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Casa delle Tecnologie Emergenti: l’ecosistema dei talenti dell’innovazione digitale

A Roma Tiburtina nasce Open Tech Lab, l’officina delle idee della futura Smart City al servizio dei cittadini

“Roma Open Tech Lab, il nome proprio proposto per la Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, è un richiamo esplicito all'apertura verso la città di un ambiente dove si contaminano culture e soggetti di diversa estrazione, accomunati dal pensare come la tecnologia può far vivere al meglio la città dalle persone che ogni giorno la popolano. L'essere riusciti a far confluire questo spirito d'innovazione per la città in un progetto finanziato dal pubblico e dai privati è uno dei migliori risultati dell'“ecosistema innovazione Roma” degli ultimi anni. Il nostro team di Sviluppo Economico e Innovazione Digitale, composto da Roma Capitale, dalle principali università romane e da partner tecnici specialistici, ha lavorato su questo progetto dal maggio 2019. Sono state messe a sistema molte delle competenze su imprenditoria e processi di open innovation della nostra città, collaborando con le eccellenze della ricerca e dell’accelerazione d’impresa a livello internazionale. Abbiamo messo in piedi un modello pubblico-privato di innovazione aperta, da realizzare in spazi esclusivi in uso a Roma Capitale presso la Stazione Tiburtina Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Ora si passa all’attuazione e all’avvio dei programmi di trasferimento tecnologico verso startup e PMI, in collaborazione con la ricerca universitaria e altri operatori specializzati del venture business. Uno degli obiettivi sfidanti da implementare sarà realizzare un processo efficace di innovation procurement nella Pubblica Amministrazione: questo è il contributo di Roma Capitale per accelerare sulla competitività del nostro sistema Paese, offrendo agli investitori una piattaforma cittadina pronta a sviluppare progetti innovativi.

Un ringraziamento particolare va al Ministero dello Sviluppo Economico (principale finanziatore pubblico) Roma Startup, LVenture Group, Innova, Peekaboo Vision, Università degli studi Roma TRE, Sapienza Università di Roma, Università di Roma Tor Vergata, Luiss Guido Carli University, Dock3 - The Startup Lab, Acea , Wind Tre, TIM , Linkem, Huawei”.

Roma Capitale Roma Capitale

CTE: che cos’è, come nasce e perchè

Un laboratorio per fare ricerca, innovazione e sperimentare l’applicazione delle nuove tecnologie digitali. L’Open Tech Lab è la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE) di Roma, il primo living lab permanente, con sede nell’hub della Stazione Tiburtina, che si candida a diventare l’officina delle idee della futura Roma Smart City. Il progetto, finanziato per una parte dal bando del Ministero dello Sviluppo Economico e per l’altra da partner industriali con un cofinanziamento di circa 1,4 milioni di euro in 3 anni, è promosso dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro con i Dipartimenti Trasformazione Digitale e Sviluppo Economico e Attività Produttive di Roma Capitale in collaborazione con le Università, Centri di Ricerca, imprese e partner specializzati nel progresso tecnologico. Roma è tra le cinque città italiane ad essersi aggiudicata il bando del MiSE volto ad incentivare lo sviluppo della competitività del nostro paese sul fronte dell’innovazione del sistema produttivo, della digitalizzazione della PA e della valorizzazione delle eccellenze tecnologiche e di know-how, nell’ambito della ricerca scientifica e delle imprese che operano in Italia. La Casa delle Tecnologie Emergenti vuol essere innanzitutto uno spazio fisico, un centro all’avanguardia, un luogo aperto alle esigenze della città e dei cittadini dove sviluppare e condividere idee, sperimentare nuove tecnologie e trasferire le conoscenze acquisite verso tutti quei soggetti che possono trarre particolari benefici dal digitale. Basti pensare alle piccole e medie imprese che, grazie ai progetti di ricerca e innovazione, hanno la possibilità di accrescere la propria competitività sul mercato, con importanti ricadute in termini di aumento dell’attrattività dei territori e rilancio dell’economia. Obiettivo: realizzare un modello innovativo di “Startup City” secondo l’approccio dell’ecosistema e del partenariato pubblico-privato in cui la collaborazione e il dialogo tra i soggetti (Università - Imprese - Pubblica Amministrazione) rappresenta il vero valore aggiunto.

Casa delle Tecnologie Emergenti  - Immagine n. 2

La casa dei talenti digitali

L’area scelta per generare innovazione si estende su una superfice di 805 mq e si trova all’incrocio dei quartieri Pietralata, Nomentano e Tiburtino, crocevia di elementi urbani eterogenei. La location è composta prevalentemente da grandi open space con ampie vetrate che da un lato guardano la sottostante piattaforma ferroviaria e dall’altro il contesto urbano circostante. Gli spazi interessati, con diritto d’uso trentennale frutto della convezione tra Roma Capitale e Rete Ferroviaria Italiana per la riqualificazione urbanistica e funzionale dell’area della Stazione Tiburtina, ospiteranno sviluppatori, pionieri e startupper del cambiamento alla ricerca di soluzioni innovative e vincenti per tutti. Nello specifico si tratta di un locale a livello della galleria commerciale della stazione e della “bolla” sospesa sovrastante, oltre ad uno spazio distaccato, interno alla stazione, sul lato dell’ingresso di via di Pietralata. Dall'Internet of Things (IoT) al Blockchain all’Intelligenza artificiale (AI) passando per lo sviluppo delle reti di nuova generazione 5G: le soluzioni basate su tecnologie emergenti, applicate al contesto della quotidianità cittadina (ad esempio il trasporto pubblico, il turismo, l’illuminazione pubblica, la sicurezza urbana, monitoraggio e gestione ambientale etc. etc.), possono garantire un miglioramento della qualità della vita e un generale risparmio sia in termini energetici che economici. Perché una città connessa e digitale è una città sempre più sostenibile, efficiente e innovativa. In una sola parola: smart.

 

Mobilità&Turismo

Non c’è innovazione senza sperimentazione. I principali settori strategici scelti per sperimentare nella quotidianità, sulla base dei bisogni reali della città, i progetti di innovazione tecnologica sviluppati all’interno di Roma Open Tech Lab sono:

- la Mobilità, dove la domanda di innovazione è supportata da grandi numeri in fatto di utenti, mezzi e infrastrutture che fanno di Roma un enorme mercato potenziale;

- il Turismo, dove l’offerta di innovazione può integrarsi con un patrimonio storico-culturale unico al mondo, con strutture ricettive e con flussi turistici che la Città Eterna attrae da ogni parte del mondo.

 

Le idee viaggiano ad alta velocità

In uno luogo simbolo dell'Alta Velocità, la Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, mettendo a sistema saperi e creatività, si prepara ad intraprendere un viaggio con tre principali destinazioni:

- rafforzare l’ecosistema dell’innovazione a Roma ossia potenziare la rete, le connessioni e le attività, di coloro che a vari livelli e in vari settori, operano nel campo dell’innovazione. Per innalzare la competitività del tessuto produttivo, anche alla luce dell’emergenza Covid-19, si è evidenziata la necessità di orientare le piccole e medie imprese verso nuovi modelli di business che sfruttando le tecnologie emergenti consentono di creare valore e di elaborare soluzioni ecosostenibili, sia dal punto di vista ambientale che sociale, così come stabilito anche dal piano europeo Next Generation;

 - cooperare per colmare il gap sul trasferimento tecnologico: le buone idee non trovano sempre manager capaci di portarle sul mercato con successo. Ecco che tra le priorità c’è anche quella di stabilire le modalità di cooperazione tecnica tra i soggetti che si occupano dei programmi di ricerca e di trasferimento delle competenze tecnologiche per colmare la distanza che a volte separa l’innovazione dal mercato, secondo l’approccio multistakeholder;

- conseguire la sostenibilità finanziaria pubblico-privata: grazie alla vasta platea di operatori privati che investono in open innovation, Roma Capitale dovrà favorire forme di partenariato pubblico-privato per attrarre risorse e talenti utili a rispondere alla domanda di innovazione della Città in ottica Smart City, partendo dallo sviluppo di infrastrutture, prodotti e servizi tecnologici al servizio del benessere del city user (cittadini, pendolari, aziende, turisti).

Casa delle Tecnologie Emergenti  -Immagine n.3

 

Next stop

Con la pubblicazione, ad inizio anno, della graduatoria di tutti i progetti ammessi a finanziamento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione in Italia di nuove Case delle Tecnologie Emergenti, il viaggio può avere inizio. A questo scopo Roma Capitale si prepara a definire un calendario di appuntamenti con i principali partner del progetto per predisporre il cronoprogramma delle iniziative da mettere in campo.

Per ulteriori informazioni e/o approfondimenti, consulta il documento “Proposta per la candidatura di Roma Capitale al programma di supporto alle tecnologie emergenti nell’ambito del 5G di cui al Decreto MISE del 26 marzo 2019 per la realizzazione della Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma”.

 

Il glossario dell’innovazione

Startupper: per startupper si intende colui che, di concerto di solito con altre persone, fonda una startup innovativa, ovvero un’impresa che fa dell’innovazione il pilastro portante del modello di business, scalabile e a crescita rapida, facendosi carico della gestione manageriale della startup stessa.

Internet of Things (IoT), rete di oggetti dotati di tecnologie di identificazione, collegati fra di loro, in grado di comunicare sia reciprocamente sia verso punti nodali del sistema, in grado di costituire un enorme “network delle cose”. IoT è, infatti, l’insieme delle tecnologie che permettono di collegare a Internet qualunque tipo di apparato. Lo scopo di questo tipo di soluzioni è quello di monitorare, controllare e trasferire informazioni per poi svolgere azioni conseguenti, efficaci ed efficienti.

Blockchain (letteralmente “catena di blocchi”): è una struttura dati condivisa e immutabile definita anche come un registro digitale o un’enorme banca dati, le cui voci sono raggruppate in blocchi concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia. Sebbene la sua dimensione sia destinata a crescere nel tempo, è immutabile in quanto, di norma, il suo contenuto una volta scritto non è né modificabile né eliminabile, a meno di non invalidare l’intera struttura.

Artificial Intelligence (AI): è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi sia hardware che software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche che vengono considerate tipicamente umane quali, ad esempio, le percezioni visive, spazio-temporali e decisionali e consentire di svolgere compiti simili a quelli svolti dall’uomo.

 

 

 

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