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Villa Rustica di Dragona

Scavi condotti nella zona di Dragona hanno recentemente portato alla luce quanto rimane di una villa rustica dalle notevoli dimensioni (all'incirca 25.000 metri quadrati), la cui costruzione può essere fatta risalire più o meno agli inizi del I sec. a.C. L'intera struttura si dislocava intorno ad un unico cortile centrale, dove era situato un pozzo in origine circondato da un portico di colonne laterizie. I vari ambienti principali avevano inizialmente i muri in opera incerta ed il pavimento in semplice cocciopesto. Nel periodo compreso tra il I secolo e l'età augustea la villa è stata però soggetta ad ampie ristrutturazioni. Sono stati così rinvenuti anche muri in opera reticolata ed in laterizio e resti dei cosiddetti pavimenta scutulata, a testimonianza delle successive fasi di sviluppo attraversate dall'edificio. E' possibile distinguere due zone della villa differenti per destinazione. Vi è un'ala orientale, dai vani abbastanza ampi caratterizzati da pareti adorne d'affreschi, che era sicuramente adibita a parte residenziale. A nord del cortile è stata invece rinvenuta una zona con tre dolii della capienza di circa mille litri ciascuno, che viene a coincidere con la parte propriamente rustica della villa. Nel settore meridionale sono stati trovati poi due portici, rispettivamente a colonnine di tufo e a grandi pilastri laterizi, ancora da portare completamente alla luce. Il periodo di massima frequentazione della struttura risalirebbe al I sec. d.C.. Tra il III ed il IV sec. d.C. però tale frequentazione si ridusse molto e rimase limitata esclusivamente alla parte rustica. Si assistette poi ad un progressivo abbandono della villa.

 


Dopo il V sec. d.C. tutta la zona fu disordinatamente occupata da tombe alla cappuccina, che vennero inserite anche in quelli che costituivano i vari ambienti della villa. Per questo tipo di sepolture povere furono utilizzati coppi e tegoloni prelevati da varie aree della casa, che nel frattempo erano state soggette a crolli.