Luceverde

Infomobilità

Numero Unico Taxi

URC - Ufficio per i Rapporti con i cittadini

060606

Partecipazione Popolare

Sistema informativo procedura negoziata

Protezione Civile

Statuto Roma Capitale

Roma Statistica

Open Data

Turismo

Bibliotu

Linea Amica

Suap

Suar

Home  /  Dipartimento tutela ambientale
Categoria1__Notizie

Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa

La Riserva Naturale del Laurentino Acqua-Acetosa (gestita da RomaNatura), che si estende per 150 ettari nella zona meridionale della città, tra la Via Pontina ed il comprensorio dell’Acqua Acetosa, è delimitata a Nord dagli edifici del popoloso quartiere Laurentino e a Sud dal Grande Raccordo Anulare. Qui, in anni recenti, è venuta alla luce una vasta necropoli di età preromana, testimonianza di un'antica città conquistata dai Romani, ricca di corredi di grande prestigio, oggi esposti nella sale del Museo Nazionale Romano.

L’area è caratterizzata da una valle centrale, lungo la quale scorre il fosso dell’Acqua Acetosa e dove si trova anche una sorgente di acqua minerale. Lembi di vegetazione naturale, con querce (Quercus ilex, Q. pubescens), Pioppi (Populus nigra) e Salici bianchi (Salix alba), modificati dall’intenso sfruttamento agricolo e dall’urbanizzazione, sono presenti lungo le pendici dei rilievi e nelle zone umide. Sono presenti anche dei suggestivi filari di Eucalipto (Eucaliptus globulus), piantati alla fine dell'Ottocento quando si credeva che i loro aromi balsamici scongiurassero la malaria.

Dal punto di vista faunistico l'area più interessante è la cava di basalto presso i casali di San Sisto, dove sono stati rinvenuti popolamenti di Tritone punteggiato (Triturus vulgaris) e Rana verde (Rana esculenta complex). Ma non mancano presenze di altre specie di vertebrati nei diversi ambienti della riserva, quali rapaci diurni, come la Poiana (Buteo buteo) e il Gheppio (Falco tinnunculus), e notturni, quali la Civetta (Athene noctua) e Allocco (Strix aluco). Ma anche diverse specie di mammiferi, come la Donnola (Mustela nivalis), il Riccio (Erinaceus europaeus), l’Istrice (Hystrix cristata), e diverse specie di micromammiferi, come l’Arvicola di Savi (Pitymys savii) e il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus).

Sono segnalati anche alcuni rettili, quali il Ramarro (Lacerta bilineata), il Saettone (Elaphe longissima) e il Biacco (Coluber viridiflavus).


Invia questo articolo