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Home  /  Spazi per la cultura
Categoria1__Notizie
Data__11/12/2008
Data__2008

Sala Santa Rita

logo san

Sala Santa Rita

Indirizzo: Via Montanara (ad. Piazza Campitelli)

Biglietto: Ingresso libero
Orario di apertura: aperta in occasioni di eventi espositivi 

Tel: 06671079267 – 06671079268

Info: 060608
 

 

Per informazioni sulla concessione della Sala Santa Rita per eventi e iniziative culturali clicca qui.

 

Per informazioni sull’Avviso Pubblico per manifestazione d’interesse alla presentazione di proposte culturali da realizzarsi presso la Sala Santa Rita nell’anno 2016 clicca qui.

 

IN PROGRAMMA:

Dal 14 ottobre al 17 dicembre 2016 la quinta edizione di AUTUNNO CONTEMPORANEO, ciclo di installazioni site specific dedicate quest'anno al rapporto tra arte contemporanea, sacro e sacralità.

Dal 14 al 29 ottobre ANTROPOCENE di Mauro Pipani

Dal 14 al 26 novembre LA BELLEZZA E LA RUGGINE di Alessio Deli

Dal 2 al 17 dicembre LANOTTES'AVVICINA di Fabrizio Cicero

 

 

 

 

 

 

 

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La Sala Santa Rita è uno spazio che l'Assessorato Cultura di Roma Capitale ha inaugurato nel febbraio 2004 al centro della città, dopo un accurato lavoro di restauro, con l'obiettivo di farne una delle sedi privilegiate per le proprie iniziative culturali ed istituzionali.
La Sala è oggi un suggestivo spazio polifunzionale dedicato all’arte contemporanea, che ospita mostre site specific, in cui gli artisti dialogano con la seducente architettura di Carlo Fontana dando vita a progetti che ne valorizzano l’originale struttura, ma anche installazioni sonore, performance, concerti, dibattiti sull’arte e la cultura in generale.

 


La gestione dello spazio e le attività realizzate sono curati dal Dipartimento Attività Culturali e Turismo e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

 

La storia
La Chiesa di Santa Rita da Cascia, sorta nei pressi della scalinata dell'Aracoeli sul luogo della medievale chiesa di "S. Biagio de Mercato" o "de Mercatello", è una chiesa barocca a pianta ottagonale sita di fronte al Teatro di Marcello.
Fu realizzata intorno al 1653 su progetto dall'architetto Carlo Fontana, che per la sua facciata studiò particolari accorgimenti prospettici per una percezione diagonale anziché frontale. Sotto Papa Alessandro VII Chigi (1655-1667) l'edificio divenne sede di una confraternita denominata della "S. Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo", cui poi si aggiunse il nome di Santa Rita da Cascia.
Nel 1928, durante i lavori per la costruzione della Via del Mare, la piccola chiesa venne smontata e solo nel 1937-40 fu ricostruita nello spazio attuale.
A seguito della ricostruzione la chiesa si mostrava isolata con il fianco sinistro scoperto, integrato poi ripetendo gli elementi architettonici della facciata.
Questa mantiene l'aspetto originario su due ordini di paraste corinzie raccordati dai monti, alludenti lo stemma Chigi, posti agli angoli, al posto delle più tradizionali volute.
L'ordine inferiore presenta tre arcate cieche con archi prospettici, quello superiore, con frontone, presenta arcate dello stesso tipo, di cui una centrale e due angolari.
L'interno è a pianta ottagonale preceduta da un piccolo atrio fiancheggiato da due vani rettangolari. La volta a botte lunettata con cornici in stucco e le paraste corinzie alle pareti ne rifiniscono le superfici.
L'esterno del complesso religioso venne, dopo la ricostruzione, totalmente restaurato nel 1950.
Nel 1952 l'edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata da Don Orione, ed infine, nel 1990, tornò nel patrimonio disponibile del Comune di Roma e venne utilizzato per mostre ed eventi culturali fino alla chiusura nel 2001 per opere di restauro e consolidamento.

I lavori di restauro
Dal 1999 a metà 2003 il complesso monumentale dell'ex Chiesa di Santa Rita è stato oggetto di lavori di manutenzione.
Tali lavori hanno riguardato i prospetti esterni, la sala a pian terreno e gli ambienti superiori.
I prospetti esterni sono stati sottoposti ad accurata pulitura che ha restituito al travertino il colore originario. Le stuccature inidonee sono state rimosse o abbassate e sostituite.
Sulle parti a stucco si è intervenuti con il consolidamento, il trattamento degli elementi in ferro scoperti, la stuccatura di tutte le lesioni presenti. Tutti gli intonaci dei prospetti sono stati sottoposti a tinteggiatura previa realizzazione di indagini stratigrafiche.
La sala al pian terreno era stata resa inagibile a causa di distacchi di parti del cornicione, di porzioni dell'intonaco di volta e di modanature di pregio.
Il restauro conservativo, che ha interessato le strutture in travertino, finto travertino e marmo, ha comportato prima il consolidamento delle parti cadute mediante iniezioni di malta idraulica, inserimento di perni, riadesione e ricostruzione e poi il vero e proprio restauro conservativo e pittorico con pittura e discialbo, consolidamento e ricostruzione degli elementi lapidei e in travertino.
Questa operazione ha interessato anche gli stucchi e le altre decorazioni secentesche sopravvissute alla ricostruzione novecentesca.
È stata in questo modo rispettata e ricreata la struttura architettonica originaria, con la partizione dello spazio mediante altre lesene, capitelli e cornici modanate in travertino.
Le volte dell'aula centrale e del pronao sono state riportate alla coloritura originaria. 
 

 

 


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