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I rischi


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La conoscenza dell’ambiente fisico in cui viviamo è il primo passo per una corretta conoscenza del rischio. L’Italia è un paese ad alto rischio: è esposto ad una pluralità di rischi naturali e antropici. Fanno parte de rischi naturali il rischio sismico; il rischio vulcanico; il rischio incendio; il rischio idrogeologico; il rischio idraulico e il rischio meteorologico.  Appartengono invece alla categoria dei rischi antropici i rischi generati dallo sviluppo delle attività umane, intrinseci all’ambiente sociale, lavorativo e produttivo dall’attività dell’uomo, che complessivamente contribuiscono a rendere fragile il nostro territorio.

 

Tutte le attività della protezione civile sono volte alla tutela delle persone, alla salvaguardia del territorio e alla limitazione dei danni in caso di evento calamitoso.

 

Per tale ragione la riduzione del rischio, obiettivo principale dell’attività di previsione e prevenzione, è un aspetto fondamentale.
In protezione civile il rischio è definito come la possibilità che un fenomeno naturale o indotto dalle attività dell’uomo possa causare effetti dannosi sulla popolazione, gli insediamenti abitativi e produttivi e le infrastrutture, all’interno di una particolare area, in un determinato periodo di tempo.

 

Occorre distinguere tra rischio e pericolo. Quest’ultimo è rappresentato dall'evento calamitoso che può colpire una certa area. Il rischio è dato, invece, dalle sue possibili conseguenze, cioè dal danno che ci si può attendere ed è strettamente legato alla presenza dell’uomo. Per valutare correttamente un rischio non è sufficiente la sola conoscenza del pericolo; occorre anche stimare il valore esposto in termini di vite umane e beni materiali  presenti sul territorio che possono essere coinvolti dall’evento.

 

Il rischio è sinteticamente rappresentato dalla formula: 
Rischio = Pericolosità x Vulnerabilità x Esposizione (valore esposto).
La pericolosità è rappresentata dalla probabilità che un fenomeno di una determinata intensità si verifichi in certo periodo di tempo in una data area.
La vulnerabilità, valutata in riferimento ad un elemento (infrastrutture, edifici, attività economiche e vite umane), rappresenta la  propensione di questo a subire danni in conseguenza dell’evento calamitoso.
L’esposizione è data da ciascun elemento a rischio presente in una data area: insediamenti o vite umane.
 

Pubblicazione del 04/03/2016


Conoscere i rischi

Affrontare le emergenze

Il vademecum è uno strumento guida per vivere in modo sicuro, individuare un pericolo ed affrontarlo, comunicare con gli operatori, collaborare con i soccorritori senza essere d'intralcio. 

 


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Rischio chimico industriale

Gli stabilimenti industriali che utilizzano nei processi produttivi materiali e sostanze chimiche espongono la popolazione e l’ambiente al rischio industriale. Tali sostanze, in caso di incidente, possono provocare incendi, emissioni tossiche e sversamenti in corsi d’acqua, provocando danni e pericoli per l’ambiente e per l’incolumità della vita. La normativa sul rischio industriale è relativamente recente.


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Rischio idrogeologico e metereologico

Il rischio idrogeologico deriva dai fenomeni naturali dovuti all’interazione tra la superficie terrestre e l’acqua che possono produrre danni a persone e cose.


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Rischio nucleare

Nonostante la chiusura delle centrali nucleari in Italia, l’attenzione al rischio nucleare resta alta, soprattutto per la presenza di impianti nucleari in territorio estero a meno di 200 km dal confine nazionale. 


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Rischio incendio boschivo

L’incendio è un fenomeno di combustione non controllata di materiali generici; può essere provocato da cause naturali (autocombustioni, fulmini) o per mano dell'uomo (incendio doloso).


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Rischio trasporti

Il rischio trasporti deriva dalla possibilità che si verifichino incidenti che coinvolgano mezzi di trasporto su strade e autostrade, ferrovie, mezzi navali ed aerei.


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Rischio vulcanico

 Il rischio vulcanico è dato dal rapporto tra la frequenza e la forza delle eruzioni vulcaniche che interessano una determinata area, in relazione alla vulnerabilità delle strutture e agli elementi esposti.


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Rischio sismico

Il rischio sismico è la misura dei danni che un terremoto può provocare in un dato intervallo di tempo in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti).


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