterna alla prima, caratterizzata da possibili danni, anche gravi ed irreversibili, per le persone che non assumono le corrette misure di autoprotezione e da possibili danni anche letali per persone più vulnerabili come i minori e gli anziani.

 

Terza zona “di attenzione”: caratterizzata dal possibile verificarsi di danni, generalmente non gravi anche per i soggetti particolarmente vulnerabili oppure da reazioni fisiologiche che possono determinare situazioni di turbamento tali da richiedere provvedimenti anche di ordine pubblico. La sua estensione dev’essere individuata sulla base delle valutazioni delle autorità locali.

 

 

I comportamenti di autoprotezione

 

 

Stabilimenti industriali soggetti a D.lgs 334/99 e ss.mm.ii. presenti sul territorio capitolino

 

 

 

 

 

Pubblicazione del 14/06/2016


Invia questo articolo