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L'incontro della domanda e dell'offerta di servizi digitali per territori smart: il caso di Roma

Dai risultati della ricerca condotta da Roma Capitale sui comuni dell’Area Metropolitana emergono tendenze che correlano la trasformazione digitale diffusa sui territori ai piani Smart City dei grandi centri

di Raffaele Gareri – Direttore Dipartimento Trasformazione Digitale – Roma Capitale

 

Ormai dovrebbe essere noto che da qualche anno la trasformazione digitale è un processo sistemico nel quale tutti gli Enti Locali, più o meno consapevolmente, sono già immersi. In questo contesto, lo sviluppo dei territori in ottica intelligente e coordinata secondo un paradigma di Smart Landscape, che integra sinergicamente le aree metropolitane più estese a quelle meno densamente urbanizzate estendendo a queste i servizi della Smart City, costituisce una priorità di intervento per migliorare la qualità della vita e la soddisfazione dei bisogni di tutti i cittadini.

Recentemente l’Amministrazione di Roma Capitale, nell’ambito della sponsorizzazione tecnica in favore di EasyGov Solutions Srl ai sensi del Regolamento per la Disciplina e la Gestione delle Sponsorizzazioni adottato dall’Assemblea Capitolina di Roma Capitale con delibera n. 23/2019, ha condotto un’indagine che si proponeva di rilevare lo stato di maturità e i fabbisogni di innovazione digitale dei Comuni dell’Area metropolitana. Grazie alla preziosa collaborazione dei Comuni coinvolti, è stato possibile acquisire indicazioni utili per l’implementazione di una strategia che – in coerenza con le Linee Programmatiche dell’Amministrazione – sia in grado di integrare la trasformazione digitale dei servizi al cittadino con lo sviluppo di uno Smart Landscape, associando le traiettorie evolutive della Capitale in tema di innovazione e di Smart City a quelle delle aree limitrofe.

La ricerca ha permesso di analizzare in dettaglio gli effetti sulla domanda e sull’offerta dei servizi digitali soprattutto a seguito degli ultimi 4 anni, durante i quali sono state attivate una serie di iniziative con lo scopo di accelerare il processo di digitalizzazione della PA in modo strutturato e uniforme nel Paese.

A tale scopo hanno assunto particolare rilevanza:

  • la figura del Responsabile per la Transizione Digitale, introdotta dal CAD (Codice Amministrazione Digitale), che ha introdotto una serie di “diritti digitali” del cittadino e che ha visto un’accelerazione dell’adozione solo negli ultimi anni;
  • il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, modello strategico nazionale di riferimento grazie al quale sono stati realizzati o è stata accelerata l’adozione da parte degli Enti Locali di progetti strategici di infrastrutture immateriali abilitanti quali SPID, ANPR e PagoPA;
  • la sempre maggiore diffusione di progettazioni che utilizzano le suddette piattaforme nazionali abilitanti e che puntano sempre più all’interoperabilità tra i servizi dei diversi Enti pubblici.

L’«Indagine conoscitiva dello stato dell’arte e dei fabbisogni di strumenti per la Trasformazione Digitale e per l’attuazione della Smart City presso i Comuni dell’area metropolitana di Roma» è stata proposta a tutti i 120 Comuni dell’area metropolitana di Roma nel periodo dal 15 giugno 2020 al 23 ottobre 2020. L’indagine è stata strutturata in 2 aree tematiche, rispettivamente Trasformazione Digitale e Smart City.

La prima area dell’indagine è stata rivolta a verificare lo stato di attuazione del Piano Triennale da parte delle diverse Amministrazioni, in particolare in relazione alla digitalizzazione dei processi dell’Ente e all’interfacciamento con le soluzioni nazionali abilitanti (es. SPID, PagoPA), anche in chiave propedeutica alla possibile adozione della soluzione proposta con la Casa Digitale del Cittadino da parte dei Comuni del territorio metropolitano. Si è evidenziato in questo senso, come era lecito attendersi, un differente grado di maturità digitale, in particolare un ritardo dei piccoli centri, che legittima la richiesta di un maggiore coordinamento con le aree urbane più avanzate, seppure nella considerazione delle differenti esigenze, ponendo a queste ultime una nuova responsabilità, che necessiterà di un adeguato sostegno normativo e in termini di disponibilità di risorse. In tale prospettiva, si dimostra evidente l’importanza del dispiegamento sul territorio di soluzioni riusabili anche per garantire una maggiore coesione territoriale dell’Area Metropolitana, favorendo ad esempio la collaborazione tra Enti Locali nell'ambito dei progetti PON Metro.

È appunto questo il caso della Casa Digitale del Cittadino di Roma Capitale, un progetto sviluppato con il sostegno del programma PON Metro e che a sua volta si basa sul riuso della piattaforma MyPortal, sviluppata da Regione Veneto. Non a caso, tale progetto è stato individuato tra le progettualità trasversali del Piano Smart City di Roma Capitale, quelle cioè integrabili con i vari sistemi verticali di ambito che supportano le varie richieste del cittadino, dandogli un’unica interfaccia ed un unico ambiente profilato e personalizzabile per la visualizzazione dell’avanzamento dello stato dei procedimenti che lo interessano o per ricevere notifiche su novità ed eventi delle categorie selezionate come preferite.

L’obiettivo dell’Amministrazione Capitolina è quello di «dispiegare» la soluzione implementata grazie al contributo dei Fondi Strutturali e di Investimento europei presso i Comuni aderenti dell’Area metropolitana entro il 2023: come già si è verificato con il dispiegamento della soluzione PagoPA, anche per la Casa Digitale del Cittadino Roma Capitale intende quindi mettere le proprie esperienze e competenze al servizio delle dinamiche di trasformazione digitale dell’intero territorio e anche le soluzioni tecnologiche adottate sono coerenti e funzionali rispetto a tale obiettivo.

La seconda area dell’indagine era tesa invece a verificare l’interesse più in generale per i servizi Smart City, intendendo con questi quei servizi digitali che sono il risultato dell’interazione con un’infrastruttura tecnologica e che, da un lato, hanno un impatto diretto e percepibile dal cittadino, inteso come residente o come city user, nell’esperienza quotidiana di fruizione della città e del territorio metropolitano nei diversi momenti della giornata; dall’altro consentono alle Amministrazioni che governano il territorio di raccogliere ed elaborare dati in grado di evidenziare fenomeni che necessitano di interventi non solo in modalità reattiva, ma anche proattiva, o addirittura di fornire ai decisori politici tutte le informazioni utili, anche in tempo reale, ad indirizzare o sostenere con azioni specifiche lo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori da essi amministrati.

Anche in questo caso i risultati hanno dimostrato un differente grado di maturità, ma sorprendentemente una domanda più elevata del previsto, ponendo così un interessante interrogativo: traguardare la trasformazione digitale in ottica Smart Landscape potrebbe facilitarne la comprensione dei benefici e degli impatti positivi sulle comunità, accelerandone la maturazione e il compimento?

Così facendo, cioè allargando il campo di utilizzo delle soluzioni trasversali sviluppate e comprese nel Piano Smart City di Roma Capitale, il piano stesso si potrebbe proporre non solo come uno strumento di pianificazione e di monitoraggio delle diverse progettazioni considerate, ma anche come un’occasione per sostenere lo sviluppo tecnologico, organizzativo, economico, culturale e sociale per tutti i comuni dell'Area metropolitana.

I risultati della ricerca in dettaglio sono consultabili qui.

L'incontro della domanda e dell'offerta di servizi digitali per territori smart: il caso di Roma

 

Dai risultati della ricerca condotta da Roma Capitale sui comuni dell’Area Metropolitana emergono tendenze che correlano la trasformazione digitale diffusa sui territori ai piani Smart City dei grandi centri

di Raffaele Gareri – Direttore Dipartimento Trasformazione Digitale – Roma Capitale

 

Ormai dovrebbe essere noto che da qualche anno la trasformazione digitale è un processo sistemico nel quale tutti gli Enti Locali, più o meno consapevolmente, sono già immersi. In questo contesto, lo sviluppo dei territori in ottica intelligente e coordinata secondo un paradigma di Smart Landscape, che integra sinergicamente le aree metropolitane più estese a quelle meno densamente urbanizzate estendendo a queste i servizi della Smart City, costituisce una priorità di intervento per migliorare la qualità della vita e la soddisfazione dei bisogni di tutti i cittadini.

Recentemente l’Amministrazione di Roma Capitale, nell’ambito della sponsorizzazione tecnica in favore di EasyGov Solutions Srl ai sensi del Regolamento per la Disciplina e la Gestione delle Sponsorizzazioni adottato dall’Assemblea Capitolina di Roma Capitale con delibera n. 23/2019, ha condotto un’indagine che si proponeva di rilevare lo stato di maturità e i fabbisogni di innovazione digitale dei Comuni dell’Area metropolitana. Grazie alla preziosa collaborazione dei Comuni coinvolti, è stato possibile acquisire indicazioni utili per l’implementazione di una strategia che – in coerenza con le Linee Programmatiche dell’Amministrazione – sia in grado di integrare la trasformazione digitale dei servizi al cittadino con lo sviluppo di uno Smart Landscape, associando le traiettorie evolutive della Capitale in tema di innovazione e di Smart City a quelle delle aree limitrofe.

La ricerca ha permesso di analizzare in dettaglio gli effetti sulla domanda e sull’offerta dei servizi digitali soprattutto a seguito degli ultimi 4 anni, durante i quali sono state attivate una serie di iniziative con lo scopo di accelerare il processo di digitalizzazione della PA in modo strutturato e uniforme nel Paese.

A tale scopo hanno assunto particolare rilevanza:

  • la figura del Responsabile per la Transizione Digitale, introdotta dal CAD (Codice Amministrazione Digitale), che ha introdotto una serie di “diritti digitali” del cittadino e che ha visto un’accelerazione dell’adozione solo negli ultimi anni;
  • il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, modello strategico nazionale di riferimento grazie al quale sono stati realizzati o è stata accelerata l’adozione da parte degli Enti Locali di progetti strategici di infrastrutture immateriali abilitanti quali SPID, ANPR e PagoPA;
  • la sempre maggiore diffusione di progettazioni che utilizzano le suddette piattaforme nazionali abilitanti e che puntano sempre più all’interoperabilità tra i servizi dei diversi Enti pubblici.

L’«Indagine conoscitiva dello stato dell’arte e dei fabbisogni di strumenti per la Trasformazione Digitale e per l’attuazione della Smart City presso i Comuni dell’area metropolitana di Roma» è stata proposta a tutti i 120 Comuni dell’area metropolitana di Roma nel periodo dal 15 giugno 2020 al 23 ottobre 2020. L’indagine è stata strutturata in 2 aree tematiche, rispettivamente Trasformazione Digitale e Smart City.

La prima area dell’indagine è stata rivolta a verificare lo stato di attuazione del Piano Triennale da parte delle diverse Amministrazioni, in particolare in relazione alla digitalizzazione dei processi dell’Ente e all’interfacciamento con le soluzioni nazionali abilitanti (es. SPID, PagoPA), anche in chiave propedeutica alla possibile adozione della soluzione proposta con la Casa Digitale del Cittadino da parte dei Comuni del territorio metropolitano. Si è evidenziato in questo senso, come era lecito attendersi, un differente grado di maturità digitale, in particolare un ritardo dei piccoli centri, che legittima la richiesta di un maggiore coordinamento con le aree urbane più avanzate, seppure nella considerazione delle differenti esigenze, ponendo a queste ultime una nuova responsabilità, che necessiterà di un adeguato sostegno normativo e in termini di disponibilità di risorse. In tale prospettiva, si dimostra evidente l’importanza del dispiegamento sul territorio di soluzioni riusabili anche per garantire una maggiore coesione territoriale dell’Area Metropolitana, favorendo ad esempio la collaborazione tra Enti Locali nell'ambito dei progetti PON Metro.

È appunto questo il caso della Casa Digitale del Cittadino di Roma Capitale, un progetto sviluppato con il sostegno del programma PON Metro e che a sua volta si basa sul riuso della piattaforma MyPortal, sviluppata da Regione Veneto. Non a caso, tale progetto è stato individuato tra le progettualità trasversali del Piano Smart City di Roma Capitale, quelle cioè integrabili con i vari sistemi verticali di ambito che supportano le varie richieste del cittadino, dandogli un’unica interfaccia ed un unico ambiente profilato e personalizzabile per la visualizzazione dell’avanzamento dello stato dei procedimenti che lo interessano o per ricevere notifiche su novità ed eventi delle categorie selezionate come preferite.

L’obiettivo dell’Amministrazione Capitolina è quello di «dispiegare» la soluzione implementata grazie al contributo dei Fondi Strutturali e di Investimento europei presso i Comuni aderenti dell’Area metropolitana entro il 2023: come già si è verificato con il dispiegamento della soluzione PagoPA, anche per la Casa Digitale del Cittadino Roma Capitale intende quindi mettere le proprie esperienze e competenze al servizio delle dinamiche di trasformazione digitale dell’intero territorio e anche le soluzioni tecnologiche adottate sono coerenti e funzionali rispetto a tale obiettivo.

La seconda area dell’indagine era tesa invece a verificare l’interesse più in generale per i servizi Smart City, intendendo con questi quei servizi digitali che sono il risultato dell’interazione con un’infrastruttura tecnologica e che, da un lato, hanno un impatto diretto e percepibile dal cittadino, inteso come residente o come city user, nell’esperienza quotidiana di fruizione della città e del territorio metropolitano nei diversi momenti della giornata; dall’altro consentono alle Amministrazioni che governano il territorio di raccogliere ed elaborare dati in grado di evidenziare fenomeni che necessitano di interventi non solo in modalità reattiva, ma anche proattiva, o addirittura di fornire ai decisori politici tutte le informazioni utili, anche in tempo reale, ad indirizzare o sostenere con azioni specifiche lo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori da essi amministrati.

Anche in questo caso i risultati hanno dimostrato un differente grado di maturità, ma sorprendentemente una domanda più elevata del previsto, ponendo così un interessante interrogativo: traguardare la trasformazione digitale in ottica Smart Landscape potrebbe facilitarne la comprensione dei benefici e degli impatti positivi sulle comunità, accelerandone la maturazione e il compimento?

Così facendo, cioè allargando il campo di utilizzo delle soluzioni trasversali sviluppate e comprese nel Piano Smart City di Roma Capitale, il piano stesso si potrebbe proporre non solo come uno strumento di pianificazione e di monitoraggio delle diverse progettazioni considerate, ma anche come un’occasione per sostenere lo sviluppo tecnologico, organizzativo, economico, culturale e sociale per tutti i comuni dell'Area metropolitana.

I risultati della ricerca in dettaglio sono consultabili qui.

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