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Categoria1__Notizie
Data__01/08/2016
Data__2016

Richiesta di accesso agli atti con scheda informativa

 

 

 

I cittadini, singoli o associati, possono accedere ai documenti e alle informazioni in possesso dell'Amministrazione secondo le modalità e con i limiti previsti dalla Legge 241/90 e s.m.i., e dal Regolamento capitolino - Deliberazione Consiglio Comunale n°203/03.

 

COME FARE:

Si può accedere in due modi:
- informalmente, mediante richiesta anche solo verbale presso l’Ufficio che detiene l’atto o l’informazione. L'interessato dovrà fornire la propria identità e ogni riferimento utile per l'individuazione del documento richiesto, spiegando le ragioni delle richiesta. L'ufficio risponde immediatamente e senza formalità.

- formalmente, qualora quello informale non sia possibile, mediante richiesta scritta e motivata che contenga anche i dati anagrafici e gli estremi del documento di riconoscimento del richiedente da esibire all’atto della richiesta che si presenta all’URP, se istituito, altrimenti presso l’Ufficio che detiene l’atto. La domanda potrà essere inviata anche per corrispondenza, allegando copia del documento di riconoscimento, ovvero tramite fax o posta ordinaria, mail certificata.
L'Ufficio rilascerà una ricevuta con il nome del responsabile del procedimento e dei termini per la risposta.

 

COSTO E MODALITA' DI PAGAMENTO:

La visione dei documenti è gratuita. L’estrazione di copie è invece soggetta al pagamento del costo di riproduzione e dei diritti di ricerca e di visura da effettuare o presso la cassa della struttura, o tramite bonifico bancario (IBAN IT69P0200805117000400017084 – intestato alla Tesoreria di Roma Capitale con la causale della denominazione della struttura e identificativo richiesta di accesso), oppure tramite il sistema informatizzato per il pagamento delle reversali on-line, accessibile previo accreditamento al Portale di Roma Capitale.
Il rilascio di copie conformi all’originale è invece subordinato ad una specifica richiesta in bollo e al pagamento, in aggiunta, della relativa imposta, fatti salvi i casi di esenzione.

 

 

TERMINI:

il procedimento di accesso deve concludersi entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta, salvo il caso in cui la richiesta sia presentata ad un Ufficio appartenente ad una diversa struttura da quella che detiene l’atto o l’informazione per cui il termine previsto è di 15 giorni lavorativi.
In alcuni casi particolari e motivati, il termine può essere posticipato fino ad un massimo di 30 giorni consecutivi come ad es. avviene quando si riscontri l’esistenza di un controinteressato al rilascio del documento, figura introdotta dalla legge 15/05 e regolamentata dal DPR 184/06.

 

LIMITI:

sono previsti motivi di esclusione, differimento, limitazione e divieto temporaneo. Non sono ammesse richieste generiche di “intere categorie di documenti”, che comportino lo svolgimento di attività di indagine o di elaborazione da parte degli Uffici.
Il Regolamento consta inoltre di due allegati: quello A) rappresenta una categoria di atti esclusi dal diritto di accesso, la cui richiesta darà luogo ad un diniego;
quello B) rappresenta invece gli atti che, seppur richiedibili, sono soggetti ad ulteriori procedimenti che ne determinano la temporanea non esigibilità, la richiesta di questi darà quindi luogo ad un differimento.
La limitazione viene disposta in altri casi con il rilascio del documento richiesto privo di quei dati non necessari la cui esibizione leda il diritto alla riservatezza di terzi.
Il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi e delle imprese viene anche tutelato mediante l’eventuale il divieto temporaneo disposto dal Sindaco.

 

 

RICORSO:

contro i provvedimenti di rifiuto espresso o tacito, ovvero quando sia inutilmente trascorso il termine di trenta giorni dalla richiesta, di limitazione e di differimento dell' accesso è possibile presentare il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale oppure chiedere il riesame al Difensore Civico territorialmente competente. In questo caso il termine di trenta giorni per proporre ricorso al T.A.R. si interrompe e ricomincia a decorrere dal ricevimento dell’esito dell’istanza al Difensore Civico.

 


La normativa posta dal “Codice di protezione dei dati personali” (Decreto legislativo n°196 del 30.06.03) definisce all’art.59 i termini di tale rapporto, riconfermando la validità della disciplina contenuta nella legge 241/90 e s.m.i.. Nel successivo art. 60 prevede un riequilibrio tra i due interessi nel caso si tratti di documenti contenenti dati sensibili, prescrivendo una maggiore tutela per questi. Infatti la conoscenza di tali dati è consentita solo se la situazione giuridicamente rilevante, che si intende tutelare con la richiesta di accesso, è di pari valore ovvero consista in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale ed inviolabile.

 


 


MODULO DI RICHIESTA

 

 



NORME DI RIFERIMENTO 

Legge n° 241/90 s.m.i

Decreto legislativo n° 267/00
Decreto legislativo n° 196/03
Deliberazione C.C. n° 203/03
Legge n° 15/05
D.P.R. n° 184/06
Decreto legislativo n° 235/10
Legge n° 190/12
Decreto legislativo n° 33/13


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