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Categoria1__Notizie
Data__30/11/2016
Data__2016

Punti Roma Facile: in biblioteca a scuola di cittadinanza digitale

punti roma facile

Sono gratis e servono ad abbattere il digital divide, la conoscenza scarsa o assente delle nuove tecnologie (che oggi si traduce in esclusione di fatto da opportunità e servizi). I Punti Roma Facile nascono nelle biblioteche comunali di Roma Capitale su progetto dell’Assessorato capitolino Roma Semplice. L’obiettivo: fornire strumenti digitali ai cittadini perché possano vivere pienamente da cittadini. I primi due punti hanno aperto nella biblioteca dell’ex Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna 37 (Tiburtina) e in quella di via Cardano 135 (viale Marconi). A inaugurarli l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.   

 

Chi va ai Punti Roma Facile trova operatori e volontari formati dal Campidoglio (i “facilitatori digitali”), pronti a spiegare, ad esempio, come autenticarsi al portale capitolino, fare l’iscrizione a scuole e nidi, prenotare online appuntamenti con gli uffici anagrafici, chiedere l’identità digitale SPID (accesso a tutti i servizi telematici della pubblica amministrazione). E naturalmente, se occorre, si ricevono nozioni generali su uso del computer e navigazione in rete (vedi per i dettagli la news nel sito delle biblioteche capitoline).

 

Chiunque può rivolgersi ai “facilitatori”, specialmente chi ha bisogno di accrescere le proprie competenze digitali per partecipare più attivamente alla vita della comunità. Il servizio è gratis su prenotazione, le “consulenze” durano circa mezz’ora.

 

 

“Siamo partiti dalle periferie”, dichiara l’assessora Flavia Marzano, “per mostrare ai cittadini che grazie al digitale è possibile semplificare il rapporto con il Comune. Il superamento del divario digitale socio-economico, culturale, generazionale e di genere è tra le priorità del programma di governo di Roma Capitale”. E preannuncia: “Nell’ottica di dare concreta attuazione alle politiche di innovazione, trasparenza e partecipazione le biblioteche, le sedi dei municipi, i centri anziani, le scuole comunali e non solo diventeranno spazi in cui esercitare diritti di cittadinanza digitale”.

 

30 NOV 2016 – PV 


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