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Unioni Civili e Convivenze di Fatto

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Legge 20 maggio 2016 n. 76

Con la legge n.76/2016 è stato introdotto nell’ordinamento dello stato civile italiano l’istituto dell’Unione Civile tra persone dello stesso sesso.

 

UNIONI CIVILI

 

Informazioni generali

La legge 20 maggio 2016 n. 76 ha introdotto nell'ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.
Dopo un primo periodo transitorio, in data 11 febbraio 2017, sono stati emanati i decreti attuativi della Legge n.76/2016.

La coppia, formata da due persone maggiorenni dello stesso sesso, può scegliere liberamente il Comune a cui rivolgersi per costituire l’unione civile, indipendentemente dal Comune di residenza.
Chi intende richiedere la costituzione dell’unione civile all’ufficiale dello stato civile del Comune di Roma deve presentare il modulo di richiesta di appuntamento (PDF/A), debitamente compilato e sottoscritto, 

Segretariato Generale - Direzione Coordinamento Servizi Delegati - Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Anagrafe – Via Petroselli, 50 (dal lunedì al giovedì 8.30/17.00 venerdì 8.30/13.00)

o inviando lo stesso via p.e.c., a

protocollo.anagrafe@pec.comune.roma.it

allegando copia dei documenti di identità dei richiedenti.

Nel caso in cui uno dei due richiedenti o entrambi fossero impossibilitati a recarsi presso la Casa Comunale, dovrà essere prodotta una procura speciale in cui venga indicata una persona che sottoscriverà il verbale di richiesta costituzione unione civile davanti all’ufficiale di stato civile, per conto della persona non presente (uno o ambedue i richiedenti).

Successivamente  le parti (o la persona che ha avuto, dalle stesse, speciale delega formale), verranno contattate telefonicamente dall’ufficio unioni civili, affinché possano formalizzare tale richiesta e dichiarare sotto la propria responsabilità di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge. 

L’ufficiale dello stato civile eseguirà, entro 30 giorni dalla redazione del processo verbale, su cui dovrà essere apposta una marca da bollo Euro 16,00 a carico dei richiedenti,  tutte le verifiche necessarie per accertare che non sussistano impedimenti alla costituzione dell’unione civile.
Decorsi 30 giorni dalla redazione del processo verbale ed entro i successivi 180 giorni, potrà essere costituita l’unione civile.
Per la scelta della data della cerimonia le parti indicheranno  presso il medesimo ufficio il giorno prescelto e l’ora della costituzione della unione civile (celebrazione).
E’ possibile costituire l’unione civile anche in un Comune diverso da quello in cui è stata presentata la richiesta di costituzione dell’unione civile.

Alla celebrazione dovranno essere presenti due testimoni, maggiorenni, con documento di identità in corso di validità.

La coppia ha la facoltà di dichiarare di assumere, per la durata dell’unione civile, un cognome comune scegliendo tra i propri cognomi. La parte col cognome diverso potrà essere anteposto o posposto al proprio
Il cognome scelto non comparirà nelle certificazioni anagrafiche e di stato civile e pertanto non ci sarà variazione del codice fiscale né di altro documento di identità.

Le parti possono dichiarare, al momento della costituzione dell’unione civile, di scegliere il regime della separazione dei beni nei loro rapporti patrimoniali (art. 162 c.c.).
In assenza di scelta esplicita il regime patrimoniale è costituito dalla comunione dei beni. (art. 159 c.c.).
Le parti possono convenire per iscritto che i loro rapporti patrimoniali siano regolati dalla legge dello Stato di cui almeno una di esse è cittadina o nel quale almeno una di esse risiede.(art. 30 Legge 215/95).

Una volta costituita l’Unione Civile non è necessario avere la medesima residenza anagrafica ma è possibile mantenere eventuali residenze diverse.

 

Chi può chiedere la costituzione unione civile?

Possono chiedere l’unione civile persone dello stesso sesso maggiorenni, sia italiane che straniere, capaci di agire.
Per i cittadini italiani non occorre  produrre alcuna documentazione in quanto  sarà acquisita d’ufficio. I cittadini  stranieri dovranno allegare in originale alla richiesta di appuntamento un nulla osta rilasciato dalla competente autorità diplomatica del proprio Paese presente in Italia (Consolato) dalla quale risulti che, giusta le leggi cui è sottoposto, nulla osta all’unione civile (art. 116 del c.c.). Qualora la produzione del nulla osta sia preclusa in ragione del mancato riconoscimento della unione civile, secondo la legge dello Stato di cui lo straniero è cittadino, il nulla osta è sostituito da un certificato o altro atto comunque idoneo ad attestare la libertà di stato, ovvero da dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n.445 del 28/12/2000. Il documento deve contenere le generalità complete dell’interessato e deve essere in regola con le disposizioni relative alla legalizzazione o ad eventuali specifiche convenzioni in materia.

 

Impedimenti alla costituzione unione civile

 Cause impeditive per la costituzione dell'unione civile:
-    la sussistenza, per una delle parti, di un vincolo  matrimoniale o di un'unione civile tra persone dello stesso sesso;
-    l'interdizione di una delle parti per infermità di mente;
-    la sussistenza tra le parti di rapporti di parentela, affinità ed adozione di cui all'articolo 87, primo comma, del codice civile; non possono altresì contrarre unione civile  zio e  nipote e  zia e  nipote; si applicano le disposizioni di cui al medesimo  articolo 87;
-    la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte.
La sussistenza di una delle sopra elencate cause impeditive, comporta la nullità dell'unione  civile.

 

Costituzione Unione Civile in extremis (imminente pericolo di vita)

Può essere richiesta la costituzione di unione civile in extremis nel caso in cui uno dei due richiedenti esibisca o faccia pervenire all’ufficio unioni civili tramite p.e.c. all’indirizzo protocollo.anagrafe@pec.comune.roma.it  un certificato medico rilasciato dalla ASL o da Istituto di Ricovero, debitamente sottoscritto dal medico, in cui viene dichiarato l’imminente pericolo di vita e la capacità di intendere e di volere. Tale procedura è attiva 24 ore su 24 contattando telefonicamente il CHIAMAROMA 060606 che indicherà ai richiedenti il numero di fax dove inviare il certificato medico in orario di chiusura degli uffici pubblici. Il Comune di Roma si attiverà entro le 24 ore successive all’invio del certificato medico.

 

Luoghi di celebrazione e costi

Se la celebrazione dell’unione civile avviene nell’ufficio di stato civile del Segretariato Generale - Direzione Coordinamento Servizi Delegati - Via Petroselli, 50 Roma - non è soggetta a costi.

Per la celebrazione delle unioni civili nelle sale istituzionali Capitoline (Sala Rossa - Campidoglio, complesso Vignola Mattei - Caracalla) dovrà essere corrisposto il diritto fisso di utilizzazione previsto dalla vigente tariffa dei servizi a domanda individuale, attualmente quantificato in:

- se almeno uno degli uniti civilmente è residente in Roma: € 150,00;  

- se nessuno degli uniti civilmente è residente in Roma: € 1.200,00 dal lunedì al venerdì

- € 1.400,00 il sabato e la domenica.

La prenotazione delle sale istituzionali deve essere effettuata necessariamente il giorno del primo appuntamento sulla base delle disponibilità del momento presso l’ufficio prenotazioni sale – 2° piano stanza 255 – Via Petroselli, 50 - Roma

 

Matrimonio tra persone dello stesso sesso o unione civile costituite all'estero

Il matrimonio, o altro istituto analogo, costituito all'estero tra cittadini italiani dello stesso sesso, residenti in Italia, produce gli stessi effetti dell’unione civile regolata dalla legge italiana.
La trascrizione in Italia dell’atto estero potrà avvenire:
•    tramite invio dello stesso da parte dell’autorità consolare italiana dello Stato di celebrazione all’indirizzo protocollo.anagrafe@pec.comune.roma.it;
•    consegnando di persona al Segretariato Generale - Direzione Coordinamento Servizi Delegati - Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Anagrafe – Via Petroselli, 50 (dal lunedì al giovedì 8.30/17.00 venerdì 8.30/13.00) la copia integrale dell’atto di matrimonio estero o altro istituto analogo, tradotta e legalizzata a norma di legge per la successiva trascrizione nei registri delle unioni civili (parte II).

 

 

CONVIVENZE DI FATTO

 

Informazioni generali

La Legge n. 76/2016, in vigore dal 5 giugno 2016, prevede anche la disciplina delle convivenze di fatto (commi 36-65 dell’Art. 1). 
La dichiarazione per la costituzione di una convivenza di fatto può essere effettuata da due persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, residenti nel Comune di Roma, coabitanti e iscritte sul medesimo stato di famiglia. Nel caso in cui le stesse non siano residenti, coabitanti e iscritti sul medesimo stato di famiglia è necessario rivolgersi presso qualsiasi sportello anagrafico per effettuare la necessaria variazione anagrafica. 
Gli interessati non devono essere legati da vincoli di matrimonio o da un’unione civile, né da rapporti di parentela, affinità o adozione.
 

Come dichiarare una Convivenza di fatto

Gli interessati, devono presentare presso l’ufficio protocollo dei Municipi, un’apposita Dichiarazione sottoscritta da entrambi (PDF/A) unitamente alle copie dei documenti di identità. .
NOTA BENE
La dichiarazione non può essere effettuata da coloro che facciano già parte di una unione civile, i cui effetti non siano cessati al momento della domanda di iscrizione, né dalle persone coniugate fino al momento dell’annotazione dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio sull’atto di matrimonio.

 

Effetti della dichiarazione della Convivenza di fatto

In base alla nuova Legge sulla disciplina delle convivenze, i conviventi di fatto:

a) hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario (art. 1 comma 38);
b) in caso di malattia e di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza, nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per coniugi e i familiari (art.1 comma 39);
c) ciascun convivente di fatto può designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute oppure, in caso di morte, per quanto riguarda la donazione degli organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie (art. 1 commi 40 e 41);
d) diritti inerenti alla casa di abitazione (art. 1 commi da 42 a 45);
e) successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza per il convivente di fatto in caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto (art. 1 comma 44);
f) inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, qualora l’appartenenza a un nucleo familiare costituisca titolo o causa preferenziale; (art. 1 comma 45); 
g) diritti del convivente nell’attività di impresa (art. 1 comma 46);
h) ampliamento delle facoltà riconosciute al convivente di fatto nell’ambito delle misure di protezione delle persone prive di autonomia (art. 1 commi 47 e 48);
i) in caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell’individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite (art. 1 comma 49).

L’Ufficiale d’Anagrafe rilascia la certificazione anagrafica relativa alla convivenza di fatto. 

 

Cancellazione di una Convivenza di fatto

La cancellazione della Convivenza di fatto può avvenire nei seguenti casi:

• d’ufficio in caso di cessazione della situazione di coabitazione e/o di residenza nel Comune di Roma di uno o entrambi i componenti della  convivenza di fatto o in caso di matrimonio e unione civile;
• su richiesta di uno o entrambi i componenti della convivenza di fatto qualora vengano meno i legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale - modello per la cancellazione su domanda di una o di  entrambe le parti interessate PDF/A

 

Sottoscrizione di un Contratto di Convivenza: disciplina dei rapporti patrimoniali

I conviventi di fatto hanno facoltà di disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza, per la cui registrazione è necessario aver presentato la Dichiarazione di convivenza, che deve avere le seguenti caratteristiche formali, da rispettare anche in caso di successive modifiche o risoluzione:

in forma scritta con atto pubblico o scrittura privata autenticata. In caso di scrittura privata, un notaio o un avvocato dovranno autenticare le firme e attestare la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Ai fini dell’opponibilità ai terzi, i contratti di convivenza con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato devono essere trasmessi dal professionista al Comune di residenza dei conviventi entro i successivi 10 giorni dall’avvenuta stipula  all’indirizzo protocollo.anagrafe@pec.comune.roma.it

Il contratto reca l’indirizzo indicato da ciascuna parte al quale devono essere  effettuate le comunicazioni inerenti al contratto medesimo e può contenere:
a) l’indicazione della residenza;
b) le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale e casalingo;
c) il regime patrimoniale della comunione dei beni (modificabile in qualunque momento nel corso della convivenza).


Il contratto non può essere sottoposto a termine o condizione. Nel caso in cui le parti inseriscano termini o condizioni, questi si hanno per non apposti.
Il contratto è nullo nei seguenti casi:
a) in presenta di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di un altro contratto di convivenza;
b) in mancanza dei requisiti previsti per la dichiarazione di convivenza di fatto (assenza di rapporti di parentela, affinità o adozione; assenza di un legame affettivo stabile di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale);
c) se una delle parti è minorenne;
d) se una delle parti è interdetta giudizialmente;
e) in caso di condanna per il delitto di cui all’articolo 88 del codice civile (omicidio consumato o tentato sul coniuge).
Gli effetti del contratto di convivenza restano sospesi in pendenza del procedimento di interdizione giudiziale o nel caso di rinvio a giudizio o di misura cautelare disposti per il delitto di omicidio del coniuge (art. 88 del Codice Civile), fino alla sentenza di proscioglimento. 

 

Il contratto di convivenza si risolve in caso di:
a)accordo delle parti: in questo caso il provvedimento richiede il rispetto delle formalità previste per la conclusione del contratto e prevede – se i conviventi avevano scelto la comunione legale dei beni – lo scioglimento della stessa (si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del codice civile che regolano la comunione legale nel matrimonio). Se dal contratto di convivenza derivavano diritti reali immobiliari, al trasferimento degli stessi deve provvedere un notaio. 
b)recesso unilaterale: il notaio o l’avvocato che ricevono l’atto devono notificarne una copia all’altro contraente; se la casa di abitazione è nella disponibilità del recedente, l’atto di recesso dovrà concedere al convivente almeno 90 giorni per lasciare l’abitazione;
c)matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona: in questo caso la parte che ha contratto matrimonio o l’unione civile deve notificare al convivente di fatto l’estratto di matrimonio o di unione civile; una copia dovrà essere notificata anche al professionista che ha ricevuto o autenticato il contratto di convivenza;
d)morte di uno dei contraenti: il convivente superstite o gli eredi del deceduto dovranno notificare l’estratto dell’atto di morte al professionista che ha ricevuto o autenticato il contratto di convivenza, che provvederà a notificare il contratto con l’annotazione della risoluzione del contratto all’anagrafe del comune di residenza.

 

 

 

Previgente Registro capitolino delle Unioni Civili 

 

Con l'entrata in vigore dei decreti delegati previsti dal' art 1, comma 28, della legge 76/2016 e con le relative circolari ministeriali di attuazione, acquisiscono completa e definitiva efficacia gli istituti delle unioni civili e delle convivenze di fatto.

Viene pertanto meno la funzionalità del registro capitolino delle unioni civili approvato con la Deliberazione dell'Assemblea Capitolina n. 1/2015,  le cui iscrizioni dal 1.3.2017 terminano definitivamente.

 

 

 

 

Data aggiornamento: 22/01/2018


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