Sezioni del portale

Luceverde

Infomobilità

Numero Unico Taxi

URC - Ufficio per i Rapporti con i cittadini

060606

Partecipazione Popolare

Sistema informativo procedura negoziata

Protezione Civile

Statuto Roma Capitale

Roma Statistica

Open Data

Cambio di Residenza in tempo reale

Turismo

Bibliotu

Linea Amica

Suap

Suar

Home / Municipi
Categoria1__Municipi
/ Municipio X
Categoria2__Municipio X
/ Il Territorio / Schede sul territorio / Terme del Foro

Terme del Foro

Queste terme, la cui costruzione fu finanziata intorno al 160 d.C. da Marco Gavio Massimo, prefetto del pretorio di Antonino Pio, sono senza dubbio le più grandi e sontuose di Ostia Antica. Nel IV e V sec. d.C. furono soggette a numerosi restauri. Vi si accede attraverso un apodyterium con due spogliatoi adorni di due ingressi colonnati, un grande frigidarium con due vasche, un altro apodyterium simile al precedente e ancora un vestibolo. I vani riscaldati sono orientati verso sud, come di solito, ma hanno una disposizione singolare: le loro facciate non sono allineate, ma presentano delle sporgenze progressive grazie alle quali non si coprono a vicenda e possono ricevere uniformemente i raggi del sole. La prima sala, ottagonale, è un eliocamino. Serviva cioè per i bagni di sole. Si susseguono poi nell'ordine un laconicum, di forma ellittica, per i bagni di sudore, due tepidaria ed un caldarium a tre vasche. Negli scavi sono stati rinvenuti molti aghi crinali, le forcine d'osso con cui le donne fermavano i capelli. Questo dimostra che tali terme non erano ad uso esclusivo degli uomini.

A sud dei vani riscaldati si estende un'ampia palestra di forma trapezoidale, circondata da un portico a colonne di cipollino. Sul lato meridionale si apre una sala con due ambienti ed un'aula retrostante con due colonne tortili. Lungo il lato a sud-ovest è visibile un tempietto; dietro una latrina e quindi una serie di tabernae. Particolare è la latrina, ricavata modificando una bottega d'età precedente. La struttura è costituita da una fila di venti sedili di marmo, ciascuno con il proprio foro, al di sotto dei quali corre una canaletta per lo scolo dell'acqua. Fu utilizzata fino al IV secolo d.C. inoltrato.