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Riserva Naturale di Monte Mario

Questa riserva (gestita da RomaNatura), si estende per 200 ettari nella zona centrale di Roma Capitale a ridosso del fiume Tevere, all’altezza dello stadio olimpico. L'area costituisce per la città un bene di inestimabile valore culturale ed ambientale, del quale fanno parte ville storiche tra cui Villa Mazzanti, sede dell’Ente Regionale RomaNatura, e Villa Mellini, sede del celebre Osservatorio Astronomico. Già in epoca romana Monte Mario ospitava le ville residenziali di poeti e nobili ed era attraversato dagli eserciti di ritorno dalle campagne militari lungo la via Trionfale. In seguito vi trovavano riposo i pellegrini che si recavano a Roma, divenendo così l'ultimo tratto della via Francigena, il percorso medievale cha da Canterbury giungeva a San Pietro e poi proseguiva, ancora più a sud, fino a Gerusalemme.

Il monte da cui prende il nome la riserva, con i suoi 139 metri di altezza, è il rilievo più imponente del sistema dei colli denominati “Monti della Farnesina”, situati nella zona nord della città, e rappresenta per le sue caratteristiche ambientali un vero e proprio mosaico di diversità biologica, quale ormai raramente è possibile rintracciare a Roma.

La composizione del terreno è caratterizzata da sabbie e ghiaie di antica origine, dalle quali è possibile ricostruire la storia geologica di quest’area della città. Si possono rinvenire anche diversi giacimenti di fossili marini, i cui reperti sono custoditi nei musei paleontologici di tutto il mondo. 

Nelle zone più basse è presente una vegetazione mediterranea, con Lecci (Quercus ilex), Sughere (Quercus suber), Allori (Laurus nobilis) e Cisti (Cistus salvifolius), che si contrappone a quella che si rinviene nelle aree più alte, tipica di condizioni submontane, costituita da Carpini neri (Ostrya carpinifolia), Aceri (Acer negundo), Ornielli (Fraxinus ornus), Noccioli (Corylus avellana) e Cornioli (Cornus sanguinea). 

Nelle zone umide sono invece presenti Pioppi bianchi (Populus alba), Felci (Pteridium aquilinum) ed Equiseti (Equisetum telmateja). Nonostante l’elevata antropizzazione delle aree circostanti, la riserva presenta ancora oggi una fauna molto interessante, tra cui ricordiamo, tra i mammiferi, il Moscardino (Muscardinus avellanarius), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus), la Volpe (Vulpes vulpes), il Riccio (Erinaceus europaeus), la Donnola, l’Istrice e, tra gli uccelli, il Gheppio (Falco tinnunculus), il Picchio verde (Picus viridis), l’Allocco (Strix aluco), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Gruccione (Merops apiaster), il Beccamoschino (Cisticola juncidis) e il Rampichino (Certhia brachydactyla).

Questa area protetta è un prezioso polmone verde insinuato tra il complesso sportivo del Foro Italico e i quartieri Trionfale e Camilluccia ed è di importanza strategica all’interno della rete ecologica cittadina, in quanto rappresenta la parte terminale del cuneo verde del settore settentrionale della città che, attraverso la Riserva dell’Insugherata e il Parco di Veio, connette il Tevere, le ville storiche e le zone più centrali della città alle aree agricole e naturaliextraurbane.


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