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Home  /  Anno 2013
Categoria1__Notizie
Data__27/11/2013
Data__2013

27 nov 2013 - Estela Carlotto cittadina onoraria di Roma

 

Roma, 27 novembre – Roma Capitale ha conferito la cittadinanza onoraria a Estela Barnes Carlotto, la presidente delle “Nonne di Plaza de Mayo”, l’associazione argentina che da anni ritrova e restituisce ai genitori i figli desaparecidos, vittime della deposta dittatura. A consegnare l’attestato di cittadinanza nelle mani dell’eroica abuela, l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici Paolo Masini.

"Per noi è motivo d’orgoglio dare la cittadinanza onoraria a Estela Carlotto”, ha detto Masini durante la cerimonia. “La vicenda dei desaparecidos purtroppo è ancora viva. Anche per questo Roma avrà presto un segno toponomastico per ricordare quelle vicende drammatiche”. Masini ha poi sottolineato “il forte legame tra il popolo italiano e quello argentino”.

 

"La mia seconda patria è l’Italia”, ha detto la neo-cittadina romana, “e sono per questo fortemente emozionata. Questo riconoscimento non è solo per me ma per tutte le nonne di Plaza de Mayo”. La Carlotto ha parlato di una “lotta costruita sull'amore e mai sull'odio, la vendetta o la rivincita”. Una lotta che “va avanti unicamente per recuperare due generazioni: quella dei nostri figli e quella dei nostri nipoti”. Lotta incessante e foriera di risultati, anche se “mancano all'appello ancora 400 persone”.

 

Estela Barnes Carlotto, nata a Buenos Aires nel 1930, insegnante elementare, moglie di Guido Carlotto, industriale oriundo italiano, ha patito nel 1977 il sequestro del marito e nel 1978 l’assassinio della figlia e la scomparsa del bambino che quest’ultima aveva dato alla luce in detenzione. Nello stesso anno entra nel gruppo delle “Nonne argentine di nipotini scomparsi”, poi “Associazione delle nonne di Piazza di Maggio” (Abuelas de Plaza de Mayo) e ne diviene presidente. Da allora l’attività di Estela Carlotto non conosce tregua: obiettivo fondamentale, ritrovare i bambini (ormai adulti) fatti sparire dalla dittatura militare argentina e spesso dati in adozione ai maggiorenti del regime, per restituirli alle famiglie legittime. Un’opera instancabile e condotta con ogni mezzo lecito: dall’investigazione alle istanze ai tribunali, dal coinvolgimento popolare alla mappatura genetica delle famiglie cui sono stati sottratti i figli. Un impegno che ha permesso di ritrovare ottanta minori scomparsi; e che ha procurato alla Carlotto, oltre all’ammirazione e al favore delle nazioni democratiche, anche un attentato nel settembre 2002.

 

In veste di presidente delle Abuelas, la Carlotto partecipa da decenni ad ogni assise internazionale che le consenta di parlare del terrore e delle brutalità che segnarono il suo paese in quegli anni, analizzandone cause ed effetti per contribuire a scongiurarne il ripetersi – in Argentina come ovunque nel mondo –. Apprezzata da governi e istituzioni per la capacità di esprimere assieme moderazione, innovazione e fermezza, Estela Carlotto ha al suo attivo – tra le non poche benemerenze – la redazione di cinque articoli della “Convenzione internazionale dei diritti dei fanciulli” e di parti dello statuto della Corte Penale Internazionale di Roma.

 

Dei molti riconoscimenti attribuiti all’attivista argentina, da ricordare almeno il Premio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (2005). In Italia la Carlotto è stata insignita dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Carlo Azeglio Ciampi e ha ricevuto il Premio per la Pace del Comune di Roma. Ora è anche cittadina onoraria di Roma Capitale.

 

Il sindaco Ignazio Marino ha dichiarato: "Siamo orgogliosi di aver conferito la cittadinanza onoraria a Estela Barnes Carlotto. Una donna che ha contribuito, attraverso il movimento “Abuelas de Plaza de Mayo” a ristabilire la democrazia nel suo Paese, a rischio della propria vita. Siamo grati a Estela Barnes Carlotto per l’esempio che continua a darci, dedicando tutta la sua vita alla ricerca instancabile della verità e della giustizia, con la volontà di ricomporre quel quadro umano e affettivo di tante famiglie argentine che la dittatura ha distrutto con volontà sistematica. Roma la annovera, con felicità ed orgoglio, tra i suoi cittadini onorari, nel rispetto della sua vocazione di città sensibile alla solidarietà tra i popoli e promotrice dei valori universali di uguaglianza e di libertà per tutti i cittadini del mondo. A nome delle romane e dei romani voglio ringraziarla e assicurarle che la battaglia che sta conducendo da così tanti anni è anche la nostra battaglia”.

 

26 NOV - AM


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