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Categoria1__Notizie
Data__08/04/2014
Data__2014

I Colombari



Tra via Taranto, via Enna e via Pescara; entrata in via Pescara 2

Nel 1932, durante i lavori di sistemazione sotto l'area del cortile delle case dell'Istituto Nazionale Immobiliare in via Taranto, si rinvennero due colombari decorati e dipinti.
L'aspetto esterno è simile per entrambi con la facciata a timpano, volta a botte, pareti in travertino, tappeto in terra battuta.
I lavori non danneggiarono le strutture e le pitture, i colombari vennero isolati con ampi pozzi a pianta quadrangolare in direzione delle porte, così da permettere un facile accesso all'interno dei monumenti.
I due colombari sono dei tipo frequente nel I e II secolo dell'Impero Romano, ossia piccoli edifici formati da un solo ambiente con un numero limitato di deposizioni funebri.


Affresco 

Primo Colombario

È in opera reticolata con decorazioni pittoriche assai ben conservate, raffiguranti anfore dorate sulle quali, dall'alto, pendono festoni legati con bende, cui sono appesi corni e cembali.
Sulla volta: quadrati con al centro un ramoscello di rosa dal fiore sbocciato.
Negli angoli: tralci di vite e rami di melograno.
Il colombario è datato al I secolo d.C., epoca neroniana.


Secondo Colombario

Quasi quadrato, ha una volta a botte e pareti traforate da una serie di nicchie, sulla parete di fondo una nicchia maggiore a forma di piccola abside, ha il catino decorato a conchiglia, sul fondo una figura femminile con il simbolo della ruota: è Tyche, la Fortuna, dea dispensatrice del bene e del male nelle sorti della vita.
Ai lati nicchie minori a riquadri, con maschere tragiche.
Murato sotto la nicchia centrale, un rilievo raffigurante un fanciullo a cavallo che impugna le redini e procede verso un albero dai rami mozzi, intorno al quale si avvolge un serpente, al di sotto una tabella con iscrizione ricorda "Veneriano" il bambino morto, invocato come divinità tutelare degli inferi, cioè come uno degli Dei Mani. In questo caso, quindi, Veneriano ha il ruolo del defunto meritevole che, presso gli dei, intercede per i viventi.
La volta, decorata con esagoni e cerchi alternati, reca al centro una figura femminile velata che simboleggia l'anima del defunto. Negli esagoni: un passero in campo rosso sopra un ramoscello fiorito. Nei cerchi: figure di Eros e Psiche in campo turchino, che si riallacciano al mito dell'unione dell'anima con la divinità.
Il colombario che, ricordiamo, prende il nome delle nicchie a forma di nido di colomba, è databile intorno al II secolo d.C.

8 aprile 2014

 


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