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Villa di Fralana

Nel bel mezzo del quartiere Malafede si possono ammirare i resti di una villa romana la cui datazione è collocabile tra la fine dell'età repubblicana e la piena età imperiale. In quel periodo nella nostra zona erano sorte numerose villae rustiche, residenze di campagna appartenenti a ricchi membri dell'aristocrazia romana, che non disdegnavano di incrementare il loro patrimonio dedicandosi allo sfruttamento agricolo dei terreni circostanti. Negli edifici, dall'ampia estensione e ricchi di elementi decorativi, viveva ed operava una folta schiera di schiavi e lavoranti, che garantivano l'efficienza degli insediamenti anche in assenza dei padroni. Tra i ruderi della villa in questione, denominata di Fralana dall'antico nome della località, è ben visibile una struttura circolare che gli archeologi hanno senza alcun dubbio identificato come base per l'alloggiamento di un torchio. Vi è poi un complesso di vasche e cisterne, di cui alcune a cielo aperto, utilizzate per la conservazione dell'acqua piovana e l'approvvigionamento idrico. Sono presenti inoltre dei locali che risultano essere chiaramente abitativi e che vantano pavimenti in mosaico bianco e nero in buono stato di conservazione. Nella stessa zona, presso l'incrocio tra Via C.Colombo e Via di Malafede, sono visibili i resti di un'altra lussuosa villa rustica, con sale termali che erano riscaldate e decorate con un mosaico a tema marino del II sec. d.C., oltre ad un frantoio e a grandi orci per conservare le derrate.

Nelle immediate vicinanze della villa di Fralana, lungo la Via di Acilia, è stato di recente scoperta un'area funeraria di tombe semplici, scavate nel terreno e coperte con tegoloni "a cappuccina", dove venivano sepolti i lavoranti.