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Home  /  Specie infestanti
Categoria1__Notizie
Data__17/02/2015
Data__2015

Aedes albopictus. Caratteristiche morfologiche e comportamentali

Aedes albopictus, più nota come zanzara tigre, è un piccolo insetto di circa 1 cm di lunghezza, di
colore nero, con caratteristiche striature bianche sul corpo. Come tutte le zanzare, il suo ciclo vitale
si svolge in quattro fasi: uova, larva, pupa e adulto. Le uova, deposte poco sopra la superficie
dell’acqua, schiudono quando vengono nuovamente sommerse; da queste si sviluppano larve che,
attraverso 4 stadi di crescita separati da altrettante mute, raggiungono lo stadio di pupa.
La zanzara adulta sfarfalla dopo circa 48 ore, abbandonando la spoglia nell’acqua.
Alle nostre latitudini l’intero ciclo di sviluppo può durare da 10 giorni a 3 settimane, in funzione
della temperatura e del fotoperiodo. Circa 48 ore dopo lo sfarfallamento maschi e femmine sono in
grado di accoppiarsi. Subito dopo l’accoppiamento la femmina, può effettuare il suo primo pasto di
sangue, necessario per maturare le uova, mentre il
maschio, esaurita la propria funzione riproduttiva, sopravviverà solo pochi giorni. La durata del
ciclo gonotrofico, ovvero l’intervallo tra il pasto di sangue e la deposizione delle uova, varia dai tre
ai cinque giorni. Ogni femmina può arrivare a deporre oltre 100 uova, ma in genere ne depone
solo alcune decine (in media tra 40 e 80). L’uovo grazie a raffinati meccanismi fisiologici che gli
consentono di entrare in uno stadio di vita quiescente, può sopravvivere per periodi anche molto
lunghi e superare il freddo invernale.
L’attività trofica è prevalentemente diurna. L’ Aedes albopictus, generalmente, non si sposta oltre
poche
centinaia di metri dal focolaio larvale ma, in favore di vento, è in grado di effettuare spostamenti
più ampi. Può peraltro spostarsi con rapidità a distanze considerevoli grazie a fenomeni di trasporto
passivo, ad esempio entrando accidentalmente nelle automobili.
Punge soprattutto all’aperto, ma quando l’infestazione è molto elevata non è raro rinvenire adulti
anche all’interno delle abitazioni situate per lo più al piano terra.
Predilige i mammiferi, ma può nutrirsi anche su uccelli ed altri animali. Usualmente vola a pochi
decimetri dal suolo, pungendo tra anche e caviglie. I luoghi di riposo degli adulti sono tra la
vegetazione ombrosa (siepi, erba alta, cespugli).
Il fenomeno dell’infestazione della zanzara tigre è legato soprattutto alla plasticità ecologica di
questo insetto che gli permette di poter utilizzare una varietà di piccole raccolte d’acqua dolce
per lo sviluppo larvale e di deporre uova in grado di trascorrere un periodo di tempo chiamato
diapausa embrionale.
Questo comportamento la rende una specie tipica degli ambienti fortemente antropizzati, dove
abbondano micro focolai costituiti da contenitori di varia natura lasciati all’aperto (secchi, barattoli,
lattine, scatole, buste di plastica, ecc.).
La zanzara tigre trova focolai larvali ideali anche nelle caditoie per la raccolta e lo smaltimento
delle acque di superficie, ma la loro produttività, varia nello spazio e nel tempo, in relazione al
clima, alle precipitazioni e alla manutenzione degli stessi.
Va peraltro detto che, mentre l’acqua meteorica rappresenta quasi l’unica possibilità di
rifornimento per le caditoie posizionate lungo le strade, quelle poste in fondi privati possono essere
costantemente alimentate dall’acqua proveniente da attività diverse, quali l’innaffiatura, il
lavaggio d’auto, ecc.
La proliferazione massiva di zanzara tigre è legata a fattori diversi, quali:
• la disponibilità di focolai larvali, quindi di contenitori di varia natura;
• la tipologia abitativa costituita da palazzine con cortili e giardini;
• l’abbondanza di precipitazioni atmosferiche che riforniscono d’acqua i potenziali focolai
larvali;
• la temperatura elevata che riduce la durata del ciclo di sviluppo larvale;
• la presenza di vegetazione bassa dove gli adulti possono trovare riparo.
La disponibilità di contenitori è generalmente maggiore dove le aree industriali e commerciali si
interfacciano con quelle prettamente residenziali, ma è sostanzialmente la tipologia abitativa che
costituisce, anche in aree non periferiche, il fattore più importante allo sviluppo della specie
 


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