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Categoria1__Sito del Comune
Data__22/12/2011
Data__2011

Galleria d’Arte Moderna, viaggio tra forme e colori post risorgimentali e del Novecento

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Dopo otto anni riapre la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, chiusa nel 2003 per imponenti interventi di restauro. Uno dei più importanti patrimoni d’arte moderna della Capitale, ospitato nell’antico monastero delle Carmelitane Scalze di via Francesco Crispi, viene da oggi restituito ai romani, agli studiosi, nonché ai numerosi turisti che frequentano la zona, entrando a far parte del Sistema Musei Civici di Roma Capitale. Il tesoro custodito nella Galleria è di inestimabile valore: oltre tremila opere, tra sculture, pittura e grafica, firmati Dazzi, Carrà, De Chirico, Manzù, Guttuso, Balla, solo per citarne alcuni.

 

Erano chiuse nei depositi e ora tornano alla luce grazie ad un restauro imponente e una mostra inaugurale "Luoghi, figure, nature morte", con 140 capolavori della cospicua raccolta.

 


Una collezione, quella della Galleria Comunale d’Arte Moderna, ricchissima in varietà di temi e di generi, che – adeguatamente composti in percorsi diversificati – sono pronte a raccontare, nelle mostre che verranno allestite, le vicende artistiche e culturali di Roma negli anni fra la fine del XIX secolo – quando la città era diventata Capitale della giovane nazione italiana –, la Seconda Guerra mondiale – quando cercava di riemergere dai disastri del conflitto – e la storia stessa della città.


Un viaggio tra forme e colori nell’arte italiana post-risorgimentale e del Novecento.

 


La Galleria


Non è esagerato dire che la storia della Galleria è travagliata sin dai suoi esordi. Le vicende che si sono alternate hanno decretato periodi di splendore, di straordinarie acquisizioni a periodi di chiusura e di abbandono. Subito dopo l’Unità d’Italia le più grandi città italiane fanno a gara per dotarsi di un museo civico. A Roma il primo nucleo di opere della Galleria viene acquisito nel 1883 presso l’Esposizione Internazionale di Belle Arti: un patrimonio che negli anni si incrementata sino al 1925, quando si decreta la sua istituzione ufficiale.


Il grande pregio della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma – sin dalla sua costituzione – risiede nel fatto di essere nata come “collezione civica”, dove il termine “civica” è interpretato nel suo significato più profondo, quello di “pertinente alla città” e, dunque al “cittadino”, in questo caso alla città di Roma e ai suoi cittadini. L’obiettivo della Galleria, infatti, è quello di porsi come fonte documentale dell’ambiente artistico romano in tutti i suoi aspetti, motivo per cui nella raccolta convivono opere dei grandi maestri italiani e di artisti secondari, ma non meno significativi per ricostruire la storia della cultura a Roma.


Nel 1931 avviene la prima trasformazione e la sua istituzione presso il Palazzo Caffarelli in Campidoglio. È proprio nel corso degli anni Trenta che la raccolta artistica si amplia attraverso le numerose acquisizioni presso le principali rassegne romane dell’epoca. Sono gli anni in cui Roma e l’Italia vivono uno straordinario fervore artistico; nelle edizioni delle Quadriennali tra il 1931 e il 1943 la Galleria acquisisce per la sua collezione 348 opere, firmate da alcuni dei più grandi artisti della prima metà del Novecento quali Carrà, de Chirico, Carena, Casorati, Capogrossi, Scipione, Cavalli, Afro, Severini, Trombadori, Morandi e molti altri.


Ma il pregio delle opere non basta a decretare la sua chiusura nel 1938. Quadri e sculture vengono depositati presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, mentre alcuni sono destinate ad arredi di uffici.


Arriviamo al 1949, quando la Galleria viene nuovamente inaugurata, con il contributo di Carlo Pietrangeli, ispettore dei Musei Comunali, e grazie alla restituzione parziale delle opere in deposito presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La sede, questa volta, è quella di Palazzo Braschi. Ma solo per pochi anni. Nel 1963, dopo una nuova chiusura, viene trasferita a Palazzo delle Esposizioni con una selezione permanente di opere curata dallo stesso Pietrangeli. Nel 1972, per lavori nel palazzo, le opere sono nuovamente trasferite a Palazzo Braschi, nei depositi però, e in altri immobili comunali. Nel 1989 viene individuata l’ex Birreria Peroni come sede della Galleria sino a quando, nel 1995, s’inaugura le sede di via Francesco Crispi, nell’ex convento delle Carmelitane Scalze a San Giuseppe Capo le Case, tuttora sede del Museo.

 


Il monastero delle Carmelitane Scalze


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La sede museale di via Crispi, nell’antico monastero delle Carmelitane Scalze, offre oggi uno spazio espositivo adeguato ai moderni standard museali in cui il Museo, grazie ad un programma di rotazione delle opere, presenterà al pubblico quanto fino ad oggi visibile nei depositi solo agli addetti ai lavori.


Il monastero è nel cuore della città storica, proprio a pochi metri da Trinità di Monti, adiacente la chiesa di San Giuseppe a Capo le Case. L’edificio risale alla fine del secolo XVI ed è documentato come sede dell’ordine delle Carmelitane Scalze già nel 1600 nella zona “alle fratte”, così denominata per l’ubicazione periferica che aveva rispetto al centro abitato.


Oggi la posizione del convento è tutt’altro che periferica; lo si trova inserito in un tessuto urbano fitto, posto sulla sommità della salita di via Capo le Case che s’incrocia con via Crispi. Dalle sue finestre si può ammirare uno tra i panorama più belli di Roma: la cupola di San Pietro e le capricciose linee barocche del campanile di Sant’Andrea delle Fratte, opera di Francesco Borromini.


Nel XVIII secolo – dopo una serie di interventi che ne modificano la sua struttura – il complesso religioso raggiunge la sua definitiva conformazione con il chiostro, ancora esistente, e una serie di manufatti minori che si estendono fino a via Zucchelli, alle spalle di via Crispi. Ed è proprio il chiostro che ancora oggi esprime al meglio il fascino dell’intero edificio: le sue loggiate racchiudono un piccolo giardino interno dove quattro aiuole disegnano lo spazio e contribuiscono a rendere questo angolo della città storica, dimenticato dai più, un luogo tra i più suggestivi della Capitale, dove il silenzio consente di trascorrere ore indimenticabili.


Al pari della Galleria d’Arte Moderna di Roma il monastero ha avuto vicissitudini di varia natura nel corso della sua esistenza: nel 1879 passa al Comune di Roma dopo che le Carmelitane Scalze si trasferiscono nel Collegio di San Pietro in Montorio fino a divenire, dal 1880 agli anni Venti, la prestigiosa sede del Museo Artistico Industriale (MAI). Ma questa è solo una delle tante destinazioni di cui è oggetto il monastero di via Crispi, che il tempo e l’incuria lo relegano negli anni all’abbandono, che lo porta ad un lento e progressivo degrado. Il suo destino cambia nei primi anni Novanta, quando la Sovraintendenza ai Beni Culturali realizza un piano di recupero che trasforma una parte in sede museale, mantenendo nella ristrutturazione alcune caratteristiche della tipologia monastica, quali il chiostro e le antiche coperture.


Ed oggi è proprio il silenzioso chiostro il cuore pulsante dell’intera Galleria.


Con la mostra inaugurale “Luoghi, figure, nature morte – Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale” a cura di Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno – che resterà aperta al pubblico sino al 15 aprile 2012 – è stato invertito il destino di un luogo che ha avuto le tante vicissitudini fin qui raccontate.


Oggi, l’impegno dell’Amministrazione è quello di tenere aperto per sempre questo gioiello antologico della pittura italiana, ampliandone gli spazi perché – come ha sottolineato il Sindaco il giorno della sua inaugurazione – le opere in essa custodite hanno "la ricchezza e la potenza di ricostruzione storica ed espressione artistica”.

 


Cristiana Pumpo

 

 

 

Galleria Comunale d'Arte Moderna

Via Francesco Crispi 24 - Roma

Orario: dal martedì alla domenica, ore 10-18. 24 e 31 dicembre, ore 10-14 (ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura)

Giorni chiusura: Lunedì, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre

Per informazioni: 060608 tutti i giorni, ore 9-21


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