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Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale

LA PERSONA, LA SCUOLA E LA COMUNITA’ SOLIDALE: LINEE PROGRAMMATICHE 2016-2021 DELL’ASSESSORATO

 

1.1 LINEE TRASVERSALI

Il benessere delle persone è al centro dell’azione dell’Amministrazione capitolina, un benessere declinato non soltanto in termini economici, ma di qualità della vita e delle relazioni, di accesso ai servizi, di aumento delle opportunità. L’affidamento delle deleghe ad un’unica Assessora sarà l’occasione per una maggiore integrazione, che faciliterà una strategia unitaria attenta alle diverse dimensioni di vita delle persone, evitando ogni possibile assimilazione delle politiche educative con quelle socio assistenziali, in modo da contribuire a superare la distinzione tradizionale che ha caratterizzato, sino ad oggi, queste due politiche comunali. L’ascolto e la partecipazione saranno una costante dell’azione amministrativa: verrà realizzato un confronto continuo con i cittadini, attraverso anche forme di consultazione che coinvolgeranno adulti, bambine/i, ragazze/i e anziani.

Si realizzeranno azioni di sistema, urgenti ma non emergenziali, per superare, in particolare, la situazione di disomogeneità territoriale presente nei diversi Municipi, individuando i livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi che devono essere garantiti sul territorio a tutti i cittadini e realizzando forme di raccordo attraverso la creazione di un coordinamento permanente con gli Assessori municipali alle politiche sociali e alla scuola. Verrà garantita e richiesta la collaborazione con tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali competenti, senza confusione di ruoli, rispettando il principio di leale collaborazione. In questi ambiti, si parteciperà attivamente alle azioni dell’ANCI, quale sede più idonea anche per sostenere le richieste nei confronti del Governo, in particolare quelle concernenti l’esclusione dal patto di stabilità degli investimenti per le politiche sociali, i servizi educativi e la scuola.

Quanto al rapporto con il privato sociale, verrà rispettato il principio di sussidiarietà, non demandando ad esso un ruolo sostitutivo del pubblico nella fornitura di servizi, quanto piuttosto la promozione dei diritti delle fasce più deboli, agendo sulla base di regole certe e del controllo puntuale del loro rispetto. Sulla base di quanto già previsto dallo Statuto, verranno creati dei luoghi permanenti di confronto con il mondo delle Università e della ricerca, dell’associazionismo, delle organizzazioni, degli esperti del settore, per contribuire all’elaborazione degli indirizzi generali e assicurare forme di consultazione periodica e non occasionale. Per sviluppare pienamente le potenzialità per la Città della programmazione europea 2014-2020, verrà creata una Task force sui Fondi Comunitari, in collaborazione tra gli Assessorati, prestando attenzione non soltanto all’utilizzo trasparente e ponderato delle risorse disponibili, ma puntando anche all’efficacia degli interventi e all’impatto positivo sui cittadini. Verrà promosso un approccio trasversale al tema della disabilità, ragionando sull’accessibilità non soltanto dal punto di vista strutturale (la mobilità, ad esempio, è un aspetto necessario ma non sufficiente) ma anche culturale, promuovendo la possibilità di tutte le persone di sentirsi parte attiva in una città che le accoglie proprio grazie all’ascolto delle loro esigenze.

A tal fine, verranno riformate le Consulte e realizzate delle Linee guida. Verranno proposte azioni per creare dei legami solidali sui territori, valorizzando le buone pratiche già realizzate sia a livello locale che internazionale, coinvolgendo le persone che vorranno prendersi cura della città nella quale vivono (pensionati, giovani, migranti, etc.), promuovendo il volontariato comunale diffuso come strumento di partecipazione alla vita e al benessere della città e dei cittadini, trasformando così le relazioni sociali e favorendo la solidarietà. I nostri obiettivi non potranno essere raggiunti senza un forte investimento sulle risorse umane, che valorizzi le loro competenze e capacità, attraverso l’aggiornamento e la formazione continua e la disponibilità di adeguate condizioni di lavoro e il rispetto dell’impegno di chi si prende cura, nella nostra città, delle persone, rispettando le regole.

 

1.2 LE AZIONI PRIORITARIE

A dodici anni dall’approvazione dell’ultimo Piano regolatore sociale, verrà data priorità all’adozione di un nuovo Piano, in attuazione della Legge n. 328/2000 e della nuova Legge regionale sul sistema integrato e dei servizi sociali, che fornirà la cornice all’interno della quale i Municipi potranno realizzare la loro programmazione, implementando, inoltre, un Sistema informativo sociale che dialoghi con quello nazionale e regionale e che contribuisca a superare la mancanza di scambio di informazioni che, troppo spesso, ha, in passato, caratterizzato l’operato di Roma Capitale in questo ambito. Si ritiene necessario dare regole alla città anche in ambito sociale attraverso la creazione e/o revisione dei sistemi di autorizzazione e accreditamento (ad esempio, delle Case famiglia), adottare nuovi regolamenti che aiutino a creare una cornice certa e unitaria, dando così chiarezza ai cittadini e rendendoli consapevoli dei servizi di cui possono usufruire (ad esempio dei Centri anziani, favorendone l’utilizzo come centri polifunzionali, dei Centri di aggregazione per adolescenti, dei Centri interculturali, etc.).

Al fine di rendere Roma una città accogliente, si lavorerà sull’appropriatezza e sulla qualità dei servizi, rendendoli fruibili sulla base della gravità dei bisogni, dando regole che non siano esse stesse discriminanti e ghettizzanti, con particolare attenzione agli emarginati, ai senza fissa dimora e a coloro che vivono situazioni di fragilità temporanea o permanente. Per contrastare l’impoverimento, affrontare le povertà e lavorare per l’inclusione sociale, verranno valorizzate le opportunità date dalle misure di sostegno al reddito, prestando particolare attenzione a quanto previsto dalla norma per il sostegno all’inclusione attiva, al contempo agendo sulle situazioni di svantaggio, (favorendo la creazione di reti di protezione, di relazioni solidali, di accesso ai servizi, etc), a partire dalle famiglie con minorenni e dalle persone che vivono in condizioni di isolamento sociale.
 

Le persone di origine straniera che vivono a Roma hanno situazioni molto diverse, dalle seconde generazioni ai neo arrivati, dai richiedenti asilo ai lavoratori e lavoratrici. Le risposte, dunque, dovranno essere modulate e non potranno prescindere da un lavoro culturale a partire dalle scuole; per questo si opererà per garantire i) l’accessibilità ai servizi disponibili, ii) la presenza di centri interculturali diffusi, iii) un’accoglienza e una tutela di qualità per i minorenni stranieri non accompagnati e risposte mirate ai neo arrivati che non avranno intenzione di trattenersi in Italia. Restituire dignità a queste persone è un preciso impegno dell’Amministrazione capitolina. Un altro obiettivo consiste nella creazione del “Tavolo cittadino per l’inclusione e l’integrazione delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti” volto a realizzare un Piano che porti al superamento dei campi, basandosi sull’applicazione dei quattro pilastri previsti dalla “Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020”.

Occorre operare per lottare contro qualunque forma di violenza, non soltanto garantendo la presenza di sportelli antiviolenza in ogni Municipio e sostenendo i centri antiviolenza e le case rifugio, ma anche realizzando un lavoro a livello culturale, con un approccio fondato sulla prevenzione, il contrasto e il recupero. In particolare, verrà prestata attenzione a fenomeni quali il bullismo, compreso il cyberbullismo così come la cosiddetta “violenza assistita”, a partire dagli interventi in ambito scolastico. Sarà riformato il servizio di assistenza domiciliare per gli anziani, i minorenni e i disabili con la finalità di migliorarne la qualità. Sulle dipendenze patologiche verrà adottato un approccio che preveda azioni per la prevenzione, il contrasto e il recupero: su fenomeni quali le ludopatie, le tossicodipendenze, l’alcooldipendenza, etc., in collaborazione con le progettualità nazionali e regionali, verranno riprogettate complessivamente le azioni realizzate sino ad oggi.

Si creerà un Punto Unico di Accesso (PUA), presente in tutti i Municipi, a gestione pubblica per semplificare l’accesso da parte dei cittadini alle informazioni ed ai servizi forniti dall’Amministrazione a tutti i livelli. Per le persone detenute, si adotteranno misure per il loro reinserimento nella società, attraverso Protocolli con il Ministero della Giustizia e i Garanti per i Detenuti (nazionale e regionale) volti anche all’impiego durante il periodo di detenzione. Verrà implementato il lavoro sulle detenute con figli minori, promuovendo il rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale. Per rafforzare la collaborazione tra organi giudiziari e servizi, nel rispetto delle reciproche competenze, verrà privilegiato il lavoro in rete con i Tribunali, in particolare, relativamente ai minorenni e alle relazioni familiari.

Altra priorità sarà costruire una città a misura di bambine/i e di ragazze/i: in tale ottica, verrà realizzata una nuova stagione per i diritti di tutte le bambine/i e le ragazze/i che vivono sul territorio cittadino, sulla base delle migliori prassi nazionali ed internazionali, analizzando e monitorando quanto negli anni già realizzato e verificando l’attuazione della Legge n. 285/97, per favorire la diffusione del modello di governance da essa previsto anche su altre tematiche. Verrà accordata un’attenzione permanente, assicurando un approccio al benessere di questa fascia della popolazione, anche rafforzando la presenza di soggetti istituzionali indipendenti quale il Garante delle bambine/i e delle ragazze/i, nonché definendo delle Linee guida sull’ascolto e la partecipazione.

Nelle situazioni di difficoltà, in particolare, si opererà per quanto di competenza, per garantire il diritto dei minorenni a vivere in un ambiente familiare, prevedendo in primis l’allontanamento dalla loro famiglia d’origine, quindi la reale possibilità di essere accolti in affidamento familiare (verrà per questo realizzata un’azione di formazione delle famiglie, la cura di un albo e altre attività a sostegno) e in comunità, sulla base delle indicazioni nazionali e regionali in materia. Considerare la città una città educativa significa in primis restituire a tutti il ruolo e la responsabilità di essere “educatori”, siamo noi a dare l’esempio quotidiano, anche attraverso il modo in cui organizziamo le politiche e le prassi operative realizzate sul territorio cittadino: questa è l’attenzione che vorremmo accordare ai giovani cittadini, fin dalla prima infanzia.

L’Amministrazione deve garantire il diritto allo studio in una scuola che sia pubblica e di qualità e che “investa” sulle bambine/i e sulle ragazze/i in quanto tali e in quanto futuri adulti che siano educati al rispetto dei diritti umani, delle regole e dell’altro, all’accoglienza delle diversità, alla cura dell’ambiente, allo studio, allo sviluppo e alla formazione di uno spirito critico, alla convivenza civile per favorire la crescita di cittadini consapevoli e democratici. In questa prospettiva, ci troveremo a essere impegnati su diversi fronti, per agire sia a livello propriamente strutturale sia nella direzione di una didattica che porti il bambino/a e, nei casi possibili il genitore, a vivere pienamente e consapevolmente la scuola come luogo di confronto e socializzazione. Il bambino/a e l’adolescente devono essere veramente al centro di una politica orientata verso la formazione del cittadino di oggi e di domani. In tal senso, sarà necessario implementare il servizio con nuove strutture al fine di ridurre le liste d’attesa nei vari Municipi, senza sottovalutare la revisione periodica delle concessioni e le convenzioni al fine di garantire un servizio di qualità; censire la domanda di servizi educativi e scolastici; semplificare le procedure di iscrizione.

Inoltre, si dovrà proporre una offerta formativa il più possibile organica e rispondente e, secondo le indicazioni anche europee, si lavorerà per assicurare la continuità educativa dei servizi educativi e scolastici 0-6, garantendone la qualità e rafforzando il ruolo del coordinatore pedagogico. Verranno proposti programmi e percorsi formativi non solo tesi all’acquisizione dei diversi linguaggi (tecnica dello scrivere, tecnica di apprendimento della lettura e dell’espressione artistica, musicale e coreutica anche come strumento di inclusione sociale); ma anche al rispetto dei beni pubblici; alla riduzione dei rifiuti, al riuso e alla differenziazione; al risparmio di energia; all’educazione stradale; alla valorizzazione della multiculturalità. Sarà, altresì, importante attivare una rete di collaborazione con le realtà produttive del territorio per un arricchimento delle conoscenze finalizzate alla acquisizione delle competenze degli allievi, attraverso le esperienze di tirocinio al fine di assicurare loro concrete prospettive occupazionali.

Si interverrà sul contrasto alla dispersione scolastica per favorire l’inclusione, prestando una particolare attenzione ai disabili. In questa prospettiva, sarà doverosa la realizzazione di una programmazione coordinata tra servizi scolastici e servizi sanitari, socio-assistenziali e la valorizzazione di opportunità artistiche, culturali, sportive, garantendo il collegamento con le scuole secondarie di primo grado nelle fasi di orientamento, puntando al successo formativo dei giovani. La mobilità scolastica alternativa verrà incentivata con forme di mobilità sostenibile, soprattutto in prossimità delle scuole (percorsi ciclo-pedonali, pedibus); verrà, inoltre, promosso un Piano integrato di trasporto pubblico per le scuole da realizzare attraverso il riordino degli orari e dei percorsi del servizio in base alla localizzazione delle scuole, al fine di evitare sprechi e malfunzionamenti.

Si potenzierà il servizio di controllo e di gestione degli appalti per la refezione scolastica, da realizzare attraverso il coinvolgimento del personale dietista dei singoli Municipi, ampliando i poteri delle commissioni mensa nella prospettiva di una educazione alimentare e ambientale. Altrettanto importante sarà l’attenzione verso gli spazi esterni, aree verdi o ludiche, in particolare, e senza interventi che assumano carattere di emergenza. Sarà anche obiettivo di questa Amministrazione sostenere le fasce più deboli attraverso la semplificazione delle procedure per la richiesta dei buoni libro e delle cedole librarie per gli alunni. Per quanto attiene l’edilizia scolastica e la sicurezza si procederà a realizzare gli interventi di manutenzione straordinaria richiesti da Roma Capitale, approvati e non ancora eseguiti, relativi al programma straordinario per il recupero e la messa in sicurezza.

Si procederà, altresì, alla programmazione della manutenzione ordinaria degli edifici scolastici per evitare future criticità emergenziali, attraverso interventi predeterminati con conseguenti risparmi sui costi. Inoltre, verranno bandite procedure di affidamento in conformità al nuovo Codice degli appalti al fine di garantire il rispetto dei principi di legalità e trasparenza. Si ritiene importante l’istituzione di un Piano Comunale per la Sicurezza Scolastica al fine di garantire il potenziamento degli strumenti di controllo e verifica, che definisca le linee operative per l’elaborazione del Documento Valutazione Rischi per le scuole comunali. Altrettanto importante e determinante sarà la richiesta e l’assegnazione di finanziamenti da parte dello Stato e di Enti Locali per alleggerire gli oneri delle scuole in materia di controlli e sorveglianza sanitaria e da impegnare nella formazione del personale nell’ambito della sicurezza.

Per quanto attiene agli insegnanti si ritiene utile la predisposizione ed emanazione del Regolamento per gli Assistenti Educativo Culturali al fine di consentire un adeguato, soddisfacente e funzionale rapporto educativo e didattico con gli alunni, con particolare attenzione all’integrazione degli alunni con disabilità. In merito alla ben nota questione del precariato si dovrà agire in concerto con il Governo per risolvere situazioni che vanno oltre la sfera di intervento del Comune e nell’osservanza del dettato europeo. Sarà incentivata la piena utilizzazione degli ambienti scolastici come risorse per il territorio, a disposizione delle famiglie e delle associazioni per attività integrative della programmazione scolastica, quale volano di un nuovo rapporto tra scuola e territorio.

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