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A Roma serve un vero ostello

«Lavorare ad un patto per i giovani». E’ la proposta che parte dal palco degli Stati generali all’Eur da parte del delegato al turismo del sindaco Alemanno, Antonio Gazzellone.

«Roma non parte certo da zero, anzi. I risultati sul turismo ci sono, e sono sotto gli occhi di tutti. – aggiunge Gazzellone - Ma non possiamo e non vogliamo accontentarci di quanto raggiunto. I giovani ad esempio devono essere uno dei nostri obiettivi primari. Londra e Berlino dimostrano che si diventa leader puntando sui giovani, non demonizzandoli, ma proponendo loro un modo di fruizione della città. Dobbiamo lavorare ad una carta dedicata, una sorta di patto che proponga cultura del consumo, offra informazioni, dia segnali ad imprese certificate e garantite».


«Per l’Ostello che è una delle carenze che dall’estero lamentano, bisogna rompere l’immobilismo. – continua - Se necessario si può ricorrere all’idea di utilizzare strutture temporanee come si fa in tante parti del mondo. Ci sono tanti immobili pubblici inutilizzati ma disponibili. Si può lanciare un bando internazionale per la localizzazione, la ristrutturazione, il design, l’allestimento, la gestione, il marketing, la messa in rete delle strutture e questo con la garanzia di tempi certi, per rispondere ad una esigenza non più rinviabile, in quanto assume una doppia valenza». «Non possiamo rimanere fuori dai circuiti dei flussi giovanili – conclude - perché sono flussi di ritorno, in quanto una volta visitata da giovani ci si tornerà , anche con la famiglia».


Roma, 6 ottobre 2012


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