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SCOPERTA LA TARGA IN MEMORIA DI BRUNO FANTERA, IL GIUSTO DI SAN SABA

Roma, 29 gennaio 2018  -  Questa mattina - con una grande partecipazione di pubblico - si è svolta alla Scuola Franchetti in Piazza G.L. Bernini la cerimonia di inaugurazione della targa dedicata dal Municipio Roma I Centro alla memoria di Bruno Fantera, il Giusto di San Saba.

"Il riconoscimento" - come ha detto la Presidente del Municipio Sabrina Alfonsi - " ad un uomo giusto da parte della comunità in cui ha sempre vissuto e alla quale era strettamente legato, un esempio per le generazioni future". 

Subito dopo il rastrellamento del Ghetto Ebraico di Roma, il 16 ottobre 1946, la famiglia di Gino Moscati - sfuggita alle retate dei nazifascisti - inizia a peregrinare per la città. Dopo aver sistemato le due figlie femmine presso il convento di suore al Foro Romano, Gino Moscati con la moglie e i due figli maschi, Mino e Renato, bussa alla porta di casa di Bruno Fantera a San Saba, 
Bruno e sua madre non esitano neppure un momento e li invitano a restare, presentandoli ai vicini di casa come parenti prossimi sfollati dai Castelli, salvandoli così dalla sicura deportazione.

Bruno e sua madre hanno agito con il cuore, senza pensare ai rischi e alle possibili conseguenze, solo perché era giusto farlo. Per questo motivo, nel 2008 Bruno viene riconosciuto "Giusto tra le Nazioni" con una Cerimonia in Sinagoga, mentre in Israele vengono piantati due ulivi nel Giardino dei Giusti e i nomi vengono di Bruno e della madre Esifile iscritti nel museo dello Yad Vashem.

Noi abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e di invitarlo a raccontare la sua storia ai ragazzi della scula che lui stesso aveva frequentato da bambino. I suoi racconti sono stati l'occasione per gli alunni della Scuola Franchetti di conoscere un uomo straordinario nella sua semplicità, e di riflettere sui valori della giustizia e della responsabilità civile che lui ha testimoniato

La targa sul muro della scuola, al fianco di quella dedicata a due giovani uccisi dai nazisti a San Saba, servirà a continuare questo racconto anche per coloro che verranno.. Grazie Nonno Bruno.

 


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