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Home  /  Dipartimento tutela ambientale
Categoria1__Notizie
Data__09/07/2015
Data__2015

Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano

Il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano si estende su una superficie (compresi i due laghi) di 16.700 ettari, di cui 7.000 ricadenti nel territorio di Roma Capitale.
A cavallo delle province di Roma e Viterbo, comprende i due omonimi laghi e la campagna circostante, nonché la "Caldara di Manziana", piccolo cratere periferico dell’antico vulcano sabatino e il Monumento Naturale "Pantane e Lagusiello", una interessantissima zona umida con una ricca vegetazione naturale lungo le sponde. In tutto il comprensorio dell’area protetta vi è una notevole varietà ambientale, legata alla ricchezza dei grandi sistemi d'acqua dolce e alla presenza di una vegetazione varia ed interessante, con boschi di Castagno (Castanea sativa), Cerro (Quercus cerris), Faggio (Fagus sylvatica), con le faggete di Oriolo e Bassano, e specie rare e insolite come l'Agrifoglio (Ilex aquifolium) e la Betulla (Betula pendula), presente nell’area del Monumento Natural e della Caldara di Manziana.
I laghi del parco costituiscono un elemento rilevante anche sul piano faunistico, con presenze di numerose specie di anfibi, di migliaia di uccelli acquatici, rappresentati da Germani reali (Anas platyrhynchos), Svassi (Tachybaptus ruficollis, Podiceps cristatus), Garzette (Egretta garzetta), Folaghe (Fulica atra), Moriglioni (Aythya ferina), Fischioni (Anas penelope), e alcuni rapaci. Tra i mammiferi sono da segnalare l’Istrice (Hystrix cristata), il Ghiro (Glis glis), il Tasso (Meles meles), la Martora (Martes martes) e il Gatto selvatico (Felis sylvestris).

Molto ricco il patrimonio storico-archeologico, con villaggi neolitici, necropoli etrusche, ville e terme romane, borghi medievali e rinascimentali. Insistono sul territorio anche elementi di grande interesse archeologico come le vestigia del villaggio preistorico rinvenute in località "La Marmotta". 

Il passaggio etrusco si osserva invece nell'area di Trevignano, dove i resti di necropoli e il ritrovamento di oggetti preziosi, testimoniano la presenza di famiglie principesche che sfruttavano le risorse agricole dell'area.

 


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