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Teatro di Ostia Antica

 
Tra i più antichi in muratura, fu eretto in periodo augusteo (I sec. a.C.), secondo un'iscrizione tra il primo ed il secondo consolato di Agrippa. In età imperiale avanzata (196 d.C.) fu radicalmente restaurato per volere di Settimio Severo e del figlio Caracalla e ampliato sino a poter contenere anche 4000 spettatori. La struttura fu poi soggetta ad un ulteriore restauro da Ragonio Vincenzo Celso, alla fine del IV sec. d.C. Utilizzando basi di statue prese dal retrostante e coevo Piazzale delle Corporazioni, ormai in abbandono, Celso rafforzò il corridoio centrale d'ingresso (con volta a botte che conduce all'orchestra, peculiarità del teatro ostiense non riscontrabile tra gli altri teatri antichi conosciuti) e fece erigere una statua di Roma, il cui piedistallo è tuttora visibile dietro il ninfeo est. Fece adattare inoltre la struttura a colimbetra per spettacoli acquatici, a carattere pagano, dove nereidi e ninfe della mitologia classica si esibivano in carne ed ossa. Ancor oggi il teatro si mostra in tutto il suo splendore, specie dopo la recente serie d'interventi di restauro, facendo spesso da suggestivo scenario a spettacoli teatrali o di danza, opere e concerti.

Esternamente la struttura presenta un portico in laterizio che doveva essere a due ordini, in cui si apre una serie di botteghe e da cui partono quattro ripide scale che portano alla parte mediana della cavea (molto ampia e un tempo lastricata in marmo). In origine questa aveva tre ordini di posti, di cui i primi due ancora conservati. Nel suo tratto inferiore si scorgono ancora i resti di un parapetto in marmo che isolava le gradinate dall'orchestra quando veniva allagata per i giochi acquatici. Dietro alla scena si ergono delle colonne erroneamente rialzate sui resti dei pilastri di tufo del portico esterno, ma che un tempo erano parte del loggiato nella parte più alta della cavea. All'orchestra, oltre che dal corridoio centrale, era possibile accedere anche da due passaggi laterali.