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Tor San Michele

Lo straripamento del Tevere nel 1557 comportò un notevole mutamento nelle condizioni del nostro territorio, spostando il corso del fiume verso settentrione e provocando un avanzamento della costa, nei pressi del suo delta, di oltre un chilometro. Il sistema difensivo locale subì ingenti danni che determinarono la decadenza della rocca di Giulio II, venutasi a trovare troppo distante dal fiume e quindi non più in grado di assolvere le sue funzioni doganali. Notevole era in quegli anni la paura di incursioni da parte dei pirati, che spinse il pontefice Pio IV ad incaricare l'architetto Francesco Laparelli della revisione di tutto il sistema difensivo costiero. Il ruolo di presidio fortificato del Tevere fu quindi assunto dalla medioevale Tor Boacciana, una delle più importanti vedette costiere della zona, in attesa che venisse edificato, presso l'idroscalo di Ostia, il maschio di Tor San Michele. La costruzione della struttura, progettata da Michelangelo Buonarroti, ebbe inizio nel 1559 e fu terminata nel 1568, durante il pontificato di Pio V, da Giovanni Lippi, che subentrò a Michelangelo dopo la sua morte.

L'edificio a pianta ottagonale ha un'altezza di 18 metri ed un perimetro di 96, è totalmente casamattato e dislocato su tre livelli, ognuno comprensivo di otto vani con volta a crociera. Originariamente era circondato da un fossato con un doppio sistema di ponti levatoi. La peculiarità della torre è costituita dalla terrazza, sede della piazza d'armi, il cui massiccio cornicione sporgente è sostenuto da beccatelli in muratura. La pavimentazione di tale terrazza è obliqua, per permettere un migliore scorrimento dei proiettili incendiari e vanta un'apertura circolare del diametro di otto metri. La struttura è stata soggetta a vari restauri nel corso degli anni. Nel 1930 ha visto l'aggiunta di finestre sulle mura esterne. Adibita a faro per un lungo periodo, è stata poi occupata dai tedeschi ed in seguito dagli americani durante la seconda guerra mondiale.