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Categoria1__Notizie
Data__09/01/2018
Data__2018
DataModifica__09/01/2018

Il PAESC di Roma Capitale

La città di Roma ha aderito al Patto dei Sindaci nel 2009 e adottato il proprio PAES nel 2013. Le amministrazioni comunali che si sono succedute dal 2009 al 2015 non hanno, di fatto, reso operativo il PAES e le diverse azioni in esso contenute sono rimaste inattuate. L’Amministrazione Capitolina che si è insediata nel giugno 2016, valutando attentamente il precedente PAES e constatando il profondo ritardo nell’attuazione delle azioni in esso contenute, nonchè una differente visione sugli obiettivi politici da perseguire, ha deciso, in accordo con l’ufficio europeo del Patto dei Sindaci, di revocare il precedente PAES e contemporaneamente aderire al nuovo Patto dei Sindaci per l’Energia e il Clima. 

 

A seguito di una specifica Memoria della Giunta Capitolina e del parere positivo della Commissione Ambiente Capitolina, con la delibera di Assemblea Capitolina n.78 del 14 Novembre 2017 la città di Roma ha aderito formalmente al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia assumendosi quindi l’impegno ancor più ambizioso di ridurre le emissioni climalteranti del proprio territorio di almeno il 40% entro il 2030. Tale impegno si concretizzerà nell’adozione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) che la città di Roma dovrà redigere ed approvare entro il 14 Novembre 2019. Almeno ai settori considerati obbligatori secondo le Linee Guida europee del Patto dei Sindaci per l’analisi dei consumi energetici e, quindi, delle relative emissioni di gas ad effetto serra - quali ad esempio la mobilità, il residenziale, gli impianti e le infrastrutture comunali - Roma Capitale analizzerà anche il bilancio delle emissioni climalteranti del settore dei rifiuti e delle aree verdi. Il PAESC fornirà da una parte una fotografia dello stato dell’arte in termini di emissioni di gas serra della città di Roma a partire dall’anno base di riferimento scelto (Inventario delle emissioni) fino ad oggi, con una stima delle emissioni tendenziali previste fino al 2030 e, dall’altra, conterrà un elenco di azioni prioritarie, nei diversi settori, che contribuiranno al raggiungimento dell’obiettivo minimo di riduzione delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030. Inoltre, sarà presentata anche una visione al 2050 finalizzata alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’ordine dell’80-90%, come richiesto dalla comunità scientifica internazionale.

 

Per tener conto degli effetti che il cambiamento climatico già produce, e continuerà a produrre, nella città di Roma, il PAESC sarà integrato da una prima Valutazione del rischio di vulnerabilità e da una Strategia per l’adattamento ai cambiamenti climatici con l’obiettivo di individuare le azioni da mettere in atto entro il 2030 per rendere la città di Roma più resiliente agli effetti del cambiamento climatico.

 

Il PAESC di Roma Capitale sarà redatto tenendo conto delle indicazioni strategiche provenienti dai singoli Piani settoriali (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile; Piano per la riduzione e gestione dei materiali post-consumo; Linee di indirizzo Smart City; etc.) che, uniti da un unico filo conduttore, contribuiranno ad una nuova visione di Roma quale città sostenibile, resiliente ed inclusiva. Una serie di iniziative renderà il PAESC un Piano “partecipato”, ove i territori (Municipi), i portatori di interesse (imprese, associazioni, università, istituti finanziari, etc.) e i cittadini potranno dialogare e fornire il proprio contributo per sostenere la città in questo percorso.

 

 


ROMA RESILIENTE

 

Nell’ambito del progetto 100 Resilient Cities, sostenuto dalla Fondazione Rockefeller, è stata pubblicata nel Febbraio 2016 la  Valutazione preliminare di resilienzahttp://www.urbanistica.comune.roma.it/roma-resiliente.html) della città di Roma che, a seguito di un intenso lavoro di coinvolgimento dei diversi portatori di interesse locale (stakeholders), finalizzato alla costruzione dello "scenario"  nel quale inquadrare la strategia di resilienza della città, presenta le cinque aree prioritarie di resilienza (territori e connessioni; persone e capacità; risorse e metabolismi urbani; sistemi, reti e patrimonio; governance, partecipazione e cultura civica) che sono state individuate a partire dall'analisi dei risultati del processo di costruzione dello scenario. Si tratta di aree di lavoro trasversali entro le quali saranno individuate le azioni strategiche volte a rendere la città più resiliente; azioni che rappresenteranno la Strategia per l’adattamento ai cambiamenti climatici, parte integrante del PAESC di Roma Capitale.

 

 

C40 e COMPACT OF MAYORS

 

La città di Roma è un membro attivo anche di altre iniziative internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici, come ad esempio C40 e Compact of Mayors. Quest’ultimo è un’iniziativa lanciata negli Stati Uniti d’America che sta coinvolgendo migliaia di Sindaci in tutto il mondo e, tra questi, è nato C40, un network di oltre 90 grandi città a livello mondiale impegnato ad affrontare il tema dei cambiamenti climatici e guidare le azioni urbane per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e i rischi ad esse connessi aumentando, al contempo, la salute, il benessere e le opportunità economiche dei cittadini.

Nel 2016, il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) e il Compact of Mayors si sono uniti nel nuovo Patto globale dei Sindaci per il clima e l’energia (Global Covenant of Mayors for Climate and Energy) e nel corso del 2018 una nuova piattaforma web verrà inaugurata al fine di uniformare e standardizzare i sistemi di reporting e monitoraggio delle due iniziative.


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