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Categoria1__Notizie
Data__04/11/2016
Data__2016

Assemblea Capitolina: no a ricapitalizzazione Roma Metropolitane e commissariamento Atac

lavori metro c

“Roma Metropolitane continua a generare perdite, a se stessa e alla collettività, ha un buco di 9 milioni per le gestioni 2015-2016 e non è riuscita a fermare la lievitazione dei costi della linea C”. Così la sindaca Virginia Raggi annunciando all’Assemblea Capitolina, riunita in seduta straordinaria venerdì scorso dopo il pronunciamento positivo su Atac, una svolta nella vicenda del terzo tracciato della metropolitana di Roma.

 

“In questi casi”, ha proseguito la Sindaca, “o si attua una ricapitalizzazione, o una trasformazione della società o la liquidazione”. Roma Capitale non intende ricapitalizzare: “Siamo aperti ad altre soluzioni ma questo è un punto fermo”.

 

Decisione che scaturisce anche, per Raggi, dal “secondo problema emerso, quello della vigilanza: Roma Metropolitane è nata come stazione appaltante della linea C, rapportandosi al consorzio di costruttori Metro C S.p.A. La linea sarebbe dovuta costare 3 miliardi per 25 chilometri. Per ora è costata 3,7 miliardi per 19 chilometri”. Si è dunque spesa una cifra superiore al totale preventivato “per due terzi del tracciato, la parte più facile, quasi tutta in superficie. Roma Metropolitane avrebbe dovuto contenere le pretese dei costruttori. Ciò non è accaduto e sono state approvate tutte le 45 varianti proposte”. E’ stato promulgato poi, a settembre 2013, “un atto con il quale sono stati dati altri soldi al consorzio”. E oltre ai costi dell'opera si sono innalzati anche quelli della società “perché questa, quando all’improvviso nel 2012 il Cipe ha smesso di finanziarli in parte, si è trovata ad avere uscite che superavano di gran lunga i ricavi, con perdite costanti nel tempo”.

 

“Una società che ha chiaramente fallito l'obiettivo per cui era stata creata”, ha incalzato la Sindaca, “tanto è vero che sul presunto danno erariale sono all’opera la Corte dei Conti e la Procura”. Raggi ha quindi ricordato “la mancata approvazione dei bilanci di due società partecipate, Roma Metropolitane e Investimenti”, che per legge “devono approvarli tra i 120 e i 180 giorni dalla fine dell'esercizio finanziario a cui si riferiscono". I bilanci in questione “dovevano quindi essere approvati entro aprile, al più tardi entro luglio”, ma “così non è stato”.

 

Dal suo canto, l’assessore alla Mobilità Linda Meleo ha affermato: “Alla luce degli eventi che hanno contraddistinto la storia dell'azienda, l'amministrazione non intende impegnare altre risorse in maniera infruttuosa. Sono state già intraprese le procedure necessarie a identificare le soluzioni alternative rispetto a quelle attuate e al momento non se ne può escludere nessuna. Per questo pensiamo ad un tavolo con il Ministero e la Regione, per individuare le soluzioni più idonee e anche per evitare rilievi di Anac e Corte dei Conti”.

 

“Confermo l'intenzione di proseguire i lavori fino alla stazione Colosseo-Fori Imperiali, rispettando tutti i contratti in essere”, ha poi detto Meleo. E questo perché è importante che la metro “arrivi in un punto nodale della città”. Per il successivo avanzamento, ha poi detto l’Assessore, l’amministrazione si riserva tempo “per capire se, come e con quali risorse proseguire l’opera”, con un “cronoprogramma” e con “una serie di ipotesi” che comunque non prevederanno “nuove risorse e impegni da parte di Roma Capitale nei confronti di Roma Metropolitane”.

 

C’è però la questione dei lavoratori: “Faremo il possibile per mantenere gli attuali livelli occupazionali”, ha affermato sul punto il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno, “eventualmente ricorrendo alla mobilità ‘infra-gruppo’, come già accaduto in altri casi”.

 

Dallo stesso Stefàno un riferimento sintetico che dà il senso della vicenda: “Nel 2011 fu firmato un accordo con Metro C S.p.A. che prevedeva la consegna della stazione di San Giovanni a dicembre 2015”. Sarebbe oggi un grande risultato poterla aprire “a settembre-ottobre 2017, quasi due anni dopo”.

 

La seduta, andata avanti a oltranza, si è conclusa con l'approvazione di un ordine del giorno incentrato su una serie di nodi programmatici: no alla ricapitalizzazione di Roma Metropolitane, completamento in tempi brevi della stazione Fori Imperiali della metro C, allontanamento dei responsabili della situazione attuale, valorizzazione dei lavoratori e tutela dei livelli occupazionali, continuità per le opere già programmate, convocazione di un tavolo con Ministero Trasporti e Regione per fare il punto.  

 

4 NOV 2016 – PV, MDF 

Agg. 6 NOV 2016


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