Translate

Use Google to translate the web site.
We take no responsibility for the accuracy of the translation.

Partecipazione e coinvolgimento: una nuova guida per Roma Capitale

La partecipazione come modalità privilegiata di orientamento dell’azione di Roma Capitale

Una trasformazione profonda nel rapporto tra cittadini e PA. Un completo rovesciamento di prospettiva. La partecipazione smette di essere un contenitore vuoto, da riempire solo all’occorrenza, e si trasforma in una modalità privilegiata di orientamento dell’azione amministrativa. Roma Capitale ha dato avvio, ormai da qualche anno, a un ripensamento del ruolo e del valore della partecipazione popolare e a una rimodulazione significativa degli strumenti tradizionali con i quali si realizza. 

Un cambio di passo che si traduce innanzitutto in un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali di coloro che vivono stabilmente, studiano o lavorano in città. Il nuovo Statuto capitolino, approvato nel gennaio del 2018, è il punto di partenza dell’intero processo. È lì che si possono rintracciare i principi generali e le novità più importanti in materia di partecipazione, a cominciare, ad esempio, dall’introduzione del Bilancio Partecipativo, del referendum propositivo, della petizione popolare elettronica.

L’intento è chiaro: sostenere il più possibile tutte le forme di consultazione, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, e valorizzare al massimo la partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina per favorirne l’impegno diretto nello sviluppo civile, sociale, economico e culturale della città. Un obiettivo di lungo termine decisamente ambizioso, una sfida che vedrà impegnata l’Amministrazione anche nei prossimi anni. 

Dal punto di vista della cornice normativa, la materia trova la sua disciplina nel Regolamento per gli istituti di partecipazione e iniziativa popolare. L’Amministrazione capitolina sta lavorando a una sua totale revisione (a proposito, ecco un’altra grande sfida in termini di innovazione: il Regolamento attualmente in vigore è datato infatti 1994), con l’obiettivo di recepire le novità introdotte nel 2018 dallo Statuto in materia di partecipazione, moltiplicare i canali di confronto fra Ente e cittadini e favorire, laddove possibile, una progressiva digitalizzazione degli strumenti di partecipazione, senza dimenticare le complicazioni legate al digital divide. 

Su quest’ultimo aspetto, ad esempio, giocano un ruolo fondamentale i Punti Roma Facile, spazi assistiti gestiti da Roma Capitale e attivi nel territorio di tutti i Municipi, dove operatori e volontari appositamente formati (“facilitatori digitali”) sono a disposizione dei cittadini che hanno bisogno di supporto nell’utilizzo dei servizi online (certificati anagrafici, iscrizioni scolastiche, pagamento di tributi etc.) oppure semplicemente di indicazioni e consigli sull’uso del computer e sulla navigazione in rete.

Antonella Caprioli Antonella Caprioli

L’Area Partecipa del portale e l’App della partecipazione

Una sezione del portale di Roma Capitale interamente dedicata al coinvolgimento attivo dei cittadini: l’Area Partecipa (www.comune.roma.it/web/it/partecipa.page) - sviluppata a partire dal 2017 e cantiere in continua evoluzione - rappresenta la vetrina istituzionale della partecipazione e degli strumenti di consultazione, uno spazio a tema dove si possono trovare innanzi tutto informazioni utili e aggiornamenti sulle iniziative, i progetti e i processi partecipativi promossi dall’Amministrazione, sia a livello centrale che in ambito municipale. Ma non solo.

Attraverso questo canale, infatti, Roma Capitale intende favorire la piena partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica (e un esercizio consapevole dei diritti) sfruttando al meglio le potenzialità offerte dal digitale. L’Area è strutturata in una serie di sottosezioni, per una panoramica completa sugli strumenti di partecipazione previsti dai regolamenti dell’Ente. Dalla sezione dedicata a Consulte, Forum e Osservatori (cioè a quegli organismi che svolgono tradizionalmente una funzione ausiliaria e di supporto nei confronti dell’Amministrazione) a quella incentrata sugli istituti di partecipazione più classici (petizioni, interrogazioni e interpellanze, referendum, proposte di deliberazione), fino a quelle sezioni che promuovono forme di consultazione in modalità esclusivamente digitale (“Sondaggi e questionari”, per esempio, “Invia la tua idea”, “Segnala”, “Processi partecipativi”) e che hanno la duplice valenza di consentire ai cittadini di far sentire la propria voce in modo diretto e all’Amministrazione di indirizzarsi verso scelte condivise.

Scrivania

Photo by Corinne Kutz on Unsplash

Tra le novità più interessanti in tema di partecipazione c’è l’App “Partecipa”, uno strumento che Roma Capitale si appresta a lanciare a stretto giro. Si tratta di una Web App che permetterà ai cittadini di accedere direttamente dal proprio dispositivo mobile, con un semplice click, all’Area Partecipa del portale istituzionale. Con quali obiettivi a breve termine per l’Amministrazione? Ampliare il target dei potenziali utenti di quest’area specifica del sito (attraverso uno strumento costruito con caratteristiche e linguaggi ormai familiari a una porzione consistente della popolazione) e favorire ulteriormente la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti di partecipazione che i cittadini hanno a disposizione.

 

Il Bilancio Partecipativo

Si tratta, senza dubbio, di uno degli esempi più alti di democrazia partecipativa: nato in Brasile nel 1989, esso è ormai una realtà in numerose città del mondo.  L’idea di fondo è semplice: dar voce direttamente ai cittadini su come spendere una cifra del bilancio appositamente stanziata, per opere e interventi di pubblica utilità. Recepito ufficialmente da Roma Capitale nel 2018 all’interno del nuovo Statuto, e ulteriormente disciplinato da un Regolamento a esso dedicato, il Bilancio Partecipativo è così entrato a pieno titolo tra gli strumenti di gestione della città.  

Nel 2018 è stata avviata una prima sperimentazione che ha avuto come protagonisti i cittadini e i city user del Municipio VIII, un territorio esteso, vivace e diversificato. A disposizione ben 17 milioni: una cifra importante - frutto di una convenzione urbanistica - da investire interamente in interventi di riqualificazione urbana e ambientale di alcuni dei luoghi ritenuti più significativi dagli abitanti dei diversi quartieri del Municipio. Per l’occasione è stato coniato l’hashtag #ROMADECIDE, diventato poi il filo conduttore della partecipazione capitolina, ed è stata progettata una piattaforma telematica per la raccolta e la votazione delle proposte, all’interno dell’Area Partecipa -   sezione “Processi Partecipativi” - del sito istituzionale (www.comune.roma.it/web/it/processi-partecipativi.page).

Roma Decide

Il successo di questa sperimentazione (80 progetti di riqualificazione arrivati alla votazione finale, di cui 18 ammessi a finanziamento) ha portato alla decisione di replicare il progetto l’anno successivo su tutti i 15 Municipi della città, dando vita al primo Bilancio Partecipativo capitolino. 
La quota dedicata, questa volta, era di 20 milioni di euro, da ripartire nei diversi territori tenendo conto del peso demografico e dell’estensione di ciascuno Municipio. Due milioni erano riservati, come “premio”, ai territori che si fossero dimostrati più virtuosi in termini di partecipazione. 

Ancora una volta si è scelto di chiamare in causa tutti i titolari dei diritti di partecipazione, ovvero tutti coloro che vivono quotidianamente il territorio in qualità di cittadini residenti oppure di city user, sia studenti - purché maggiorenni - che lavoratori, italiani o stranieri. Ma c’è anche una terza categoria chiamata a partecipare attivamente a questo ambizioso progetto: sono i Municipi, espressione di quella parte dell’Amministrazione più vicina al territorio e, per questo, profonda conoscitrice dei suoi punti di forza e delle sue criticità.  A essi è stata data l’opportunità di farsi promotori di proposte condivise con la cittadinanza attraverso assemblee e incontri pubblici, riservando loro una quota del 20% delle risorse assegnate. Questo ha consentito la nascita di effettive forme di co-progettazione e di un dialogo veramente costruttivo tra Amministrazione e cittadini, dando voce anche a quelle parti di popolazione scarsamente digitalizzate.

L’intero iter si è svolto da giugno a ottobre 2019 e si è articolato in cinque fasi: 

  • una prima campagna informativa alla cittadinanza; 
  • la raccolta delle proposte dei cittadini attraverso la piattaforma, con contestuale possibilità per ogni cittadino di “sostenere” quelle ritenute più valide (solo i progetti che avessero raggiunto la soglia del 5% dei sostegni potevano passare allo step successivo); 
  • la valutazione tecnica, amministrativa e finanziaria da parte di un apposito Tavolo dell’Amministrazione; 
  • la consultazione finale online, con possibilità di esprimere fino a tre preferenze tra le proposte arrivate fino in fondo; 
  • l’inserimento delle proposte vincitrici nei documenti di programmazione economica dell’Ente.

 
Nel complesso sono stati raccolti 36.128 voti da parte di quasi 17mila votanti. Le 16 graduatorie – una per ogni Municipio e una per gli interventi trasversali a più territori – sono state formate secondo l’ordine dei voti ottenuti fino a esaurimento budget, portando infine a 65 progetti ammessi a finanziamento. 
Concluso il processo partecipativo, continua però il percorso di trasparenza e rendicontazione da parte dell’Amministrazione capitolina: tra le prossime evoluzioni dell’area Partecipa, infatti, è prevista la creazione di un’apposita sezione che traccerà, fase dopo fase, lo stato di avanzamento dei lavori di ogni singola opera.
Questo primo esperimento ha rappresentato un punto di inizio di un percorso di collaborazione attiva tra Amministrazione e cittadini, un percorso destinato a perfezionarsi nel tempo e a rappresentare una delle sfide più imprescindibili e stimolanti del nuovo modo di fare amministrazione.  
 

Torna all'inizio del contenuto