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Categoria1__Notizie
Data__18/02/2015
Data__2015

Parco Regionale dell’Appia Antica

Area protetta d’importantissimo valore naturalistico e culturale, si estende nel settore sud-orientale della città per oltre 3.400 ettari, di cui la gran parte (95%) ricadenti nel territorio di Roma Capitale ed i rimanenti nei comuni di Marino e Ciampino. Custodisce la più importante testimonianza dell'antico paesaggio dell'agro romano e ospita un sistema storico e archeologico ricchissimo di monumenti di epoca repubblicana e imperiale, paleocristiana, rinascimentale e barocca.
Dal punto vista naturalistico il parco dell’Appia Antica rappresenta il più importante “corridoio biologico” della città, formando un vero e proprio “cuneo verde”, che costituisce l’elemento ambientale di collegamento tra le aree extra-urbane e il centro cittadino: senza soluzione di continuità, arriva, attraverso il complesso archeologico delle terme di Caracalla, del Palatino e del Foro Romano, fino in pieno Centro Storico (Circo Massimo, Isola Tiberina, Campidoglio, Piazza Venezia). La varietà di habitat presenti (ruderi ed aree archeologiche, boschi, siepi, zone umide, campi coltivati, prati, ecc.) favoriscono la presenza di una ricca fauna.

Qui, infatti, è presente il maggior numero di specie animali della città: oltre 100 specie di uccelli, 20 di mammiferi, 6 di anfibi, 12 di rettili e numerosi invertebrati con specie di insetti un tempo tipiche della campagna romana ed attualmente altrove scomparse o rarissime. Molte sono le aree comprese nel parco caratterizzate da importanti valori naturalistici.
L'antico Bosco Farnese, per esempio, in prossimità della via Ardeatina, è composto da Roverelle (Quercus pubescens) e Sughere (Quercus suber); tra i monumenti del Circo di Massenzio si è insediata una flora ruderale di grande interesse, tra cui si segnala la Mestolaccia lanceolata (Alisma lanceolatum) e la Viperina parviflora (Echium parviflorum); una folta macchia
mediterranea con Rosa canina (Rosa canina), Alaterno (Rhamnus alaternus), Lentisco (Pistacia lentiscus); un sottobosco arbustivo con Biancospino (Crataegus monogyna), Berretta da prete (Euonymus europaeus), Sanguinello (Cornus sanguinea), Prugnolo (Prunus spinosa). Nello scenario della Villa dei Quintili abbondano, nei prati umidi, le fioriture di orchidee spontanee come l’Ofride dei fuchi (Ophrys holoserica), l’Orchide acquatica (Orchis laxiflora) e l’Orchide minore (Orchis morio). Nell'area del laghetto è presente il Ranuncolo peltato (Ranunculus peltatus). Nell'area di Tor Marancia, di recente entrata nel parco, e che conserva una buona naturalità, lungo il Fosso di Tor Carbone si trovano la Carice maggiore (Carex pendula) e grandi alberi di Olmo campestre (Ulmus minor) e Pioppo nero (Populus nigra). Inoltre la valle della Caffarella, attraversata dall’Almone, fiume sacro ai Romani e ricca di sorgenti d’acqua, presenta boschi di Leccio (Quercus ilex) e di Roverelle (Quercus pubescens) con un’alternanza di campi coltivati e pascoli che danno luogo al tipico paesaggio della campagna romana.

 

 

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