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Il territorio

Il territorio del Municipio XIII si estende da San Pietro alle campagne di Castel di Guido sino al fiume Arone, in prossimità del bivio di Fregene.

Grazie alla ricchezza di risorse naturali che il territorio offriva:

come l’acqua, che lo rendeva particolarmente fertile e quindi adatto alla coltivazione ed al pascolo;

la presenza di tufo e argilla, utile alla costruzione di strumenti vari;

le materie prime come la selce ad esempio, utile alla fabbricazione di utensili essenziali alla difesa e alla caccia;

la presenza di saline che consentivano attraverso l’estrazione del sale, la conservazione della carne e la produzione di prodotti caseari

e la sua ubicazione strategica, a nord del fiume Tevere e quindi tra Roma ed il mare, favorì l’insediamento dell’uomo. Sono rintracciabili presenze archeologiche che risalgono addirittura al Paleolitico.

La sua storia risente prima dell'influenza dei vicini etruschi, come testimoniato dai resti di abitati e di necropoli rinvenuti nella zona di Castel di Guido (l'antica Lorium) e successivamente dell’influenza romana.

Con l'espansione di Roma la viabilità si spostò in questa direzione con la via Caere'Roma che, ricalcando in parte l'attuale via Boccea, raggiungeva Ceri e proseguiva sino a Cerveteri. E’ probabile che nello stesso periodo si sia sviluppato un altro percorso corrispondente all'attuale via Aurelia per scopi militari e commerciali. La zona quindi, per le sue caratteristiche e per i commerci che vi si erano sviluppati, nonché per le importanti vie di comunicazione, si urbanizzò rapidamente, in particolare lungo la Via Aurelia.


Con la caduta dell'Impero Romano e la conseguente crisi che ne seguì, tutta l'area rurale ebbe un forte tracollo demografico ad eccezione di pochi borghi come Lorium, divenuta sede vescovile, S. Rufina, centro religioso di primaria importanza e Malagrotta e Boccea. Risale a quest'epoca la divisione delle terre tra diversi poli di potere: monasteri, papato, aristocrazia laica, interessi bizantini. 

Oggi sono presenti segni della storia passata: la toponomastica del nostro Municipio ricorda i nomi e le opere dei papi che si sono susseguiti, la viabilità percorre antichi tracciati, le porte nelle mura indicano tuttora punti di riferimento e di misura del territorio, gli spazi verdi rimandano a nomi di famiglie nobili e di cardinali (Villa Veschi e Villa Carpegna); sono conservati i resti dell'antico asse viario della Via Cornelia.

La Via nasceva dall'antica Porta Aurelia o Cornelia in prossimità del ponte Elio ora S. Angelo.

Questo tratto di mura, che costeggiava l'argine sinistro del Tevere, fu demolito da Papa Alessandro VI Borgia (1492/1503). La via Cornelia, attraversato il ponte, probabilmente si imbatteva, in prossimità del Mausoleo di Adriano, in una seconda Porta quasi certamente la vera porta Cornelia chiamata poi nel medioevo "Porta Sancti Petri" o "Porta Aurea". Percorreva poi il territorio Vaticano (ager Vaticanus), l'asse di Piazza S. Pietro e della Basilica inglobando la tomba dell'apostolo Pietro, volgendo poi a sinistra per unire il suo corso a quello della via Aurelia Nuova. Entrambe le strade uscivano da Porta Cavalleggeri per salire le alture sovrastanti il Vaticano, a fianco del seicentesco ramo Paolino dell'acquedotto traianeo, situato a sinistra presso l'attuale cavalcavia dell'Aurelia sull'Olimpica, arrivando poi al bivio dove sorge la chiesa della Madonna del Riposo.

 

 

 

Mappa zone urbanistiche

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