Il trionfo del Tempo e del Disinganno, al Costanzi
Tematica: Musica
7 - 14 aprile
Il trionfo del Tempo e del Disinganno, ©Monika Rittershaus
Il capolavoro allegorico della giovinezza di Georg Friedrich Händel, Il trionfo del Tempo e del Disinganno, arriva per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma.
L’oratorio in due parti, nella sua prima versione composta proprio a Roma nel 1707 su libretto del cardinale Benedetto Pamphilj, è proposto in forma scenica al Costanzi dal 7 al 14 aprile 2026, con la direzione di Gianluca Capuano e la regia di Robert Carsen.
La parabola morale che oppone Bellezza, Piacere, Tempo e Disinganno è riletta nel linguaggio del talent show dell’era digitale: Carsen confronta l’opulenza e la vanità del secolo barocco con la società dei mass-media di oggi, ossessionata dalla giovinezza e dal consumo.
Due realtà in fondo non troppo distanti, in cui il peso dell’identità si gioca tutto sul giudizio pubblico. La metafora della visibilità a tutti i costi è rappresentata dalla presenza di grandi schermi video, emblema di un successo effimero da cui deve guardarsi Bellezza.
La dispersione dell’io nell’immagine patinata è offerta dalla seduzione dello showbiz incarnato da Piacere, mentre Tempo e Disinganno si fanno custodi di una coscienza ancora vigile, capace di coglierne l’illusione.
Dopo il successo nel 2021 al Festival di Salisburgo, dove lo spettacolo firmato da Carsen è stato presentato con la direzione musicale di Gianluca Capuano, il progetto arriva per la prima volta in Italia, realizzato in collaborazione col festival salisburghese e nuovamente affidato alla bacchetta di Capuano.
Il direttore milanese, da anni alla guida di Les Musiciens du Prince – Monaco, ensemble creato da Cecilia Bartoli, torna a lavorare con Carsen, con cui aveva condiviso il debutto a Roma nel 2019 con Orfeo ed Euridice, il capolavoro di Christoph Willibald Gluck.
Il cast riunisce voci di primo piano nel panorama barocco. Johanna Wallroth, soprano svedese al suo debutto al Costanzi, è Bellezza, personaggio cardine dell’oratorio.
Anna Bonitatibus veste i panni di Piacere. Il controtenore Raffaele Pe, specialista del repertorio händeliano, è Disinganno.
Ed Lyon, tenore britannico, interpreta Tempo.
Il trionfo del Tempo e del Disinganno narra il conflitto interiore di Bellezza, divisa fra le lusinghe di Piacere e la guida di Tempo e Disinganno.
Carsen trasforma l’allegoria barocca in un’esperienza scenica moderna, in cui luci, gesti e simboli creano un ponte tra il Settecento romano e le domande del presente: il piacere fugace e transitorio contrapposto alla verità e alla consapevolezza.
Ulteriori informazioni e prenotazioni sul sito del Teatro dell'Opera di Roma.
RED
