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Home  /  Dipartimento tutela ambientale
Categoria1__Notizie
Data__18/02/2015
Data__2015

Riserva Naturale della Marcigliana

La Riserva Naturale della Marcigliana (gestita da RomaNatura), situata subito fuori del Grande Raccordo Anulare, nell’estremo settore nord-orientale della città, si estende per 4.700 ettari su una serie di alture delimitate dal corso del Tevere, ad ovest, dal fosso della Bufalotta, a sud, e dal rio del Casale, che segna anche il limite nord-orientale di Roma Capitale. Le basse colline arrotondate sulle quali si sviluppa l’area protetta sono ancora coltivate a seminativo estensivo o destinate a pascolo, mentre le valli risultano per lo più ricoperte da una vegetazione a macchia mediterranea. 

Si tratta dei residui di bosco di querce, quali Cerro (Quercus cerris), Farnia (Quercus robur), Roverella (Quercus pubescens) e Farnetto (Quercus frainetto), spesso accompagnate da Aceri (Acer campestre) e Olmi (Ulmus minor). La fauna, minacciata dall’urbanizzazione e dalla caccia fino all'istituzione della riserva, è di estremo interesse: rilevanti le presenze dei mammiferi, quali Volpe (Vulpes vulpes), Faina (Martes foina), Donnola (Mustela nivalis), ma anche Tasso (Meles meles) e Istrice (Hystrix cristata), tra cui spicca quella della Lepre italica (Lepus corsicanus). Da segnalare anche la presenza di una colonia di Daini (Dama dama), tra i 15 e i 20 esemplari.

L’avifauna della riserva è caratterizzata dalla presenza di rapaci diurni e notturni, quali il Gheppio (Falco tinnunculus), la Poiana (Buteo buteo), il Barbagianni (Tyto alba), l’Allocco (Strix aluco) e la Civetta (Athene noctua). Altre specie presenti sono il Picchio rosso maggiore (Picoides major) e il Picchio verde (Picus viridis), la Calandrella (Calandrella brachydactyla), la Rondine (Hirundo rustica), l’Upupa (Upupa epops) e il Gruccione (Merops apiaster). Gli anfibi registrano la Rana italiana (Rana italica), il Rospo smeraldino (Bufo viridis), la Raganella italiana (Hyla intermedia) e il Tritone punteggiato (Triturus vulgaris) e. Il gran numero di fossi permette di conservare anche varie specie di pesci, quali Barbo (Barbus plabejus), Rovella (Rutilus rubilio), Cavedano (Leuciscus cephalus) e di crostacei, come i Granchi d’acqua dolce (Potamon fluviatile).

L’area riveste inoltre un grande interesse per il sistema storico-paesistico delle grandi tenute (le più famose sono quelle della Marcigliana e di Tor S. Giovanni), che ancor oggi sono caratterizzate dalla presenza dei casali, spesso costruiti sui nuclei delle ville romane, e delle torri medievali che creano un continuum storico pressoché unico. Le aziende agricole presenti comprendono aree destinate al pascolo e strutture zootecniche, anche con punti vendita di prodotti locali. La riserva è stata anche luogo di antichi insediamenti risalenti al periodo arcaico come Fidene e Crustumerium (antico villaggio citato nella storiografia romana in relazione agli episodi bellici che opposero i romani ai latini) e di una continua antropizzazione avvenuta fino all’epoca tardo imperiale. Di questo passato la riserva conserva ancora un ricco patrimonio di reperti storico archeologici quali tracciati viari, necropoli, sepolture e ruderi di ville romane.


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