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Una scuola romana di Primavalle diventa un faro di innovazione con il Li-Fi

Roma è la prima città in Italia a sperimentare in una scuola il Li-Fi, una tecnologia di trasmissione dati senza fili che sfrutta la luce led per connettersi a Internet

Una storia “luminosa” di innovazione

 

Quando si incontrano un’Amministrazione curiosa di sperimentare, una startup di giovani visionari ed entusiasti e una tecnologia innovativa possono nascere storie meravigliose. Ancora di più se questo accade in un territorio con una sua spiccata connotazione e un’identità forte e complessa, come accade per molte periferie romane.

È anche assai suggestivo che l’innovazione viaggi ancora insieme alla luce: un simbolo positivo per tutte le culture umane, oggetto di studio appassionato fin dall’antichità e ancor più di tutta la scienza moderna, da Galileo, che ne ha fatto l’occasione per la messa a punto del metodo sperimentale con il suo cannocchiale, fino ad Einstein, che l’ha individuata come snodo fondamentale dell’equivalenza tra energia e materia.

Questa combinazione di fattori ha illuminato, è il caso di dirlo, una storica periferia romana, quella di Primavalle: l’Amministrazione è ovviamente quella di Roma Capitale, la startup è To Be, nata per diffondere nuove tecnologie di illuminazione smart nel senso più ampio del termine, la tecnologia è quella del Li-Fi, Light Fidelity, una tecnologia di trasmissione dati senza fili che sfrutta la luce led per connettersi a Internet.

Ed è proprio in un luogo significativo come una scuola della nota borgata romana nata con gli sventramenti di Borgo Pio all’epoca del Ventennio e spesso associata nelle cronache a fenomeni di disagio sociale, come accade ingenerosamente a molte periferie cittadine, che si è acceso il faro dell’innovazione. Presso l’Istituto Comprensivo Rosetta Rossi, noto anche come scuola XV Aprile / Cerboni, si sta infatti tenendo la prima sperimentazione in Italia e una delle primissime al mondo della tecnologia LiFi in una scuola pubblica: un vero e proprio primato, di cui andare orgogliosi.

Vediamo più in dettaglio di che cosa si tratta e com’è stato possibile questo piccolo miracolo tecnologico, che si inquadra nel programma più vasto delle attività in corso che puntano a fare di Roma una vera e proprio Capitale Smart.

Giovanni Fazio Giovanni Fazio

Che cos’è il LI-FI

 

Il Li-Fi rientra a tutti gli effetti nelle tecnologie di smart lightning, rivolte ad utilizzare l’illuminazione per molteplice scopi, in questo caso per trasmettere dati. Si tratta infatti di una tecnologia wireless innovativa che utilizza la modulazione delle onde luminose emesse quindi da una lampadina, per trasmettere dati e informazioni in modo bidirezionale, fino ad 1 Gbit. Siamo quindi ad un ordine di grandezza superiore alle velocità normalmente raggiungibili dai sistemi WiFi in ambito domestico o business.

Li-Fi_2 Le rapidissime sequenze di “zeri” e “uni”, tipiche dei segnali digitali, viaggiano quindi in questo caso direttamente nell’aria sotto forma di impulsi luminosi, invisibili alla vista, analoghi a quelli che si propagano confinati all’interno delle fibre ottiche. Dicevamo invisibili, perché siamo sempre nella gamma dell’infrarosso: per intenderci, quella dei nostri telecomandi, quindi appena al di sotto del visibile. La differenza rispetto alle fibre ottiche è che nel Li-Fi il tutto funziona necessariamente per brevi distanze, mentre nella fibra il segnale può viaggiare anche a distanze elevate.

Rispetto alla tecnologia Wi-Fi, il Li-Fi non utilizza perciò la trasmissione nel campo delle radiofrequenze, sempre per intenderci, quelle di radio, TV o dei nostri cellulari, beneficiando dunque di diversi vantaggi: i trasmettitori sono in grado di fornire maggiore banda, quindi di trasmettere maggiori quantità di informazione senza interferenze e, di fatto, eliminano i potenziali rischi per la salute delle persone che stazionano nell’area coperta dalla trasmissione e che restano ineliminabili quando si ha a che fare con onde elettromagnetiche di frequenza più bassa.

Questa tecnologia garantisce inoltre una notevole sicurezza delle connessioni, dato che è possibile collegarsi all’hotspot Li-Fi solo se ci si trova nel cono di luce fortemente direzionale della lampada che emette la radiazione luminosa, senza quindi propagarsi all’esterno dell’edificio, a differenza di tecnologie basate su hotspot a maggiore vocazione “pubblica”, quali appunto il Wi-Fi. Ciò non significa tuttavia che le diverse tecnologie non possano convivere in modo felicemente complementare.

Chiaramente, per sfruttare appieno le potenzialità del Li-Fi, saranno necessarie connessioni esterne a larga banda, quindi non si può prescindere da un collegamento in fibra dell’edificio.

 

Perché in una scuola?

 

L’aula di informatica di una scuola come l’I.C. Rosetta Rossi di Primavalle rappresenta sicuramente il contesto ideale per una sperimentazione di una tecnologia di illuminazione intelligente che consente di rendere l’ambiente più gradevole e confortevole per la visione, offrendo al tempo stesso una trasmissione dati ad alte prestazioni in totale sicurezza, anche in conformità alla norma anti-elettrosmog del decreto del Ministero dell’Ambiente contenente il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (G.U n.23 del 28 gennaio 2017), che limita per quanto possibile l’utilizzo del Wi-Fi all’interno degli edifici pubblici.

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Più nel dettaglio, il progetto Scuola Li-Fi, a cui, oltre ad una brillante startup italiana del settore, hanno contribuito partner industriali e strategici di livello internazionale, ha consentito la realizzazione di un sistema Li-FI capace di connettere fino a 20 postazioni computer e garantire una connessione moderna, innovativa e sicura in modalità wireless con velocità di trasmissione in download/upload più elevate rispetto al Wi-Fi tradizionale, tali da permettere un migliore svolgimento delle attività formative da parte dei docenti e degli alunni, senza alcuna esposizione alle onde in radiofrequenza.

L’allestimento tecnico del progetto sperimentale ha previsto l’installazione di un sistema Li-Fi costituito da 9 lampade LED, posizionate sul soffitto per l’illuminazione dell’aula informatica, con trasmettitori per connettere a Internet le postazioni. Oltre ai trasmettitori Li-Fi sono state installate lampade led progettate per fornire un maggiore confort visivo, grazie a una combinazione luce-colore che favorisce il benessere psicofisico, agevolando quindi l’apprendimento degli studenti. Le lampade sono progettate con un light design innovativo che contribuisce alla modernizzazione dell’arredo all’interno dell’aula informatica. La connessione ad Internet dell’aula è infine garantita da un collegamento in fibra allestito in tempi record grazie anche ai nostri partner tecnologici.


La Li-Fi Revolution come parte di un ecosistema di innovazione

 

“Roma è la prima città in Italia, e una delle prime al mondo, a sperimentare il Li-Fi in una scuola, rendendo così anche i nostri studenti protagonisti dell’innovazione nella direzione della Smart City” come ha dichiarato la stessa sindaca Virginia Raggi alla cerimonia di inaugurazione.

Prosegue così inoltre l’opera di innovazione portata avanti dal Dipartimento Trasformazione Digitale che, dopo avere implementato in modo esteso l’accesso pubblico ad Internet tramite Wi-fi (WiFi Scuola, DigitRoma Wifi), installando nel tempo e gestendo 1527 punti d’accesso su 453 sedi diverse, ha voluto sperimentare questa nuova tecnologia di trasmissione wireless, per verificarne sul campo le caratteristiche e crearsi il know-how necessario per progettare ulteriori servizi innovativi a beneficio dei cittadini e city-users di Roma Capitale.

Va infine considerato che la “LiFi Revolution” potrà consentire la nascita di startup innovative, quali quella che ha collaborato per questa sperimentazione con Roma Capitale, in grado di impiegare in questo settore nuovi talenti e accelerandone ulteriormente la nostra crescita attraverso una raccolta di capitali da parte di investitori. Le possibili sinergie tra diverse soluzioni di smart lightning dei maggiori partner tecnologici consentiranno anche nuove sfide di digitalizzazione e sicurezza grazie alle potenzialità della luce, attraverso i sistemi di illuminazione intelligenti e alle soluzioni di sanificazione di ambienti basate su tecnologie UV-C.

 

Altre possibili applicazioni per una Roma Capitale Smart

 

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La promettente sperimentazione LiFi della scuola di Primavalle potrà dare auspicabilmente origine ad una sua futura estensione ad altre scuole romane, che dovrà essere certamente valutata in termini di fattibilità, costi e benefici. Si può tuttavia iniziare a prevedere che la semplice trasmissione dati, seppure di altissime prestazioni, non esaurirà le possibilità di questa tecnologia, che potrebbe essere vantaggiosamente impiegata anche per servizi “location-based”.

La localizzazione del terminale (detto “dongle”), che riceve l’impulso luminoso LiFi dalle apposite lampade trasmettrici e che può essere tranquillamente collegato come una chiavetta di memoria alle porte USB di un computer o di altri dispositivi, anche portatili, può essere infatti rilevata con un errore massimo di pochi centimetri e quindi ciò consente di dare informazioni rilevanti a quella particolare posizione. Pensiamo ad esempio a quello che si potrebbe fare nella fruizione di beni culturali in un museo o in una galleria, o per guidare con precisione i movimenti all’interno di uno spazio pubblico di un disabile o, perché no, anche di un normodotato che lo visita per la prima volta.

In futuro potranno essere inoltre disponibili terminali consumer che integrano direttamente il “dongle”, così come oggi uno smartphone integra al suo interno varie modalità di connessione (rete cellulare, WiFi e Bluetooth).

Roma Capitale si è comunque attrezzata già da oggi per monitorare queste evoluzioni tecnologiche, al fine di individuare, in alternativa o a complemento di altre, le migliori soluzioni al servizio di cittadini e imprese per un modello urbano sempre più “smart”, confortevole e sicuro.

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