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Antichi acquedotti

Quello che rende peculiare ogni frazione di territorio del XIII Municipio è la presenza costante, a fianco agli aspetti più moderni, di elementi storici di ogni epoca. Monumenti funerari, strade, casali, ponti, acquedotti, porti dell'antica Roma; castelli, torri e borghi medievali, fino ai bunker costruiti sulle dune del litorale per bloccare l'avanzata alleata dopo lo sbarco di Anzio, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale.

 

Tra gli ultimi ritrovamenti, proprio all'inizio degli anni '90 nella zona in prossimità del Casale di Malafede, sono state portate alla luce in più punti le strutture di due acquedotti, che correvano appaiati in direzione parallela al fosso. Naturalmente questi resti sono stati subito collegati all'antico acquedotto, risalente al periodo di Caligola (37-41 d.C.), che riforniva la zona di Ostia. Le monumentali arcate della struttura fino agli inizi del 1800 erano ancora visibili lungo la Via Ostiense, tra gli stagni e le paludi prossime alla città (chiarissimo in proposito è il disegno che le raffigura nella Mappa della Campagna Romana, di Eufrosino della Volpaia, risalente al 1547). Che appartengano o meno al famoso acquedotto ostiense, senza dubbio tali condutture facevano parte della complessa rete d'approvvigionamento idrico, egregia opera d'ingegneria idraulica, funzionale sia all'uso agricolo sia a quello residenziale delle ville rinvenute nella zona. Con tutta probabilità tali acquedotti provvedevano anche al rifornimento di tutta la popolosa città portuale di Roma. Dall'orientamento delle condutture e dallo studio idrogeologico del bacino del fosso di Malafede, sembra di poter individuare le sorgenti nella zona di Trigoria. Resti di condotti minori, certamente derivati dall'acquedotto ostiense, sono stati rinvenuti anche in zone limitrofe, come Ponte Ladrone.