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I Progetti SMART CITIZENSHIP

Roma Capitale: verso una Human Smart City

Smart Citizenship

 

Città intelligenti, cittadini smart

Parafrasando lo slogan di una pubblicità di qualche anno fa potremmo dire che la tecnologia è nulla senza il fattore umano. Il processo di costruzione di una Smart City non è solo un fatto di architetture digitali, infrastrutture ICT, sensori intelligenti e piattaforme dati che concorrono a rendere le nostre realtà urbane sempre più competitive nell’organizzazione e nell’erogazione di beni e servizi. Si tratta di un nuovo modo di concepire, pianificare, favorire e governare lo sviluppo delle città, che potranno anche cambiare il loro vissuto, i loro spazi, i loro servizi diventando più digitali, ma sempre nella consapevolezza che non si può prescindere dal rapporto umano e dal capitale sociale. La città intelligente, infatti, è un'area urbana pensata e progettata in modo da migliorarne la vivibilità, creare sviluppo economico e rispondere ai bisogni e alle esigenze del cittadino che non solo non subisce l’evoluzione tecnologica ma, anzi, diventa il protagonista indiscusso del cambiamento.

 

Come già colto dalle linee programmatiche di questo mandato, ciò ha significato “mettere in discussione i modelli di governance obsoleti per affermare soluzioni innovative che affrontino le tematiche cardine: qualità della vita, diritto al lavoro, sviluppo sostenibile, inclusione dei più deboli”. Anche noi ci siamo spesso interrogati su che cosa significhi realmente innovazione digitale, che non è evidentemente solo innovazione tecnologica: come ci è apparso ormai chiaro, è evidente che non parliamo solo di gestire sistemi informativi o infrastrutture che mettono in comunicazioni persone, sensori o macchine, ma di creare una nuova idea di società, di cui il digitale rappresenti uno dei fondamentali pilastri, insieme allo sviluppo di un’economia sostenibile e all’inclusione sociale e di genere.

 

Dalla Smart City alla Smart Citizenship

In questi ultimi anni, nell’ambito di una dimensione urbana globale, ci siamo sempre più abituati a sentir parlare di Smart City: una realtà che nasce con l’obiettivo di superare, attraverso la tecnologia, le sfide che il progressivo sovraffollamento delle città pone a tutti i paesi del mondo. Tuttavia, affinché si possa davvero parlare di città intelligente, è indispensabile rimettere al centro il city user, coinvolgendolo direttamente in questo nuovo modo di intendere e costruire il bene comune. E’ necessario tenere a mente, infatti, che la tecnologia è un mezzo, e non il fine, per semplificare la vita delle persone. Il fattore umano e quello tecnologico non possono e non devono essere separati. Ecco che il compito dell’Amministrazione è aiutare i suoi cittadini a imparare un nuovo linguaggio, quello del digitale per l’appunto, trasformandolo in uno strumento accessibile a tutti, secondo una visione inclusiva, e riuscendo a cogliere il meglio di ciò che la tecnologia può offrirci. Ecco, quindi, che non si parla più solo di Smart City ma di Smart Citizenship dove le persone sono portatrici di una cittadinanza, intelligente e proattiva, che si realizza attraverso nuove forme di partecipazione in cui si mostrano evidenti le implicazioni della rivoluzione digitale. L’impegno che come Amministrazione Capitolina abbiamo preso ormai da tempo è quello di semplificare i processi e le modalità di accesso alla Pubblica Amministrazione e rendere smart il city user attraverso l’uso delle tecnologie digitali.

Il piano di azione intrapreso da Roma Capitale si ispira al paradigma “Smart Landscape” introdotto dal Piano Triennale AgID  2019-2021 basato su un approccio olistico alle tre dimensioni (cittadino, impresa, PA) e supportato da una gestione dinamica delle relazioni tra le varie “entità” coinvolte.  Alla base, dunque, c’è un substrato tecnologico, ma al centro c’è l’uomo, con le sue esigenze di vita individuali e sociali.

 

CAD e FOIA: la PA è human-tech

A sottolineare questa visione integrata human-tech anche sotto il profilo giuridico e dei diritti di cittadinanza sono anche il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e la normativa ispirata ai principi FOIA (Freedom Information Act), che dedicano particolare attenzione ai diritti degli utenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni digitali, favorendo una maggiore trasparenza nel rapporto tra le istituzioni e la società civile. Viene così sancito per il cittadino il diritto a partecipare al procedimento che lo riguarda attraverso l’uso degli strumenti digitali, il diritto ad una propria, univoca, identità digitale, il diritto ad eleggere un domicilio digitale, ad interagire ed effettuare i pagamenti alla P.A. attraverso strumenti digitali. Pensiamo, ad esempio, alle piattaforme SPID e PAGO PA.

Dall’altro lato la normativa cosiddetta FOIA (decreto legislativo n. 97 del 2016) introduce per la prima volta l’accesso civico generalizzato ossia garantisce al cittadino la possibilità di richiedere dati e documenti alle pubbliche amministrazioni, senza dover dimostrare di possedere un interesse qualificato, fermo restando la tutela degli interessi pubblici e privati espressamente indicati dalla legge. Dunque, al diritto all’uso delle nuove tecnologie, inteso in senso ampio e che ricomprende anche tutti gli altri diritti sanciti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (e sue successive modificazioni), corrisponde il dovere delle pubbliche amministrazioni di garantire riposte opportune, tempestive ed efficaci.

 

Il Nuovo Portale di Roma Capitale: il cittadino al centro

In un’ottica cittadino centrica, il ruolo che riveste il sito Istituzionale di una Pubblica Amministrazione è determinante per esercitare il diritto all’accesso e alla trasparenza. Anche grazie a una preventiva e capillare operazione di digitalizzazione di atti e documenti, è qui che il cittadino può trovare tutte le informazioni e i servizi di cui necessita. A questo proposito Roma Capitale, già dal lancio di Agenda Digitale, ha deciso di adottare un nuovo paradigma di comunicazione istituzionale incentrato sui bisogni della cittadinanza e sul conseguente potenziamento dei servizi in ottica sempre più integrata e full digital. A seguito del lockdown causato dall’emergenza sanitaria Covid-19, questo scenario è stato ulteriormente consolidato grazie all’ampliamento del numero dei servizi online offerti al cittadino sul portale istituzionale.

Smart Citizenship Young People

Un’offerta digitale, da parte dell’amministrazione capitolina, che i cittadini hanno imparato sempre di più ad apprezzare ed utilizzare con ottimi riscontri in termini di tempo e di efficacia delle prestazioni ricevute. In questo percorso che Roma Capitale sta compiendo nella direzione della semplificazione delle procedure e della digitalizzazione dei servizi, una tappa importante è rappresentata dal progetto Casa Digitale del Cittadino, il canale unico supportato dal sistema CRM, attraverso il quale in futuro i cittadini avranno a disposizione in modo personalizzato tutte le comunicazioni di Roma Capitale che li riguardano, potranno conoscere lo stato e il flusso di lavorazione delle proprie pratiche e i servizi di cui necessitano. Il tutto a portata di click.

 

Bilancio partecipativo: la parola ai cittadini

Rafforzare l’appartenenza e il senso civico, mettendo a sistema la partecipazione attiva dei cittadini alle politiche pubbliche locali: è questo l’obiettivo del bilancio partecipativo, lo strumento che rende i cittadini coprotagonisti delle politiche pubbliche locali con particolare riferimento al bilancio preventivo. Si tratta di uno strumento di ascolto che consente ai cittadini di presentare le loro necessità ed esporre le problematiche legate al territorio, di valutare le spese previste nel bilancio e l’operato dell’ente, di indirizzare le scelte dell’amministrazione sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da implementare o migliorare, partecipare alla previsione di investimento, influenzare le scelte e le priorità politiche e quindi “decidere”. Il bilancio partecipativo è anche uno strumento di rendicontazione sociale, perché prevede momenti informativi rivolti alla cittadinanza che riguardano l’operato dell’ente, gli investimenti fatti e gli interventi previsti. Sul tema del Decoro urbano, ad esempio, i city user romani sono stati chiamati a  decidere come investire 20 milioni di euro.

 

In una prima fase informativa sono state promosse delle assemblee pubbliche, incontri e focus group per consentire un’ampia partecipazione all’iniziativa ed una maggiore conoscibilità dei contenuti del bilancio. Nella fase strettamente partecipativa ci si è dedicati, invece, all’implementazione di strumenti comunicativi ed informativi (App, portale) volti a favorire il pieno coinvolgimento della cittadinanza nel proporre e sostenere le progettualità condivise. Ecco quindi che grazie allo strumento del bilancio partecipativo è stato possibile facilitare il confronto con la cittadinanza e promuovere scelte e decisioni condivise, riducendo i conflitti; rispondere in modo più efficace, alle necessità dei cittadini, e assicurare una maggiore corrispondenza tra bisogni da soddisfare e risorse a disposizione; coinvolgere i cittadini nel processo della gestione pubblica attraverso forme di democrazia diretta; ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

 

Tra i servizi proposti ai cittadini per promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva, ricordiamo anche il "Sistema Unico di Segnalazione".  Si tratta di una piattaforma, all’interno dell’area riservata del portale istituzionale di Roma Capitale, attraverso la quale tutti i cittadini possono inviare suggerimenti, segnalazioni o reclami riguardo le attività degli uffici capitolini, allegando anche foto e documenti e a cui gli uffici preposti hanno l’obbligo di rispondere entro i termini stabili dalla legge.

Smart Citizenship game

 

ProF e Scuola Diffusa: la rete degli spazi per contrastare il divario digitale

In una città intelligente, gli smart city user devono essere in grado di utilizzare al meglio gli strumenti digitali. Sulla base delle “linee guida strategiche del programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali” pubblicate a maggio 2014 con il coordinamento di AgID, Roma Capitale ha predisposto un piano di azione che prevede l’istituzione di una rete di ProF e Scuola Diffusa per affrontare il tema dell’analfabetismo digitale e contrastare il fenomeno del digital divide.

 

I Punti Roma Facile (ProF) e la Scuola Diffusa di Partecipazione e Cittadinanza Digitale sono spazi assistiti, attivati presso sedi pubbliche o private, che nascono con l’obiettivo di promuovere in modo diffuso, inclusivo e sostenibile le competenze digitali della cittadinanza. Si tratta di luoghi di facilitazione e alfabetizzazione digitale, distribuiti in modo capillare su tutti i territori municipali romani, dove vengono organizzati corsi, seminari e attività formative rivolte a studenti, micro-imprenditori e soggetti a rischio esclusione per consentire a tutti di accedere ai nuovi strumenti tecnologici ICT, così come imposto anche dalla globalizzazione del mercato del lavoro.

 

Un percorso articolato, che partendo dalle persone, passando per la resilienza, l’inclusione, la fiducia, la partecipazione, il riscoprirsi comunità e lo sviluppo cooperativo, ci conduce alla “Human Smart City” per continuare far battere a ritmo dell’innovazione tecnologica il cuore di #RomaCapitaleSmart.

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