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Ambiente nella storia del territorio

 Il territorio compreso nei confini dell'attuale XIII Municipio ha subito, nel corso dei secoli, enormi mutamenti dal punto di vista ambientale, soprattutto in funzione delle variazioni nel corso del Tevere. In epoca romana, in prossimità della foce lagunare, in seguito all'evaporazione dell'acqua salmastra si venivano a formare numerose saline. Queste erano sfruttate al massimo, visto che nel periodo si faceva largo utilizzo di sale per la conservazione dei cibi. In epoca medioevale il territorio è stato interessato da una fase erosiva che, soprattutto a causa delle continue piene del fiume, ha determinato un cambiamento della linea di costa sempre più accentuatosi nei secoli. Solo nell'ottocento il delta del Tevere ha assunto le caratteristiche attuali, creando lungo la costa una fascia sabbiosa e all'interno una zona paludosa, più bassa rispetto al livello del mare, invasa da stagni piccoli e grandi, come quello di Ostia e quello di Maccarese. Nell'area imperversava la malaria, tanto che, agli inizi del novecento, si dovette procedere ad un'opera di bonifica per prosciugare le paludi mediante la creazione di sistemi d'idrovore e numerosi canali. L'aspetto della zona cambiò così nuovamente. Negli anni '50 si ripresentò impellente il problema dell'erosione, dovuto soprattutto alla costruzione di sbarramenti e al prelievo di sabbia nel bacino del Tevere, nonchè alla progressiva scomparsa del tratto di macchia mediterranea dalla duna costiera. Questo particolare tipo di vegetazione, propria del nostro territorio, è una formidabile difesa naturale contro l'erosione marina. Oggi delle dune (presenti in pochissimi tratti di costa italiana) rimangono tracce solo nella zona di Castel Porziano e Capocotta.

 

Vari interventi sono stati effettuati per contrastare il fenomeno erosivo, come la costruzione di scogliere artificiali davanti ai nostri litorali.