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Categoria1__Notizie
Data__03/11/2010
Data__2010

Tor Bella Monaca, presentato il progetto di rigenerazione urbana

tor bella monaca Roma, 5 novembre – Dai cinque ai sette anni per rifare Tor Bella Monaca, dal momento in cui sarà stato approvato il piano. Con nuovi criteri urbanistici: abitato meno denso, più spazi pubblici, più verde, poli culturali e di aggregazione. Il "masterplan" della nuova Tor Bella Monaca, annunciato la scorsa estate dal sindaco Alemanno, tappa tra le maggiori del Piano Strategico di Sviluppo di Roma Capitale, è stato pensato da Léon Krier, architetto lussemburghese di fama internazionale. Lo hanno presentato all'auditorium dell'università di Tor Vergata – gremito di cittadini – il Sindaco, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini e lo stesso Krier.

Hanno inoltre partecipato all'incontro: gli assessori capitolini Marco Corsini (Urbanistica) e Fabrizio Ghera (Lavori Pubblici e Periferie); il presidente dell'VIII Municipio, Massimiliano Lorenzotti; il direttore del Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale, Errico Stravato. Alla conferenza è seguito un dibattito aperto con i cittadini.

Intanto una serie di cifre che fotografano il nuovo programma urbanistico, la situazione attuale del quartiere e quella prevista una volta attuato il piano: impegno economico per l'intera operazione, 1 miliardo e 45 milioni di euro (tutti a carico di privati e dunque a costo zero per l'amministrazione capitolina, così come a compenso zero lavora per questo progetto Léon Krier); costo di demolizione e ricostruzione delle proprietà comunali, 342 milioni di euro; superficie lorda che andrà in "premio" ai privati, circa 450.000 metri quadrati; posti di lavoro generati in tutto, 2.500.

I numeri odierni: Tor Bella Monaca ha 28 mila abitanti, 2.012.293 metri cubi di volumetria complessiva, 628.842 metri quadri di superficie utile lorda, 77,7 ettari di aree edificate. Portato a compimento il programma, il quartiere avrà invece 44 mila abitanti, 3.520.000 metri cubi di volumetria, 1.100.000 metri quadri di superficie utile e 96,7 ettari di aree edificate.

Tor Bella Monaca oggi

L'attuale Tor Bella Monaca, ricorda il Campidoglio, è un tipico esempio di insediamento pubblico degli anni '80, nato per far fronte all'emergenza abitativa secondo un modello di urbanizzazione intensiva, con ampi spazi aperti e con i servizi totalmente separati dalla zona residenziale. I problemi (tutti correlati tra loro) che pesano sui residenti: vastità unita a carenza di luoghi di aggregazione, scarsa qualità architettonica e costruttiva degli edifici, esclusione sociale, mancanza di sicurezza, degrado degli spazi pubblici e delle abitazioni. Nel tempo, finora, si sono succeduti interventi di recupero edilizio che non hanno cambiato significativamente la situazione – perché eseguiti su case prefabbricate, inadeguate all'origine – e hanno lasciato irrisolta la questione sociale e della qualità di vita.

Il progetto di riqualificazione individua alcune aree libere, esterne al quartiere, dove costruire secondo nuovi modelli: un edificato meno denso, come si diceva, con case fatte meglio e più attenzione alle aree comuni e agli spazi pubblici. Si comincerà con la realizzazione, sui terreni liberi, di nuove case popolari: palazzine di quattro piani al massimo, dove si trasferiranno gradualmente i residenti. Si potranno così demolire i vecchi edifici, al posto dei quali sorgeranno parchi, strade, servizi, piazze dove sostare e incontrarsi. Qui il masterplan prevede anche scuole di musica e cinema, in relazione naturale con le "cittadelle" del sapere e dell'arte che già operano – e che nasceranno – in questo quadrante di Roma: Tor Vergata, la Romanina, Fonopoli, i gruppi di arte spontanea e di strada (già oggi organizzati in oltre 70 comitati cittadini). Sotto questo profilo, una vera e propria "operazione identità" che intende esaltare il moderno genius loci del quartiere.

Il masterplan di Krier, tra i massimi specialisti in materia di "quartieri modello" innovativi, definisce tutte le funzioni che potranno fare di Tor Bella Monaca un posto dove vivere a dimensione umana: aree verdi "a vocazione agricolo-archeologica", salvaguardia di elementi salienti del paesaggio, riorganizzazione del traffico e del trasporto pubblico (metro C, metro leggera Anagnina-Tor Bella Monaca), parcheggi. Il piano è poi attento alla sostenibilità economica, prevedendo accordi tra pubblico e privato e investimenti comunitari.

Ecco in sintesi l'iter del piano. Due le fasi previste: 1) variante al piano di zona, con trasferimento della "capacità insediativa" dalle aree da demolire a quelle libere da edificare. Primo passaggio in Giunta a gennaio 2011, poi la variante andrà al vaglio dell'Assemblea Capitolina. In contemporanea, avvio delle procedure per affidare i lavori: bando pubblico per un primo nucleo residenziale di almeno 62.500 metri quadri di superficie utile lorda. A seguire, variante di Piano Regolatore Generale con approvazione del "Programma integrato di riqualificazione urbana di Tor Bella Monaca", che preveda l'edificazione sulle aree esterne e la diminuzione "degli attuali pesi insediativi". 2) completamento della progettazione e del relativo iter: aspetti paesaggistici, "verifiche d'inserimento urbanistico", conclusione delle parti caratterizzate da "progettazione complessa", avvio del processo partecipativo pubblico (vedi qui oltre), deliberazione finale dell'Assemblea Capitolina, sottoscrizione dell'accordo di programma. Nel contempo, avvio delle procedure per il bando che affiderà l'intera riqualificazione urbana di Tor Bella Monaca. Approvato il programma, come si diceva, in cinque-sette anni si prevede di portare tutta l'opera a termine.

Tra gli aspetti concretamente innovativi del masterplan, da sottolineare la tecnica della "demolizione programmata": niente cariche esplosive per buttar giù i vecchi edifici in un sol colpo, ma una più lenta demolizione pezzo per pezzo con mezzi esclusivamente meccanici. I vantaggi: si possono selezionare e riciclare i materiali di risulta (ferro e cemento armato) con un impianto di riconversione sul posto; si evita ai residenti l' "apocalisse" delle esplosioni e delle polveri.

L'intero svolgimento del programma – costruzione, demolizione, ricostruzione – sarà aperto e partecipato: i residenti saranno coinvolti in tutte le fasi del progetto e ogni elemento – modalità, tempi, fasi, priorità – sarà concertato con loro.

Primo passo, un'assemblea pubblica all'VIII Municipio, in cui tutti i residenti potranno contribuire alla definizione del progetto. Sempre nel Municipio è stato istituito un ufficio che raccoglierà osservazioni e proposte. Da subito, infine, il masterplan di Tor Bella Monaca è pubblicato sul sito www.progettomillennium.com: qui ognuno può dire la sua rispondendo a un questionario on line.

Si tratta, ha detto il sindaco Alemanno, di dimostrare che "Roma è in grado di dotarsi finalmente di periferie belle e a misura d'uomo". "Una migliore Tor Bella Monaca è possibile", ha sottolineato il Sindaco, "e la si può costruire insieme".

Paolo Veronesi

3 NOV 2010 – PV

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