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Informazioni Generali sui Territori

Tragliatella

 

1.500-1.600 abitanti (di cui circa 300 cittadini Romeni, ma non c'è un riscontro ufficiale). Il territorio si presenta molto esteso. Situato a 24 km dal Grande Raccordo Anulare di Roma, nella zona Est - Nord/Est della Città. Ha carattere prettamente agricolo con poche e diradate lottizzazioni.
La zona sorge in periodo di abusivismo edilizio, intorno al 1973, e dal 1984 in poi si caratterizza per continue azioni di condono e risanamento. In questo ambito, un'azione molto importante è stata assunta da alcuni Consorzi territoriali, creati per gestire le risorse necessarie per il processo di urbanizzazione della zona. Inoltre, la presenza di alcuni rappresentanti politici, nella loro attività di rappresentanza degli interessi dei cittadini, ha condizionato (e continua a condizionare) la direzione e le azioni dello sviluppo dell'area.

 

Selva Candida

 

10.000 abitanti (di cui circa 2.000 stranieri provenienti per lo più dall'Est europeo); è situata tra la Valle dell'Insugherata, l'Agro Romano e la tenuta della Lucchina. Per quanto riguarda le caratteristiche ambientali e strutturali del territorio, la zona, che ha visto il suo primo sviluppo alla fine degli anni '60, presenta caratteristiche di recente sviluppo tuttora in fase di implementazione, dato confermato dall'alta presenza di cantieri aperti sul territorio che provocano un elevato livello di inquinamento dovuto all'utilizzo di mezzi pesanti. Il quartiere è stato definito più volte un "quartiere dormitorio".

 

Poggio Belvedere

 

Non ci è stato dato modo di rilevare dati relativi al numero degli abitanti; nasce alla fine degli anni Sessanta, ed è tutt'ora in fase di sviluppo; la zona si distingue nel consorzio denominato "Poggio Belvedere" e nella zona della "Boscaglia". I terreni dove oggi sorge il Consorzio erano di proprietà di una società immobiliare, che poi li ha suddivisi in 90 lotti, dove attualmente abitano circa 100 famiglie; le strade del Complesso Consortile sono state asfaltate circa dieci anni fa su iniziativa degli abitanti, subito dopo gli allacci dell'acqua, del metano e delle fognature.

 

Lucchina

 

Il quartiere non ha dei veri confini, ma comprende una parte della borgata Ottavia (via Ipogeo degli Ottavi), che rappresenta la parte più vecchia del quartiere, con circa 6.000 abitanti. Ottavia nasce negli anni Venti, caratterizzata da una forte impronta rurale dei primi insediamenti e subisce un ulteriore sviluppo urbanistico in pieno abusivismo edilizio, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Dal punto di vista storico- urbanistico, la zona era proprietà dei Principi Colonna che negli anni hanno lottizzato il terreno per costruirci dei villini (alcuni ancora visibili) e in seguito le case degli immigrati dal sud Italia. Ottavia Centro è il quartiere piu' vecchio e ancora ne ha segni nelle strade strette. Contestualmente fu edificata la zona di Montarsiccio che si trova al di là della ferrovia, e poi seguirono negli anni Sant'Andrea, Palmarola (dove risiedono le famiglie più popolari), Ipogeo degli Ottavi (un tempo via Visonà dal nome della famiglia che vi abitava) e Lucchina (dove risiedono prevalentemente liberi professionisti).

 

Balduina

 

E' un'area urbana di Roma posta nel quartiere XIV "Trionfale". E' delimitata a Est dalla riserva naturale di Monte Mario, accessibile tramite la salita dello "Zodiaco", a Ovest, invece, dal parco del Pineto, che si allunga dal borgo di Valle Aurelia lungo la cosiddetta Valle dell'Inferno (così chiamata per la presenza di fornaci fino ad inizio '900) fino alla Balduina. Si divide in due parti: al di sopra o al di sotto piazza della Balduina. La parte alta spesso è chiamata Belsito ed ha come centro Piazza Medaglie D'Oro, nota ai residenti come Piazza Belsito per il panorama che si godeva da una omonima trattoria prima che venisse costruito il quartiere. La Balduina si è sviluppata intorno agli anni Cinquanta a partire da viale delle Medaglie D'Oro con dei villini.
Negli anni Sessanta le classiche palazzine hanno ricoperto praticamente ogni metro quadro a disposizione per far posto alle abitazioni di cooperative di giornalisti, magistrati ed ufficiali dell'aeronautica (militare e civile) sui terreni dell'Immobiliare Vaticana. Ha una popolazione stimata di circa 42mila abitanti.
Il nome "Balduina" pare discendere dal nome di un fosso che la percorreva giungendo fino al Tevere lungo l'attuale rione Prati oppure da un cardinale che possedeva le terre. Il fulcro attorno al quale ruota la vita commerciale e sociale oggi è Piazza della Balduina, dove è presente la chiesa di San Pio X che domina la piazza dall'alto di una interminabile scalinata incorniciata da due cedri del Libano.

 

Quartaccio

 

Questa area urbana comprende tre territori suddivisi dagli operatori del Villaggio Sociale in: Quartaccio, Torresina e Torrevecchia.Quartaccio nasce negli anni '80 come piano di zona di edilizia popolare ( legge 167/69 ). E' composto da una zona di edilizia sovvenzionata con circa 650 alloggi e un'altra di edilizia convenzionata. La collocazione urbanistica del quartiere relativamente isolato e le condizioni generali di degrado hanno generato una chiusura tra questo e le zone di Primavalle e Torrevecchia che rappresentano nel contesto territoriale le aree più servite. Nel complesso la popolazione appartenente alle classi di età più giovani è la più diffusa sul territorio. La condizione socio-economica degli abitanti è particolarmente debole e sono presenti famiglie povere e disagiate.
Torresina è un quartiere di recente costruzione e sviluppo, nato nel 2002/2003, ospita 1.750 famiglie e circa 5000 abitanti. Ci sono molti palazzi ancora non completamente occupati. E' presente un centro commerciale che prende il nome dal quartiere stesso. In progetto la costruzione di Torresina 2.
Il quartiere Torrevecchia offre alla popolazione diversi servizi: istituti bancari, una zona commerciale con negozi di qualsiasi genere, ipermercati ed un mercato rionale bisettimanale, e tutti i giorni si svolge anche un piccolo mercato. Luoghi di istruzione come scuole materne ed elementari (sia pubbliche che private) asili nido (sia pubblici che privati). Luoghi di cura come case di cura, case di riposo per anziani, centri specializzati.
Presenti sul territorio centro Inps Aurelio e il Centro per l'Impiego Primavalle.

 

Ottavia - Palmarola



La zona si divide in due parti: Ipogeo degli Ottavi e Ottavia. Ottavia si sviluppa intorno a Via di Casal del Marmo per finire a Palmarola.
Il quartiere Ottavia si trova nell'area nord-ovest del comune, a ridosso ed internamente al Grande Raccordo Anulare.Rientra interamente nel territorio amministrato dal municipio XIX di Roma. Si estende su una superficie di 397,70 ed ha una popolazione composta da 20.193 abitanti. La zona confina a nord con la zona La Storta, a est con la zona Tomba di Nerone, a sud con il suburbio Trionfale e a ovest con la zona Casalotti.
La zona di Ottavia nasce come borgata rurale nel primo dopo guerra; sorse sulle Tenute di Casal del Marmo (famiglia Massara) e della Lucchina Il quartiere di Palmarola accoglie circa 9.000 abitanti; diverse ed eterogenee sono le famiglie che vivono nella zona che si presenta in continua espansione pur a fronte di una scarsa coesione sociale Per quel che riguarda i cittadini stranieri sono presenti sul territorio prevalentemente cittadini asiatici (in particolare filippini) e Nordafricani.

 


Primavalle



Si sviluppa all'interno del Grande Raccordo Anulare tra via Boccea e via Trionfale, a sud confina con via Boccea a est con via Pineta Sacchetti (quartieri Aurelio e Trionfale) a nord con via Trionfale e a ovest con via Torrevecchia. Il suo territorio è amministrato dai due Municipi, XVIII e XIX. Nel quartiere risiedono 82.547 abitanti.
Primavalle nasce nel 1937 a seguito del trasferimento delle famiglie che abitavano in via della Conciliazione e in via dell'Impero (oggi via dei Fori Imperiali). I primi insediamenti previsti per circa 8000 persone furono inaugurati nel 1938-'39, al di fuori del piano regolatore del 1931. Le abitazioni non erano dotate di nessun comfort minimo (ascensore, gas, riscaldamento, l'elettricità era erogata a forfait e l'assistenza medica del quartiere era affidata a un infermiere). Negli anni Cinquanta furono costruiti altri 6 edifici e inaugurata una derivazione dell'acquedotto del Peschiera. Gli anni Settanta rappresentano il periodo di maggior sviluppo del quartiere che perde così completamente l'assetto semirurale. Furono costruiti oltre il 53% degli edifici, edificati nell'ambito del progetto per l'edilizia popolare (Legge 167/62).

 

La Storta



Il suo territorio è in parte amministrato dal XIX e in parte dal XX Municipio. Il quartiere parte dalla via Trionfale all'altezza della stazione FM3 Roma-Viterbo e arriva alla via Boccea. Si trova a ridosso del Grande Raccordo Anulare nell'area nord-ovest del Comune di Roma. La superficie è di 4.667,10 ha. e conta una popolazione di 18.594 abitanti. Confina a nord con Cesano, a est con Isola Farnese e la Giustiniana, a sud con Casalotti, a ovest con Santa Maria di Galeria. La zona è tristemente ricordata per l'"eccidio della Storta" con cui si indica il massacro commesso il 4 giugno 1944 da uomini dell'esercito nazista in fuga da Roma e in cui morirono dodici italiani (fra cui il sindacalista Bruno Buozzi), un ebreo polacco e un inglese di nome John Armstrong. Esattamente il massacro avvenne in un boschetto al 14mo chilometro della via Cassia. Secondo le ricostruzioni (che comunque non sono ancora riuscite a fare piena luce sull'accaduto), nella notte fra il 3 e il 4 giugno un'autocolonna tedesca si mosse da via Tasso verso il nord, per sfuggire all'avanzata degli Alleati. Nel camion Spa 38 c'erano i 14 prigionieri (gli storici non si spiegano come mai queste 14 persone siano state portate via durante la fuga e poi giustiziate). L'autocolonna giunse all'alba del 4 giugno presso il km 14,200 della via Cassia, in aperta campagna: i prigionieri furono portati in una rimessa della tenuta Grazioli e giustiziati nel pomeriggio. Non si conosce chi abbia emanato l'ordine.

 

Sant'Andrea

 

Questo quartiere comprende anche la zona di Monte Arsiccio, entrambi si trovano ai lati di via Trionfale.
Questa zona ai tempi dei romani era definita di "purificazione" delle truppe, poiché a Roma "Città di pace" non era permesso entrare con le armi; dopo questo gesto di deposito delle armi, le truppe raggiungevano la città passando da Ottavia dove si trovava la strada della vecchia Trionfale. Il quartiere si sviluppa negli anni Cinquanta in pieno abusivismo edilizio con lotti acquistati da famiglie provenienti dalle Marche e da Fara Sabina.
Attualmente si contano numerosi abitanti di nazionalità polacca, rumena e indiana. Il Monte Arsiccio - che conta attualmente circa 4000-4500 abitanti di cui molti stranieri- nasce intorno agli anni Trenta-Quaranta popolato dalle due famiglie storiche della borgata, i De Santis e i Tosi. Vi erano alcune case piccole, dove vivevano cinque o sei famiglie; lungo la Via Trionfale c'era lo spaccio, il forno e un rivenditore di carbone.

 

Monte Mario



E' il nome dell'altura che si trova sul lato destro del Tevere. Con i suoi 139 metri d'altezza è il rilievo più importante della città da dove si può godere uno dei più bei panorami di tutta la Capitale. E' per questo che per secoli Monte Mario si è chiamato Monte Gaudio, perché i pellegrini che arrivavano dalla Via Trionfale, da questo punto, vedevano lo "spettacolo" di Roma e del Vaticano dall'alto. I romani indicarono il monte come Mons Vaticanus o Clivus Cinnas (dal nome del console). Monte Mario fa parte del XVII e del XIX Municipio nella zona nord ovest lungo la via Trionfale. Le prime edificazioni risalgono agli anni Venti da parte di una cooperativa di postelegrafonici e proseguono in pieno abusivismo edilizio negli anni Sessanta fino agli anni Ottanta con le costruzioni lungo la via Trionfale e la via di Torrevecchia.

 

Valle Aurelia



E' la prima borgata romana, nata intorno al 1870 con Roma divenuta capitale. Era caratterizzata dalla presenza delle fornaci (sorte per la fabbrica di S. Pietro e chiuse definitivamente negli anni Sessanta) e delle abitazioni per i fornaciari di origine veneta. Per questo Valle Aurelia era anche chiamata Valle dell'Inferno. Negli anni Cinquanta c'erano circa 2000 abitanti, ridotti a 1000 nel Settanta fino all'anno 1981 in cui la borgata venne rasa al suolo, fatta eccezione della vecchia chiesetta e di un piccolo nucleo di case ad essa antistanti.
Il quartiere si divide tra il 18° e il 19°Municipio, a quest'ultimo appartengono circa 600 nuclei familiari la cui composizione sociale è mista, con una forte presenza di anziani.


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