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Il delta del Tevere

Il territorio dell'attuale XIII Municipio ha subito nel corso della sua storia millenaria un'enorme trasformazione, che ha avuto come protagonista indiscusso il Tevere. Negli ultimi 2.500 anni la linea di costa in corrispondenza della fascia deltizia del fiume ha subito un avanzamento di oltre 4 km, modificando profondamente l'aspetto geografico ed antropico della zona. Il Tevere e la valle che esso percorre hanno un enorme valore storico per la presenza di numerosi siti archeologici d'epoca preistorica, romana e medievale, oltre ad un elevato rilievo naturalistico, per l'esistenza d'aree con equilibri geologici molto delicati. Dai primi del '900 ad oggi il delta del fiume ha subito variazioni imputabili quasi esclusivamente all'azione dell'uomo tramite la costruzione di opere murarie, che hanno spesso messo a repentaglio un habitat naturale molto peculiare. La fauna che popola il delta del Tevere è prettamente costituita da uccelli. Gabbiani comuni e reali, garzette, ghiandaie e aironi cenerini abitano i numerosi canneti. I rapaci diurni sono presenti con gheppi, poiane, sparvieri e nibbi bruni, mentre predatori notturni come allocchi e barbagianni trovano rifugio nei vecchi casali abbandonati. Molti sono i piccoli mammiferi, come ricci, istrici, donnole e scoiattoli, oltre a vari rettili ed anfibi. Per quanto riguarda la flora locale, nella zona costiera troviamo la tipica macchia mediterranea, con sempreverdi come il leccio, l'alloro e il pungitopo. Nelle fasce interdunali continuano a formarsi delle "piscine", dov'è possibile trovare farnie, olmi, pioppi bianchi e frassini, antichi relitti dei vasti boschi impaludati che popolavano la zona prima della bonifica.

Dopo molti anni quest'ultimo tratto di fiume è nuovamente aperto alla navigazione turistica, che dovrà però rispettare sponde, fondali, flora e fauna locale.