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I Progetti SMART CITY

Roma Capitale: il Piano Smart City

 

Smart City hand

 

La storia del piano Roma Smart City 

A partire da marzo 2019 il Dipartimento Trasformazione Digitale, dopo aver affrontato nei precedenti tre anni gli obiettivi principali fissati dall’Agenda Digitale di Roma Capitale, ha avviato un percorso strutturato per rendere Roma Capitale una città sempre più smart.   

Ma cosa è una Smart City? L’innovazione digitale non è una questione esclusivamente tecnologica perché non riguarda solo la gestione di sistemi informativi o infrastrutture che mettono in comunicazioni persone, sensori o macchine. Si tratta di creare una nuova idea di società di cui il digitale è uno dei pilastri fondamentali insieme allo sviluppo sostenibile e all’inclusione sociale e di genere. Le linee programmatiche dell’Amministrazione definiscono la Smart City come “progetto d’innovazione sociale che trasformi gli utenti della città in protagonisti attivi nell’individuare i problemi e nel gestire i nuovi strumenti operativi”. È proprio questa una delle prerogative della città “intelligente”. 

In un’ottica ecosistemica e sinergica, sono stati organizzati sei workshop tematici (Mobilità, Energia e Ambiente, Cultura e Turismo, Sviluppo Economico, Sicurezza, Educazione e Scuole) che hanno visto il coinvolgimento dei Dipartimenti di Roma Capitale. Nel corso degli incontri i partecipanti hanno avuto la possibilità di elaborare idee e progettualità per contribuire a rendere Roma Capitale più smart. Allo stesso modo sono stati coinvolti il Laboratorio Smart City del Forum per l’Innovazione di Roma Capitale, le Società Partecipate, le Università, le Associazioni di Categoria, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni e punti di vista differenti ma utili ad arricchire il piano Roma Smart City.  

Al termine di questo percorso di condivisione sono state elaborate le Linee tecniche d’indirizzo per il piano strategico di Roma Smart City, identificando mission, ruoli e principi fondanti di un progetto ambizioso e sfidante che mira a far diventare Roma una città capace di rendere l’innovazione digitale lo strumento in grado di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini, gestire in modo intelligente le risorse e perseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale.  

Con l’approvazione delle Linee tecniche di indirizzo per il piano strategico di Roma Smart City è stato dato mandato al Dipartimento per la Trasformazione Digitale di istituire un tavolo di coordinamento progettuale-operativo territoriale, coinvolgendo i diversi attori della città (Dipartimenti, Municipi, Società Partecipate, Imprese, Università) per l’attuazione delle linee guida. Gli incontri hanno coinvolto tutte le strutture di Roma Capitale allo scopo di individuare, per ciascun ambito, le progettualità e gli indicatori più rilevanti. 

Il piano Roma Smart City, composto da 81 progettualità e 239 indicatori, dopo un ulteriore momento di condivisione con il Laboratorio Smart City del Forum per l’Innovazione di Roma Capitale, è stato approvato dalla Giunta Capitolina il 09.03.2021.

Il piano Roma Smart City 

Il piano Roma Smart City è un documento programmatico (metodologico e strategico) in cui raccordare e far confluire gli obiettivi prioritari nei diversi ambiti di Roma Capitale. In quanto strumento “vivo” e dinamico, che stimola e recepisce i bisogni e le aspettative dei city user, il Piano aiuterà l’Amministrazione a rispondere alle sfide imposte dal futuro (anche a seguito della pandemia Covid-19), sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie secondo una logica di ecosistema integrato. Roma Smart City rappresenta un punto di svolta per favorire la collaborazione all’interno e all’esterno di Roma Capitale. 

Le parole chiave del Piano 

Smart City - Quando si può parlare di Smart City? Non esiste una definizione univoca e universalmente accettata per definire una città intelligente. L’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per le tecnologie dell’informazione della comunicazione, definisce la Smart City “una città innovativa che utilizza le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e altri mezzi per migliorare la qualità della vita, l'efficienza delle operazioni e dei servizi urbani e la competitività, garantendo nel contempo il rispetto delle esigenze delle generazioni presenti e future ponendo attenzione agli aspetti economici, sociali e ambientali”. 

City User - La comprensione dei bisogni dei city user è alla base della progettazione e implementazione di risposte e soluzioni adeguate. Per Roma Capitale le categorie di city user cui rivolgere particolare attenzione sono: cittadini residenti e non, pendolari, studenti e giovani, turisti, soggetti deboli, Università, Imprese, Enti Governativi, Ministeri, Amministrazioni Territoriali, Organismi e Strutture di Rappresentanza Estera, Terzo Settore. 

Visione - Città come rete di ecosistemi ovvero un insieme di comunità, strutture e servizi complessi che, interagendo in modo virtuoso, possono produrre innovazione con ricadute sul territorio e favorire lo sviluppo sociale ed economico. Ogni ecosistema è utile di per sé, ma solo l’integrazione di tutti gli ecosistemi permette di generare quel valore aggiunto che consente di migliorare la qualità della vita dei city user. 

Strategia - La strategia di Roma Smart City si poggia su quattro pilastri, definiti nel corso del processo di redazione della Strategia di Resilienza della città, alla quale hanno contributo circa 2.000 referenti interni ed esterni all’Amministrazione Capitolina: 

  1. Una città efficiente al servizio dei cittadini; 
  2. Una città dinamica, robusta e dal carattere unico; 
  3. Una città aperta, inclusiva e solidale; 
  4. Una città che preserva e valorizza le sue risorse naturali.  

Ambiti di intervento prioritari – Per lo sviluppo “smart” della città, partendo dai quattro pilastri della Strategia di Resilienza Roma Capitale, l’Amministrazione Capitolina ha individuato dieci ambiti di intervento prioritari supportati da un ulteriore ambito di coordinamento trasversale a cui spetta il compito di garantire il presidio degli aspetti tecnologici, economici e comunicativi comuni a tutti gli ambiti di intervento. I contenuti di ciascun Ambito di Intervento sono frutto del lavoro coordinato di tutta l’Amministrazione Capitolina che ha superato la suddivisione delle competenze interne definendo obiettivi strategici, linee di intervento, progettualità e indicatori con la collaborazione di Assessorati, Dipartimenti e Società Partecipate. 

 

Smart City Team

 

La governance del Piano Smart City 

Una delle principali sfide che la città deve affrontare è quella di riuscire a connettere intelligenza urbana (in tutte le sue declinazioni) e approccio di genere, al fine di includere nel paradigma delle smart city una reale promozione delle pari opportunità, principio fondante per la partecipazione di tutti i cittadini. In tale prospettiva si colloca anche l’approccio del gender mainstreaming, che sottolinea come la promozione delle pari opportunità debba essere garantita in ogni area dell’attività politica, trasversalmente a tutte le politiche pubbliche, lungo tutto il processo di policy-making, dalla fase di definizione dell’agenda pubblica alla fase decisionale, all’implementazione e alla valutazione. La gestione di un sistema complesso, come quello di una Smart City, richiede un’organizzazione che, oltre a garantire la partecipazione attiva e collaborativa di tutti gli stakeholder, consente di superare pienamente il modello di governo delle progettualità basato sulla separazione a silos dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità. Da questo punto di vista il piano Roma Smart City non offre soltanto una prospettiva di evoluzione della Città ma identifica anche un percorso di trasformazione che inizia dalla definizione di un modello relazionale e gestionale nei confronti di molteplici attori, anche in termini di Open Innovation. 

Il coordinamento di una molteplicità di attori richiede un modello di governance che sia inclusivo e al contempo sufficientemente snello da fornire risposte tempestive a un contesto in continua trasformazione. Roma Capitale si doterà pertanto delle seguenti strutture articolate su tre livelli: 

1. Governance Strategica - La governance strategica sarà affidata al Consiglio della Smart City composto dal Sindaco, con possibilità di delega, e da sei membri della Giunta definiti dalla stessa con cadenza semestrale. Il Consiglio verrà allargato, a seconda delle tematiche, alla Consulta dei Presidenti dei Municipi, agli Amministratori delle Società Partecipate. Il Consiglio dovrà fornire le linee di indirizzo per lo sviluppo di Roma Smart City e promuovere lo sviluppo di progetti smart sia all’interno che all’esterno dell’Amministrazione Capitolina. Il Consiglio verrà supportato dal Comitato Tecnico-Scientifico e dal Laboratorio Smart City - Forum Innovazione attraverso pareri sulle progettualità in essere e la proposta di nuove progettualità. Il Comitato Tecnico-Scientifico sarà composto da comprovati esperti di ambito, individuati da Roma Capitale, che forniranno il proprio supporto “pro bono”. Il Laboratorio Smart City - Forum Innovazione rappresenterà il luogo istituzionale di confronto permanente con Cittadini, Associazioni, Imprese e Università.  

2. Governance Progettuale - La governance progettuale sarà affidata al Comitato Guida della Smart City, un board interdipartimentale composto da sei Direttori Apicali - definiti dalla Giunta, con cadenza semestrale, sulla base delle responsabilità e della composizione del Consiglio della Smart City - e che verrà allargato, a seconda delle tematiche, agli altri Direttori Apicali e ai Responsabili della struttura ICT delle Società Partecipate. Il Comitato Guida dovrà dare attuazione alle linee di indirizzo fornite dal Consiglio, promuovere iniziative interdipartimentali, favorire la realizzazione di progettualità con operatori privati in ottica di partenariato pubblico-privato e valutare la smartness delle progettualità. Il Comitato Guida verrà supportato dalla struttura di City Lab e dai laboratori, centri di ricerca e operatori economici raccordati all’Amministrazione tramite un Patto di Azione. 

3. Governance Operativa - Per poter “governare” realmente il Project Portfolio derivante dal presente Piano garantendo la puntuale esecuzione e il raggiungimento degli obiettivi enunciati, sarà necessario mettere in piedi un Program Management Office (PMO), coordinato dal RTD (Responsabile per la Transizione Digitale ai sensi dell’art. 17 del CAD), che coinvolga attivamente sia le strutture di Roma Capitale che le Società Partecipate. Gli obiettivi del PMO sono: supportare il Consiglio della Smart City nel coordinamento delle aree di interesse facenti parte del programma Roma Smart City (RSC); verificare l’allineamento delle varie Aree di Interesse rispetto alla direzione indicata dal Consiglio della Smart City; supportare il Comitato Guida della Smart City nelle attività di competenza (Supporto Tecnico, Quality Assurance, Project Planner, Report, Change Control, Risk Issue, Administration), provvedendo alla verifica del programma Roma Smart City (RSC) anche relativamente alle varianti in corso d’opera; elaborare il reporting sullo stato dei rischi e delle criticità, suggerendo le possibili azioni al Consiglio della Smart City; presidiare il processo di approvazione delle Change Request & Proposal (varianti in corso d’opera); predisporre il budget del programma Roma Smart City (RSC) ed eseguire il controllo dei costi delle realizzazioni.

Smart City Project

I progetti e gli indicatori del piano Roma Smart City 

All’interno del piano Roma Smart City sono state individuate e valutate 81 progettualità provenienti dagli 11 ambiti di intervento. Nell’allegato del Piano sarà possibile conoscere per ogni singola progettualità: nome del progetto, descrizione sintetica, stato del progetto (tempistiche), smartness, valore economico (€) e aderenza ai Global Goals. 

Con l’obiettivo di monitorare l’avanzamento del piano, replicare i progetti di successo e intervenire nelle aree più critiche, sono stati individuati gli indicatori della Città (119) e i KPI Smart (120). Gli indicatori rappresentano il risultato atteso in termini di qualità della vita all’interno della città. I KPI Smart (KPI: Key Performance Indicator, Indicatore Chiave di Prestazione) rappresentano invece il livello di digitalizzazione della città, ovvero l’utilizzo di tecnologie innovative per erogare servizi strumentali al miglioramento degli indicatori della città. 

Le ricadute sull’Area Metropolitana 

L’Area Metropolitana romana è la più grande d’Italia per numero di abitanti e la seconda per estensione territoriale. Una vera metropoli di dimensioni europee che si colloca al sesto posto tra le 31 “grandi” aree metropolitane europee secondo la classificazione OCSE. Oltre alla complessità dettata dalle dimensioni, l’Area Metropolitana vede coesistere al suo interno contesti socio-demografici molto differenti tra loro. Basti pensare che alla realtà di Roma Capitale, dove vive oltre il 65% della popolazione (con significative differenze anche al proprio interno tra i diversi Municipi), si contrappone quella di altri 120 comuni, un quinto dei quali fa registrare meno di 1.000 abitanti. Considerata la sua rilevanza all’interno dell’Area, Roma Capitale ha quindi avviato un percorso per estendere la portata dei progetti e far beneficiare i Comuni limitrofi delle iniziative e delle progettualità realizzate. 

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