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Categoria1__Notizie
Data__10/04/2014
Data__2014

Le Torri


La Torre dei SS. Quattro



Alla Torre dei SS. Quattro si arriva dopo aver percorso 250 metri di una strada che ha inizio sulla sinistra della via Tuscolana, al Km. 13.500. L'antico edificio, come purtroppo molti altri dell'età romana e medievale, è oggi completamente circondato da costruzioni moderne, che ne impediscono una buona veduta integrale. La torre alta 20 m., a pianta rettangolare, con merlatura ghibellina, si può datare, nella sua prima fase costruttiva, al XII-XIII sec. La sua superficie interna era suddivisa in cinque piani, con il piano terra isolato rispetto ai piani superiori, ai quali si poteva accedere solo da un ingresso posto ad un livello più alto. Alla torre fino al XIX sec. era annesso un casale, di cui si ha notizia a partire dal XIV sec., riprodotto, con il nome di "Casa di S. Lorenzo", nel "Paese di Roma" di Eufrosino della Volpaia, prima carta della Campagna Romana, edita nel 1547.
La sua particolare denominazione è da collegare al Titolo del Monastero dei SS. Quattro Coronati, sul Celio, nelle cui proprietà essa rientrava nel sec. XIII; successivamente la torre passò nelle mani dei Capocci e quindi degli Orsini, che agli inizi del XV sec. la cedettero alla chiesa di S. Lorenzo in Panisperna, al tempo già proprietaria di altri possedimenti nel territorio circostante, compresa la vicina Torre di Mezzavia di Frascati.


La Torre di Mezzavia

 

La Torre di Mezzavia di Frascati si trova al Km. 11.400 della via Tuscolana, poco oltre il G.R.A.: isolato frammento storico in un territorio stravolto dal dedalo della moderna viabilità suburbana e dall'incontrollata e disorganica espansione edilizia. Essa è già ricordata in un documento del XIII sec., ma la sua denominazione, con un esplicito riferimento alla collocazione (all'incirca) centrale nel tragitto per Frascati, s'incontra per la prima volta nel XIV secolo. Il complesso è costituito da una torre quadrata, alta 19 metri, con un vasto recinto di forma trapezoidale, entrambi del XIII sec.
La torre, realizzata in calcestruzzo di selce e in blocchetti di peperino con alcuni frammenti di marmo, oggi coperta con un tetto a doppio spiovente, in antico si presentava merlata. L'ossatura dell'edificio si sovrappone a preesistenti murature in "opera mista" di reticolato e di laterizio, pertinenti ad una villa suburbana di epoca romana, alla quale si deve collegare la vicina cisterna i cui resti sono visibili poco più avanti.


La Torre del Quadraro



Tra gli alti palazzi moderni di piazza dei Consoli, sul lato sinistro venendo da "Monte del Grano", si trova l'antico complesso architettonico del Quadraro, costituito da una massiccia torretta quadrangolare a merlatura ghibellina inglobata nei fabbricati di un casale storico, databile tra il XVII e il XIX secolo. Il suo nome ha origine da G. G. Guadralis, enfiteuta (persona a cui un proprietario cedeva il proprio fondo in cambio di un canone annuo in danaro o in prodotti coltivati), alla metà del XII secolo, dei terreni su cui successivamente il casale si impiantò. La torre, a blocchetti di tufo, frammenti di marmo e parti in laterizio, fu eretta nel Trecento, probabilmente in sostituzione di una struttura precedente e in ogni modo al di sopra di un edificio più antico, attestato dalla presenza di murature in "opera incerta", riferibili all'età repubblicana romana. L'antichità del sito è testimoniata anche da diversi e importanti ritrovamenti effettuati a partire dal 1776, di iscrizioni funerarie e materiale scultoreo, che hanno fatto ipotizzare nell'area del complesso la presenza di una villa residenziale. Il Casale Quatralis, poi Quadrarium e infine - dal XIV secolo - Quadraro, nel XII e XIII secolo fu di pertinenza del Monastero di S. Alessio; nei secoli XIII e XIV passò nelle mani degli Arcioni e degli Astalli, quindi, nel secolo successivo, finì tra i possedimenti della potente famiglia dei Colonna; in età più recente il complesso del Quadraro fu inserito nel latifondo di Roma Vecchia, di proprietà Torlonia.
 

da: http://www.municipiorm10sitistorici.org/


10 aprile 2014

 


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