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Tenuta di Castel Porziano

Da sempre considerata importante per la sua posizione geografica, in epoca imperiale rivestiva un ruolo strategico perchè situata tra il porto di Ostia e quello di Anzio. Successivamente all'unità d'Italia fu acquistata dallo Stato come luogo di rappresentanza e riserva di caccia per la famiglia reale. Dal 1948 è divenuta appannaggio del Presidente della Repubblica, che la utilizza sia come luogo di residenza e rappresentanza, sia come zona d'attività zootecniche, agricole e silviculturali nel rispetto dell'ambiente naturale. Totalmente recintata, è sottratta al pubblico e può essere visitata solo per speciale concessione.

L'area, con i suoi circa 6.000 ettari d'ampiezza, si estende dalla spiaggia dunosa ora in gran parte aperta ai bagnanti (pur essendo uno dei pochi tratti di costa laziale in cui è quasi integra, anche se è un ambiente fragile che facilmente può essere distrutto da un eccessivo calpestio) fino ad una profondità di 9 Km. nell'entroterra. Prevalentemente occupata da una pineta a pino domestico (pinus pinea), comprende in zone depresse retrodunali anche boschi di frassino, olmo e querce caducifoglie quali farnia e farnietto, nonchè tratti a sughereta, praterie, zone depresse allagate (le cosiddette "piscine") e macchia mediterranea. La fauna della zona, con i suoi ambienti così diversificati, è molto ricca e comprende sia grossi mammiferi, quali caprioli, cinghiali, daini e cervi, sia uccelli rari, come il gufo reale, oltre ad alzavole, germani reali e conigli selvatici. All'interno della tenuta sono presenti numerosi resti di ville romane del tardo periodo repubblicano, per lo più utilizzate per l'attività rurale. Tra questi spiccano i ruderi della villa di Plinio il Giovane, in prossimità di quanto rimane dell'antica Via Severiana.