Consiglio del cibo
Che cos’è la food policy
Garantire l’accesso a un cibo sano e di qualità per tutte e tutti, promuovere la sostenibilità del sistema alimentare, contrastare gli sprechi e le perdite alimentari, sostenere la produzione agricola sostenibile (biologica e agroecologica), favorire il rientro dei produttori diretti nei mercati rionali, valorizzare le esperienze di filiera corta e le reti di economia solidale, rafforzare la presenza di cibo prodotto localmente e in modo ecologico nei menù dei ristoranti e delle mense collettive e scolastiche sono solo alcuni degli obiettivi prioritari che ogni città dovrebbe darsi.
Attualmente, infatti, le città sono chiamate a svolgere un ruolo chiave nella transizione verso la sostenibilità e le food policies (politiche del cibo), in questo senso, possono rappresentare un utile e decisivo strumento di supporto al governo e al ripensamento dei sistemi alimentari locali.
Lavorare per dotare una città di una sua food policy significa mettere a sistema tutte quelle politiche che incrociano i temi alimentari da diversi punti di vista (dai processi di produzione alla trasformazione, dalla distribuzione al consumo e allo smaltimento del cibo), favorendo la transizione verso una strategia alimentare più sostenibile ed equa.
Perché è importante che Roma abbia una food policy
Roma è tra i più grandi comuni agricoli d'Europa. Qui si trovano oltre 3.000 aziende agricole, 70 mercati comunali, diversi farmers’ markets, oltre 50 gruppi di acquisto solidale (GAS). Circa il 32% dell'intera superfice comunale è dedicata alla conservazione di habitat di particolare valore naturalistico. In più, Roma Capitale assicura quotidianamente il servizio di ristorazione scolastica a migliaia di bambine e bambini.
Attraverso una food policy ambiziosa, anche i supermercati potrebbero giocare un ruolo nella distribuzione di cibo locale e sostenibile. A Roma la rete dei punti vendita, tra supermercati e minimercati, è presente capillarmente in tutto il territorio comunale.
Ma, allo stesso, tempo Roma è una città con moltissime criticità. È necessario, ad esempio, affrontare il tema della povertà alimentare, che nella Capitale riguarda migliaia di famiglie, il declino dei mercati rionali e il mancato accesso delle aziende agricole locali a queste infrastrutture o, ancora, il fenomeno dello spreco alimentare.
Una food policy a Roma serve proprio per questo, per gestire in modo coerente il sistema alimentare nelle sue tante dimensioni: ambiente, lavoro, trasporti, turismo, industria, salute, povertà, educazione e innovazione.
Cos’è il Consiglio del cibo
Il Consiglio del cibo di Roma è una consulta cittadina, istituita con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 38 del 27 aprile 2021, il cui regolamento è stato approvato con la successiva Deliberazione n. 68 del 13 aprile 2023.
Tiene insieme attualmente 205 realtà e nasce da un percorso costruito dal basso su impulso del comitato promotore "Una food policy per Roma", che dal 2019 ha creato un’alleanza virtuosa tra cittadine e cittadini, aziende agricole, associazioni e mondo della ricerca, che prosegue ora nel Consiglio del cibo.
Gli obiettivi del Consiglio del cibo di Roma sono:
• definire e monitorare la realizzazione della food policy di Roma Capitale;
• proporre politiche, strategie e idee innovative che rendano sostenibili i sistemi alimentari;
• coinvolgere e stimolare la comunità locale nella sua implementazione.
Sono organi del Consiglio del Cibo
- l’Assemblea;
- il Presidente;
- il Gruppo Operativo;
- i Tavoli Tematici;
- l’Ufficio tecnico di Roma Capitale (Ufficio Politiche di Promozione dell'Agricoltura e Consiglio del Cibo).
