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Categoria1__Notizie
Data__02/05/2014
Data__2014

Piano stralcio Rio Galeria Magliana

Sulla base della Legge della Regione Lazio 27/93, che regola le attività estrattive, il Comune di Roma è stato autorizzato dalla Regione Lazio a predisporre un Piano stralcio su di un area di circa 6.000 ettari con una risorsa mineraria costituita da ghiaie e sabbie utilizzate prevalentemente come inerte nel settore edilizio.


Il Piano Stralcio delle Attività Estrattive (PSAE) del Bacino Rio Galeria Magliana è un esempio di co-pianificazione. Redatto con il coordinamento del Dipartimento X del Comune di Roma, ha visto la partecipazione del Dipartimento VI, della Regione Lazio, della CCIAA e dell'Unione Industriali ed il supporto scientifico del Dipartimento di Scienze Geologiche dell'Università "Roma Tre".
E' il primo, ed a oggi l'unico, Piano Stralcio approvato in tutto il territorio regionale.
L'attività estrattiva, esercitata in modo intensivo nell'area, ne ha profondamente modificato la geomorfologia, l'idrografia, l'idrogeologia e gli equilibri biologici, pertanto a tutt'oggi circa 800 ettari del territorio della Magliana sono costituiti da aree non recuperate e fortemente degradate.

Gli obiettivi primari da raggiungere con il Piano sono:

- il recupero di aree degradate da attività estrattive pregresse;
- la razionalizzazione dello sfruttamento della risorsa mineraria presente.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, il rilascio della autorizzazione all'esercizio di cava sarà subordinato all'obbligo del recupero sia delle nuove aree estrattive che di quelle attualmente dismesse e non recuperate che versano in gravi condizioni di dissesto.
Il Piano prevede un onere da parte delle società autorizzate pari a 0,52 - (1.000 £) per ogni metro cubo di materiale utile estraibile; gli importi sono destinati al recupero delle aree degradate, sulla base di progetti approvati dall'ufficio cave del Dipartimento Tutela Ambientale.


Contenuti del piano
Per la stesura del Piano è stato eseguito uno studio approfondito dell'area che ha fornito un quadro informativo generale descritto in relazione.
In particolare:

- la ricognizione delle caratteristiche geologiche, idrografiche, idrogeologiche, paesaggistiche e di copertura, sulla base di dati bibliografici, analisi fotointerpretativa multitemporale e rilievi sul territorio;
- l'analisi del degrado ambientale (dissesti), delle attività estrattive in esercizio, delle aree dismesse recuperate e non;
- l'analisi dei fabbisogni e la valutazione dei volumi del complesso litologico produttivo;
- l'analisi del rischio geologico.


Modalità attuative
L'attuazione del piano prevede:
- valutazione dei progetti (coltivazione, recupero dell'area in attività, ripristino di altra area dismessa);
- controllo diretto da parte dell'Ufficio Cave sulle fasi di coltivazione, di riassetto e rinaturalizzazione;
- coordinamento da parte dell'Ufficio Cave tra privati e Consorzi di imprenditori per garantire il recupero delle aree degradate;
- garanzia fideiussoria al Comune per il ripristino della cava attiva e delle altre aree degradate.

Le norme tecniche e la convenzione tipo regolano nei dettagli le attività estrattive e di recupero ambientale.

Le aree estrattive sono indicate nella "Carta delle aree suscettibili di attività estrattiva" (tavola 1, tavola 2, tavola 3, tavola 4).

Per la definizione delle aree estrattive sono state escluse le aree:
- interne al GRA
- con vincoli ambientali e protette
- edificate e industriali
- per servizi pubblici e privati
- di rispetto alla infrastrutture primarie e secondarie
- degradate 

 


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