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Piazza Capelvenere

 
Il quartiere Acilia (dal nome della famiglia romana degli Acilii, vissuta da quelle parti secondo un'antica epigrafe) è nato nel 1924, quando Mussolini fece trasferire nell'allora zona rurale gli sfrattati dall'area dei Fori Imperiali e da Via del Teatro di Marcello. E' diviso in una parte nord, sviluppatasi nel dopoguerra sui Monti di San Paolo, ed una parte sud, lambita dalla Via dei Romagnoli, che costituisce il centro dell'abitato. Piazza Capelvenere, nella zona nord del quartiere, si caratterizzava per le sue costruzioni a due piani edificate negli anni '40, definite "case di cartone". Nell'ambito di una serie d'interventi per rendere più belle e vivibili le piazze della capitale, dopo la demolizione delle vecchie strutture su un'area complessiva di 15.000 metri quadrati è stata recentemente realizzata una piazza tutta nuova. Vi è stato ora situato un edificio porticato a forma di C che si sviluppa su due piani. La moderna costruzione ospita vari uffici comunali, tra i quali quello demografico e dei vigili urbani. A fianco della palazzina sorge una torre ottagonale di 12 metri, nuovo "biglietto da visita" di Acilia, che la rende visibile da lontano e che dalla sua sommità permette di contemplare tutto il quartiere. Una delle vetrate presenti sulla torre è stata decorata con un'opera eseguita dal noto artista Dorazio.

Proprio al centro della nuova Piazza Capelvenere è stata costruita una fontana con la statua della divinità. La leggenda vuole che Venere sia nata dalle acque, così le acque della fontana di questo luogo, tanto caro agli antichi romani, possono essere assunte a simbolo della nuova vita di Acilia. Sopra la fontana è posta una targa dedicata alla memoria di Lido Duranti, ventiquattrenne del quartiere morto alle Fosse Ardeatine.